Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

II Domenica dopo Natale Anno A
5 Gennaio 2020

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)

Al principio, c’era colui che è ”la Parola”. Egli era con Dio; Egli era Dio. Egli era al principio con Dio. Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla. Egli era vita, e la vita era luce per gli uomini. Quella luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. La luce vera, colui che illumina ogni uomo, stava per venire nel mondo. Egli era nel mondo, il mondo é stato fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha riconosciuto. È venuto nel mondo che é suo ma i suoi non l’hanno accolto. Alcuni peró hanno creduto in lui: a questi Dio ha fatto un dono: di diventare figli di Dio. Non sono diventati figli di Dio per nascita naturale, per volontá di un uomo: é Dio che ha dato loro la nuova vita. Colui che é ”la Parola” é diventato un uomo e ha vissuto in mezzo a noi uomini. Noi abbiamo contemplato il suo splendore divino. È lo splendore del Figlio unico di Dio Padre pieno di grazia e di veritá!

<Per mezzo di suo Figlio, che è la “Parola” di Dio, Dio ha creato ogni cosa. Senza suo Figlio, senza la sua “Parola”, Dio non ha creato nulla>.
Ed ecco come Gesú stesso spiega alla mistica italiana, Maria Valtorta, questa parte del Vangelo che abbiamo ascoltato.
Prima dell’Universo e dell’Umanitá, Dio creó gli angeli. Alcuni di essi, per non aver voluto accettare il livello di gloria al quale Dio li aveva messi,
si ribellarono e con l'animo guidato dalla mancanza di fede nel loro Signore, tentarono di assalire il trono irraggiungibile di Dio. Anziché accettare la volontá di Dio, come avevano fatto gli angeli credenti, avevano seguito la loro superbia e il loro ingiusto e pessimistico modo di pensare; e il pessimismo, che è sempre mancanza di fede, li aveva trasformati da spiriti di luce, in spiriti di tenebra.
Poi Gesú dice: Siano benedetti tutti coloro che sia nel Cielo che sulla Terra sanno avere pensieri di ottimismo, pensieri pieni di luce!
Comunque, prima della creazione dell’Universo, il Paradiso era già stato liberato da questi orgogliosi pessimisti, i quali vedevano nero anche nelle luminosissime opere di Dio, e per volersi separare dagli altri e rinchiudersi in se stessi, credendosi gli unici perfetti, si autocondannarono ad una oscura prigione, nelle tenebre del regno dell’inferno, il regno della Negazione.
Dopo di che, Dio fece il Creato, la Terra e tutto quanto contiene, attraverso il suo Figlio, che è Amore, che è Vita, che è Luce. E la Luce fece dapprima gli elementi, cioè ciascun componente dell'universo, perché sono necessari, sebbene, certe volte, sembra che siano nocivi. Sappiate, però, che poiché Dio è Amore, non c'è la più piccola goccia di rugiada che non abbia il suo buon motivo di essere; non c’è insetto, per quanto piccolo, noioso e fastidioso che sia, che non abbia il suo buon motivo di essere. Come anche non c’è nessun mostruoso vulcano che butti fuori fuoco e incandescenti lapilli dalle sue viscere, che non abbia il suo buon motivo per esistere. E non c’è terremoto o tzunami, per quanto pauroso e terribile, senza motivo per esserci.
E dopo aver creato l’Universo, Dio fece gli esseri umani a sua immagine e somiglianza, a somiglianza di se stesso, Uno e Trino. E fu ancora il Verbo, cioé il Figlio di Dio, la “Parola” di Dio, l’Amore, la Vita, la Luce a crearli; per questo ogni uomo, ogni singolo uomo creato è illuminato da Dio, cioè riceve una scintilla della stessa intelligenza di Dio.
Passando ora dalle cose alle persone, bisogna dire che non c’é avvenimento, né pianto, né gioia, né nascita, né morte, che non abbia il suo buon motivo per essere. Non c’è sterilità, né maternità abbondante, né lungo matrimonio, né rapida vedovanza che non abbia il suo buon motivo per essere. Non c’é sventura o miseria, o malattia, come anche non c’è abbondanza di mezzi o di salute che non abbia il suo buon motivo per essere; anche se la cecitá e la superbia umana, non lo vede. Purtroppo l’uomo vede e giudica attraverso occhi pieni di cataratte. L’uomo vede e giudica pur vivendo in mezzo ad una nebbia fitta, da non far vedere niente. Ma l'occhio di Dio, il pensiero profondissimo e senza limiti di Dio, vede e sa. E tu, vuoi vivere sereno e libero da inutili dubbi, che ti rendono nervoso, ti esauriscono, ti deprimono e che ti avvelenano la tua giornata terrena? Il segreto è questo: fidati di Dio. Credi, senza ombra di dubbio, che Dio fa tutto per un motivo intelligente e buono; che Dio fa tutto ciò che fa, per amore e non per lo stupido motivo di far soffrire gli altri, per il gusto di farli soffrire. Ora per vedere il creato per quello che è, cioè proveniente da Dio, occorre guardarlo con occhi di fede in Dio. Nel suo essere, il creato ha in sé l'incancellabile immagine del suo Creatore; cosí come un figlio porta l'incancellabile immagine del padre e della madre. Il creato é Luce, è Intelligenza, cosí come è Luce e Intelligenza Dio stesso. È la Luce, quindi, è l’Intelligenza l'atmosfera sia del Paradiso, sia dell’Universo. Dio é fonte di ogni Luce intellettiva, affettiva, materiale, spirituale, sia in Paradiso che sulla Terra. Dio non fa nulla di inutile.  Dio fa tutto per amore. Ebbene, anche voi: diffondete la Luce che voi possedete; diffondete la Vita che avete ricevuto. Ripetete a tutti la parola che ormai nessuno conosce piú, nel suo giusto significato, ma che è alla base della creazione e dell’universo sia spirituale che materiale. E la parola è questa: AMORE. Insegnate a tutti a leggere la parola che c’è scritta in ogni pagina della creazione. E la parola è questa: DIO. E pregate! Pregate perché venga il suo Regno. Il Regno della Luce, il Regno dell'Amore, il Regno della Pace, il Regno del Padre nostro, il Regno di Dio. Nel frattempo, diffondete il suo Regno, senza paura, senza rabbia e senza violenza. Andate incontro a quelli che chiamano e piangono. Andate incontro anche a quelli che vi faranno soffrire perché sí, sentono Dio, ma non sanno amarlo e adorarlo. Grandi sarete voi, quando, possedendo l'Amore e la Luce, la saprete dare agli altri, portando alla Verità tanti, che ancora la aspettano.

 

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