Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

VI Domenica di Pasqua Anno B
10 Maggio 2015

Perché viviamo? Qual è lo scopo della nostra vita? Lo scopo della nostra vita non è raggiungere il benessere materiale. Perché amiamo? Qual è lo scopo dell’amore? Lo scopo dell’amore non è mettere al mondo figli e non è neppure vivere nel piacere.  Vi siete mai chiesti qual è lo scopo della religione? Lo scopo della religione non è pregare e neppure diventare buoni. E si potrebbe continuare, perché tutto ha uno scopo. Tutto ha un perché!
E qual è? È sempre lo stesso, sia per la vita, sia per l’amore, sia per la religione, e sia per tutte le cose; e ce lo dice Gesú oggi nel Vangelo: “Vi ho detto queste cose PERCHÉ la GIOIA, quella mia, sia in voi e la vostra GIOIA sia piena”. La GIOIA è lo scopo. La gioia è lo scopo della vita, la gioia è lo scopo dell’amore, la gioia è lo scopo della religione, la gioia è lo scopo di tutto. Tutto il resto è un mezzo per raggiungere la gioia. La vita è un mezzo, l’amore è un mezzo, la religione è un mezzo. Anche il grande comandamento dell’amore, quello che Gesú indica come il grande principio della vita, come la regola madre della vita, è un mezzo, il mezzo piú potente per raggiungere lo scopo, cioè per raggiungere la gioia. Di conseguenza, tutto ció che non porta alla gioia non viene da Dio e non porta a Dio. E perché? Perché Dio è gioia, l’eternitá è gioia, la salvezza è gioia. La vera bestemmia contro Dio è una vita non vissuta nella gioia. La vera ingiuria contro la vita è non essere gioiosi. Non c’è nulla nella vita che abbia senso, che abbia scopo, che abbia significato se non c’è gioia, la gioia di Gesú, la gioia di Dio. Gesú ricostruirà il suo Regno, ricostruirà la sua comunitá non con donne e uomini perfetti, ma con donne e uomini gioiosi; con uomini e donne che, nonostante i loro problemi, i loro guai, le loro sofferenze, le loro debolezze umane, sanno vivere e mantenersi gioiosi. È la gioia, lo scopo della vita. L’obiettivo primo di tutte le indicazioni di Gesú, di tutte le sue procedure, di tutti i suoi insegnamenti è la gioia. Tutto il resto, tutto ció che lo stesso Gesú e il Vangelo propongono, cioè il perdono, la condivisione, l’amore reciproco, l’amore verso Dio, la preghiera, La S. Messa, gli altri sacramenti, il distacco dai beni materiali, una vita onesta, la fedeltá, ecc., ha come obiettivo la gioia nell’uomo. E tutte queste cose, il perdono, l’amore, la preghiera, la S. Messa, le opere buone, la salute, il lavoro, la famiglia hanno senso solo se portano alla gioia della persona umana.  E poi sentite la novitá: 2000 anni dopo Gesú, anche la scienza, oggi, dice la stessa cosa. La scienza biologica afferma che il motore della vita, di ogni organismo vivente, è il proprio benessere, il proprio piacere. Per l’uomo, invece, sempre secondo la scienza biologica, piú che di piacere o di benessere bisogna parlare di gioia, di felicitá.
Quindi sia per il Vangelo, sia per la scienza biologica, la gioia è lo stato naturale dell’uomo; la gioia è richiesta dalla natura stessa dell’uomo. Di conseguenza, chi non vive nella gioia non sa amministrare bene la sua vita; e il cristiano che non vive nella gioia è un cristiano che abusa di un nome che non gli appartiene, è un cristiano che non ha niente a che fare con Cristo. La gioia, peró, quella di Gesú non è l’allegria? L’allegria certo è una cosa buona, ma la gioia è di più, è un’altra cosa. L’allegria molto spesso nasce da cose leggere, superficiali, banali. L’allegria nasce dai piú svariati motivi esterni, nasce da motivi del momento, da motivi occasionali e passa quando c'é un guaio all'orizzonte. La gioia, quella di Gesú, nasce da dentro, ci riempie da dentro e non passa nemmeno davanti alla sofferenza, al dolore e alla disgrazia. La gioia è causata dall’amore, è un effetto dell’amore. Gioia e amore camminano insieme. Chi non ama non può essere gioioso. La gioia manca dove c’é l’egoismo, l’orgoglio, la vanitá, il rancore e la rabbia. La disperazione nasce proprio dall’assenza della gioia.  Ma che cosa è questa gioia? La gioia è un modo bellissimo di vivere dello spirito che consiste nel vedere in positivo gli avvenimenti, le circostanze, se stessi e gli altri; è un modo tutto speciale di vivere dello spirito che consiste nell'affrontare la vita anche nei suoi aspetti negativi, senza perdere la pace e la serenitá interiore. La gioia è un modo cosí felice di vivere dello spirito, che si ripercuote anche sulla vita fisica e sugli organi materiali; la gioia è un modo di vivere dello spirito cosí nobile, che sa dare giusto valore alle cose, soprattutto a ció che è materiale: essa sa minimizzare le cose e i problemi, non fa di un sassolino una montagna, non fa una guerra per cose da niente, non si offende  per ogni stupidaggine; la gioia è saper vivere in modo giusto e dare spazio alla vita dello spirito: chi pensa continuamente a se stessi, ai soldi, ai propri capricci, ai propri problemi, ai propri dolori ed in particolare al proprio passato, non avrá mai la vera gioia. La gioia non si trova nelle cose materiali, né nella psicoterapia. Si trova solo vivendo uniti intimamente a Cristo. E come nasce dentro di noi questa gioia? Essa nasce: 1) dalla certezza che siamo amati, sempre, da Dio; 2) dalla certezza che siamo perdonati, sempre, da Dio; 3) dalla certezza che siamo figli a Dio; 4) dalla certezza che in ogni momento Cristo è unito a noi; 5) dalla certezza che avremo in ereditá la vita eterna. Chi ha queste certezze e soprattutto chi le vive, non puó non avere la gioia anche in mezzo ai guai. Chi non ha queste certezze, o chi non le vive, non avrá mai la gioia e sará sempre sballottato da una scontentezza all’altra.

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