Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

VII Domenica T.O. Anno B
19 Febbraio 2012

Oggi molta gente sta male, é scontenta, insoddisfatta, esaurita!
Se parlate con le persone, vi accorgete che tutti hanno qualcosa che avvelena loro la vita. Si sentono male. E il mal di testa, e il mal di schiena, e il mal di stomaco, e il mal di fegato, e il mal di cuore, e la depressione, e lo sconforto, e la tristezza, e l’esaurimento, ecc. E che fanno? Vanno dal medico. E che fa il medico? Fa le analisi, tutte le analisi possibili. Non risulta niente. E allora ti dice. “Tu non sei malato; non preoccuparti, sono tutte fissazioni”. E invece no, caro dottore. Quella persona, è vero, non mostra niente nelle analisi ma è malata lo stesso. Non è fissata! E la malattia, che non compare nelle analisi del sangue e che fa venire il mal di testa o il mal di stomaco, o il mal di fegato, o il mal di schiena e tanti altri mali, come la pressione alta, l’esaurimento, la depressione, lo sconforto, il senso di colpa, si chiama: “ricordare le cose passate”; ricordare certe cose dolorose del passato; ricordare un certo passato che non finisce mai di passare. Rovistare sempre e sempre e sempre nelle cose passate che ci fanno soffrire, non per pentirsi, ma per nutrirsi. E masticare rancore, odio, rivincita, senso di colpa. E ruminare nella testa e nel cuore quella offesa ricevuta 3 mesi fa o 10 anni fa; quella parola detta 6 mesi fa e che non doveva dire; quel telefono sbattuto in faccia, proprio a me, 8 anni fa e che non doveva sbattere; quel saluto che non mi ha dato, pur essenso passato 10 volte davanti a me; quel favore negato a me 2 anni fa, (proprio a me che gliene ho fatto tanti di favori); gli auguri che non mi ha fatto 6 anni fa; l’invito per il 25° di matrimonio che non mi ha rivolto 4 anni e mezzo fa…; o ripensare nella testa quello che ho fatto e che non dovevo fare; o quello che dovevo fare e che non ho fatto… Magari uno non l’ha fatto neppure con cattiva intenzione; magari veramente non ti ha visto e per questo non ti ha salutato… Ma lo stesso, giú a nutrirsi, a pensare, a rimettere in discussione cose vecchie e  passate! E la rabbia che cresce; e il mal di testa o il mal di stomaco che non passa, e la depressione che continua, pur avendo tutto, pur non avendo nessun problema, e le analisi che non trovano niente, e il cancro che avanza (il cancro dello spirito, s’intende!). E i medici che non trovano niente! E hanno ragione, perché loro sono medici dei corpi; mentre le cause di quelle malattie, vere, cioè i mal di testa, l’esaurimento, i sensi di colpa, ecc., non sono nel corpo ma nello spirito. È lo spirito che è malato e il medico dello spirito è uno solo: il Cristo! Ma da lui non ci andiamo mai! Andiamo dallo psicologo, dallo psichiatra, dal neurologo, ma non da Lui; e quando ci andiamo non lo prendiamo sul serio e soprattutto non prendiamo le sue medicine! Una di esse, tra le piú importanti è  questa: “Non pensate piú al passato”; avete ascoltato nella prima lettura quello che dice il medico dello spirito? Avete sentito che medicina dá? Proprio questa: “Non pensate piú al passato”. E noi che facciamo? Ci pensiamo? Non prendiamo la sua medicina; certo é una medicina tutta particolare, non è come le altre medicine, non si prende con l’acqua, ma è pur sempre una medicina dello spirito. E sapete perché non dobbiamo piú pensare al passato? Perché Lui, per primo, non pensa piú al nostro passato: se Dio si dovesse ricordare del nostro passato, come noi ci ricordiamo delle offese ricevute, non so chi si salverebbe!  Ma Lui perdona, e quindi si libera del nostro passato da peccatori. Proviamo anche noi a liberarci dall’ingombro di un certo passato, vedrete come ci libereremo anche dai nostri vari mal di testa o dai nostri esaurimenti nervosi o dai nostri sensi di colpa; vedrete come ci sentiremo piú liberi, piú leggeri, piú giovani, piú entusiasti, piú sani! È vero! Non bisogna chiudere gli occhi! Certe offese ricevute (ma molte di esse sono presunte) hanno lasciato il segno, certe ingiustizie subite, certi comportamenti maleducati o ritenuti tali, nei nostri confronti da parte dei figli, parenti, amici, ci hanno potuto anche stancare, ci hanno anche potuto nauseare. Anche Dio ha avuto le stesse sensazioni e lo dice chiaramente: “Mi hai nauseato con i tuoi peccati; mi hai stancato con le tue malefatte; non ne posso piú dei tuoi comportamenti offensivi”. Ma Dio, poi, non dice: “Basta! Ho chiuso con te”, come spesso diciamo noi, quando proprio non li aggrediamo con le parole e con le braccia. Non dice: “Te la faró pagare”. E se non lo dice lui, perché lo dobbiamo dire noi o anche pensarlo? Dio, invece, dice: “Io dimenticheró le tue offese”; “io dimenticheró i tuoi peccati”; “io faró qualcosa di nuovo con te, anzi ho giá cominciato”. Ebbene pensiamo e diciamo anche noi cosí: “Io non mi ricorderó piú del telefono sbattuto in faccia; dell’invito non ricevuto; del voltafaccia che mio fratello o mia sorella o mio cognato ha fatto verso di me”. “Non mi ricorderò piú del male che ho fatto involontariamente a qualcuno”; “Io faró qualcosa di nuovo, anzi ho giá cominciato: instaurerò un nuovo rapporto con mia sorella, con mia nuora, con mia suocera, col mio amico, con mio figlio, con me stesso, ecc.”. Quando si ama tutto diventa facile! Se si vuole guarire da certi mali che non compaiono nelle analisi del sangue o nelle radiografie o nella TAC, se si vuole guarire da certi dolori o da certi veleni, se si vuole guarire da un certo esaurimento o da una certa insoddisfazione, bisogna farsi operare agli occhi e al cuore dal Medico dello spirito; farsi operare agli occhi, per vedere le persone e gli avvenimenti con occhi nuovi; (possibile che tutti gli altri sono contro di me?) e poi farsi operare al cuore, per amare in modo nuovo e diverso. Facciamoci operare! Non costa niente in denaro! Costa solo in orgoglio. Ma ne vale la pena: ricupereremo davvero la salute! Anche fisica.

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