Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

XXVI Domenica T.O. Anno A
1 Ottobre 2017

Che ne pensate? È facile o è difficile credere in Gesú Cristo?
Non è difficile, peró lo stesso tanti cristiani fanno fatica ad accettare Gesú e a credere in Lui; fanno fatica a fidarsi di Gesú. E perché? Perché sanno molto bene che credere veramente a Gesú e al Vangelo, vuol dire cambiare certe abitudini di vita, cambiare il modo egoistico di pensare, cambiare il modo a convenienza di amare, cambiare il modo orgoglioso di comportarsi con gli altri, in famiglia e in societá, cambiare il modo aggressivo e non rispettoso di rapportarsi con gli operai sul lavoro; in una parola, sanno bene che credere in Gesú vuol dire invertire ció che sta loro a cuore. Se ad un cristiano sta a cuore, per esempio, il pallone e per quello trascura i suoi doveri religiosi e cristiani, oppure se gli sta a cuore guadagnare di piú, e per quello lavora come un mulo tutti i santi giorni compresi la domenica, trascurando Dio e la famiglia, non avrá mai voglia di cambiare e quindi non sará mai pronto a credere a Gesú e al Vangelo. Sí, a parole dice di credere e di amare Gesú, in realtá ama piú il pallone o il mulo e non è disposto a cambiare. (Come il secondo figlio di cui parla il Vangelo: a parole dice sí, al padre, che va a lavorare nel campo, ma poi non ci va). Se un cristiano non ha voglia di cambiare ció che gli sta particolarmente a cuore, come per esempio, giocare alle macchinette mangiasoldi o avere una amante o chattare al computer ore e ore, trascurando moglie, figli, famiglia e Padreterno, non sará mai pronto a credere veramente in Gesú o nel Vangelo.  Sí, a parole dice di credere e di amare Gesú, in realtá ama piú le macchinette mangiasoldi o l’amante o chattare e non è disposto ad amare di piú il Padreterno. Se un cristiano dice di amare Gesú e il Vangelo e poi per arrivare al potere o mantenere il potere vive di corruzione, di inganni, di tradimenti, di metodi mafiosi, e gli va bene cosí, quel tale cristiano, a parole dice di amare Gesú e il Vangelo, ma è propaganda politica per attirare piú voti su di sé nelle prossime votazioni, in realtá dice no a Gesú, perché ama di piú il potere.  Se invece un cristiano ha voglia di cambiare, per esempio la doppia vita, o una vita fatta di orgoglio e di litigi, o una vita fatta di egoismo e di rabbia, o una vita fatta di arroganza e di corruzione, o una vita fatta attorno ai soldi, o una vita fatta di pigrizia verso Dio o verso il lavoro, allora avrá automaticamente voglia, una grande voglia di credere a Gesú e al Vangelo e di essere illuminato e aiutato da Lui. Nella misura in cui uno desidera proteggere i propri interessi meschini, troverá ridicolo il Vangelo, troverá in Gesú e nel Vangelo, un fastidio. Non succede mai che uno non crede in Gesú e nel Vangelo per mancanza di fede; no, uno non crede in Gesú e nel Vangelo esclusivamente per difendere e proteggere se stesso, il suo io, le sue idee, i suoi vizi, il proprio traffico interiore, per proteggere la sua vita, per “salvare” su questa terra la sua vita. Sí, a parole dice di credere e di amare Gesú, in realtà non crede e non ama, se non se stesso, perché credere e amare veramente Gesú vuol dire ascoltare e vivere sul serio, secondo i suoi comandamenti. Lo dice Lui stesso: Chi mi ama mette in pratica la mia Parola, chi non progetta la sua vita secondo la mia Parola, non mi ama e costruisce la sua vita sulla sabbia; mi ama soltanto a parole, ma il suo cuore e il suo amore sono lontani da me. E ancora: Chi ama la sua vita (cioè, le sue idee, il suo egoismo, il suo orgoglio, i suoi vizi, i suoi affari, i suoi comportamenti invidiosi, meschini e pigri) piú di me, la perderá, cioè si troverá con un pugno di mosche in mano, nell’eternitá dell’Inferno. Chi invece è pronto a sacrificare la propria vita per me e per il Vangelo (nella generositá, nell’altruismo, nell’amore, nel perdono, nella condivisione, nella pazienza, nell’eroismo, nel fare la volontá di Dio, nel mettere Dio prima del pallone, prima del mulo e prima di tutto il resto, in famiglia, con gli amici, sul lavoro, nella societá, nella comunitá), egli la ritroverá piena, piena di gioia, di amore e di felicitá nell’eternitá del Paradiso.
Credere e amare veramente Gesú e il Vangelo, vuol dire convertirsi.
E convertirsi vuol dire capire che Gesú aveva ragione e che noi eravamo nell’inganno. Convertirsi vuol dire mollare la presa, smettere di rimanere attaccati ai propri vizi e iniziare a lasciarsi condurre dal volere di Dio. Convertirsi vuol dire trasformare tanti “No” detti a Dio, in tanti “Sí”, detti a Dio, come ha fatto il primo figlio di cui parla oggi il Vangelo.
E la conversione è sempre un atto d’amore verso Gesú e verso Dio, quell’amore vero, verso Gesú e verso Dio, che ci dá la precedenza ad entrare in paradiso, qualsiasi cosa abbiamo combinato su questa terra, prima del pentimento, prima della conversione.

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