Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

Festa di Maria Santissima Madre di Dio Anno B
1° Gennaio 2015

Un nuovo anno sta davanti a noi. 365 pagine bianche, pulite, tutte da scrivere e da riempire. E c’è da immaginare che tutti siamo ben disposti, che tutti siamo animati da buona volontá a fare bene. Speriamo che il Signore ci mantenga questa buona volontá e ci faccia scrivere correttamente, puliti, senza macchie, cioè senza peccati, piú di qualche pagina.
È bello sapere anche che Dio ci accompagna nel cammino di questo nuovo anno, mostrandoci un volto sorridente e favorevole. Dio non ci mostra una faccia arrabbiata, ma sorridente, favorevole e benedicente. Lo dice la prima lettura: Il Signore fará brillare su di te il suo volto e ti sará favorevole. Il Signore rivolgerá su di te, sí proprio su colui che magari non lo calcola mai, o che lo bestemmia o che lo offende, o che non ci crede neppure, sí, proprio su di lui, rivolgerá il suo volto d’amore e gli concederá pace e felicitá. Davanti a questo volto sorridente di Dio, sentiamoci protetti, rassicurati, nonostante tutto, nonostante i dispiaceri, nonostante le delusioni che certamente non mancheranno nel nuovo anno. Se Dio è benevolo verso di noi, allora, anche noi eliminiamo dalle nostre facce ogni segno di rabbia, di durezza, di ostilitá, di aggressivitá, di cattiveria! Oggi sentirete dire da parecchia gente, insoddisfatta dell’anno passato: “Speriamo che il nuovo anno sia migliore”. Ma guardate che non è l’anno a comportarsi male nei confronti della gente, quanto piuttosto è la gente a comportarsi male nell’anno, cioè in modo ingiusto, in modo poco corretto nei riguardi del tempo che Dio ci dona a tutti. Non basta quindi augurarci tra di noi “Buon anno”. Dobbiamo augurare all’anno nuovo che abbia gente nuova, cristiani migliori, vita familiare piú ricca di armonia e di amore, rapporti tra familiari piú rispettosi, rapporti tra i popoli e tra le nazioni piú pacifici, piú onesti, piú giusti. A volte la gente dice: “Vorrei che il nuovo anno mi portasse…” Ma non basta chiedere, occorre anche essere disposti a dare. Molta gente, spesso, accusa la vita di essere cattiva, di non mantenere le promesse, di essere ingiusta. Ma noi siamo proprio sicuri di rispettare la vita? Come ci comportiamo noi con la vita? Come la trattiamo? Che ce ne facciamo della vita e del tempo che Dio ci dona?
I medici raccomandano, di tanto in tanto, soprattutto ad una certa etá, di fare dei controlli clinici periodici, per vedere come va la salute! Ebbene cerchiamo di essere noi stessi medici della nostra vita; mettiamo ogni tanto la nostra vita a controlli periodici, chiedendoci: “Come va la mia vita”? Questi controlli periodici li possiamo fare solo noi, non possono farli altri al posto nostro.
Come i pastori si affrettarono ad andare a vedere il Signore-Bambino e a lodare e ringraziare il Signore per quello che avevano visto e udito, affrettiamoci anche noi. A fare cosa? A glorificare e a lodare Dio per il nuovo anno. Affrettiamoci anche noi a ringraziare Dio sempre e per tutto. Affrettiamoci anche noi a non giudicare piú nessuno e a ringraziare sempre: quando ci alziamo, quando camminiamo, quando mangiamo, quando ci divertiamo, quando non capiamo, quando soffriamo, quando ci offendono, quando perdoniamo, quando amiamo. Affrettiamoci a ringraziare sempre, dentro di noi, in famiglia, in Comunitá, dovunque. Se lo facciamo, se diciamo come Maria il nostro “Magnificat” cioè il nostro “grazie a Dio”, allora con l’aiuto stesso di Maria, la Madre di Dio, che festeggiamo oggi, il nuovo anno stesso ci spalancherá le braccia, la vita cambierá per sempre e noi non saremo piú gli stessi.

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