Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

XXX Domenica T.O. Anno B
25 Ottobre 2015

Cantate! Rallegratevi, dice il Signore. A chi lo dice? A voi, “superstiti”, a voi “piccolo resto”, come venite chiamati da Dio. “Piccolo resto” di tutta una grande Comunitá di oltre 3.000 Italiani cattolici. Cosa siete voi, rispetto a 3.000? Un “piccolo resto”. Un “piccolo resto” di persone fedeli, che non avete abbandonato Dio, che non avete abbandonato l’educazione cristiana ricevuta, che ancora credete e mettete in pratica (o almeno vi sforzate sinceramente di mettere in pratica) i Comandamenti del Signore, che siete in contatto con Dio attraverso la preghiera frequente e devota, che ci tenete a trasmettere la fede ai vostri figli, che sapete accettare e sopportare la sofferenza senza prendervela con Dio. Ebbene a voi e a tanti altri come voi, che non sono oggi qui in chiesa ma che ordinariamente partecipano e frequentano, il Signore dice attraverso il profeta Geremia: Gioite, innalzate inni di gioia; voi siete un dono prezioso di Dio per tutta la vostra Comunitá; voi siete un “segno”, un segno della presenza di Dio in mezzo a tutta la Comunitá; voi siete il primogenito, il figlio prediletto di Dio. Anche se siete una minoranza non vi scoraggiate. Cercate di trovare sempre la forza e la gioia di percorrere la strada dritta, la strada giusta, senza lasciarsi prendere dalla stanchezza e dalla sfiducia, nel vedere il vuoto attorno a voi. Anche se avete commessi gravi errori nella vostra vita, non scoraggiatevi, gioite lo stesso, perché Gesú, il nostro Maestro, il nostro Fratello, la nostra Guida, il nostro Sacerdote vi ha aperto gli occhi, è sempre compassionevole e misericordioso verso coloro che sbagliano e si pentono. Gioite e rallegratevi: attraverso voi, Dio dará tante benedizioni su tutta la vostra Comunitá.
E gli altri? Tanti altri? Piano piano, senza fare rumore, senza gesti spettacolari, alla spicciolata, senza dare nell’occhio, se ne sono andati! Sí, pagano le tasse alla Chiesa, ma se ne sono andati. Il suo popolo, cosí numeroso è sparito. Si sono “liberati” dalla religione, da Dio; non hanno tempo per lui, non hanno tempo per “certe cose”. Se ne sono andati. Si sono “liberati”, si fa per dire, chi dai valori tradizionali, chi dalla preghiera, chi dalla Messa domenicale; alcuni si sono “liberati” dalla onestá, altri si sono liberati dalla fedeltá; altri ancora si sono liberati dai Comandamenti. Se ne sono andati. Certo, sono sempre vostri fratelli e vostre sorelle, ma se ne sono andati. Voi dovete dire anche a loro di non perdersi nelle sabbie mobile del peccato, di non rotolarsi nel fango della immoralitá e della lontananza da Dio, ma di pensare un po’ di piú alla loro dignitá, alla loro dignitá di persone umane dotate anche di uno spirito; di pensare un po’ di piú alla loro dignitá di cristiani, alla loro dignitá di figli di Dio. Dio li ama certo e anche voi dovete amarli, naturalmente e dovete aspettarli e cercarli, e ogni volta che hanno bisogno del vostro aiuto voi dovete essere pronti ad aiutarli. Ma Dio, dice ancora una cosa importantissima. Dice: niente lamentele; non serve a niente che voi vi contiate e vi lamentiate di essere pochi (che cosa sono 100 su 3.000, un “piccolo resto”!); voi contate molto ai miei occhi; voi siete la vera mia famiglia, costituita da persone buone che nonostante abbiate sperimentato il peccato, il pianto, il dolore, l’umiliazione e tanta sofferenza, avete conservato la fede in me e l’amore verso di me; io asciugheró ogni vostra lacrima e realizzeró attraverso voi tante cose meravigliose nella vostra Comunitá. E grazie a voi, “piccolo resto”, grazie alla vostra fedeltá, alla vostra religiositá, alla vostra continua preghiera, un giorno faró ritornare anche i lontani.
E noi siamo qui, per dire a Lui, al Signore, al nostro Gesú, che gli vogliamo dare una mano in questo. Come? Continuando ad essere dalla sua parte. Con entusiasmo. Con gioia.

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