Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

XVI Domenica T.O. Anno A
20 Luglio 2014

Perché Gesú raccontó la parabola della zizzania e del seme buono?
a) per rispondere a 2 domande che i suoi discepoli contemporanei, tutti i suoi discepoli di ogni generazione, quindi anche noi, ci poniamo; b) per difendersi da una “accusa” amichevole e fraterna che gli stessi amici gli facevano.
Le due domande sono queste: 1) Perché il male? Da dove viene questa zizzania, questa erba velenosa? 2) Perché Dio lo permette questo male? Perché non interviene per estirparlo? 3) L’”accusa” era questa: Maestro, tu non sei chiaro, tu sei ambiguo nel tuo comportamento. Da una parte tu sei buono e fai tanto bene al nostro popolo, dall’altra parte, peró, tu ti metti con i pubblicani e sei loro amico. E non sai che questi pubblici esattori di tasse sono contro il bene del nostro popolo? Non sai che essi sono a servizio dei Romani e che i Romani sono la rovina del nostro popolo, sono il male assoluto del nostro popolo? E ancora. Tu Maestro frequenti troppo le prostitute e i peccatori, gente immorale, ladri, violenti, ingiusti, corrotti e malvagi e vai a mangiare con loro. E non sai che persone come quelle sono la rovina delle nostre famiglie e della nostra societá? Perché non sei chiaro, Maestro? Perché non ti metti chiaramente dalla parte del bene e combatti decisamente il male?.
Ed ecco come Gesú risponde alle 2 domande e come si difende dall'"accusa".
Alla prima domanda: “Perché il male, da dove viene questo veleno?”, Gesú risponde:
“È stato un <nemico> a fare questo”. Quindi non ci sono dubbi. Il male è seminato in mezzo all’umanitá dal “nemico”: dal nemico della vita, dal nemico dell’uomo, dal nemico dei giovani, dal nemico delle famiglie, dal nemico della natura, dal nemico della storia umana, dal nemico di Dio; il quale nemico, attraverso l’inganno, spinge l’uomo, spinge ciascuno di noi a fare il male e a farci del male a noi stessi. Dio con il male non c’entra niente.
Alla seconda domanda: “Perché Dio non toglie il male dal mondo”?, Gesú risponde: “Lasciate che crescano insieme fino al giorno del raccolto”. Questa risposta di Gesú è impressionante, ed é terribile, ma nello stesso tempo è quanto di piú bello e di piú grandioso sia stato mai detto e scritto: Dio lascia LIBERTÀ di crescita a tutti, ai suoi semi buoni e ai semi cattivi del suo nemico; Dio lascia LIBERTÀ di crescita ai suoi semi di vita e ai semi cattivi del suo nemico. Sí, è terribile questo comportamento di Dio; ma questa è la LIBERTÀ che Dio ha dato, a tutti; LIBERTÀ di cui l’uomo va fiero e guai a chi gliela tocca! Non è cosí? E perché proprio Dio la deve togliere ad alcuni, a quelli cioè che la usano per avvelenare l’umanitá? Il problema, allora, non è piú Dio; il problema del male, ora, sta nelle mani dell’uomo: “Che ne fa l’uomo di questa LIBERTÀ? E ancora, come sta lottando il “grano buono” contro la “zizzania”? Facendo le crociate contro il male! Cercando di combattere il male! Cercando di eliminare il male dalla faccia della terra! Questo è sbagliato, ci dice Gesú.
Gli hanno chiesto. “Vuoi che andiamo a sradicare la zizzania” “No!”, risponde Gesú, “perché non succeda che sradicando la zizzania, con essa sradichiate anche il grano”. Grandissima risposta. La zizzania, infatti, somiglia moltissimo alle spighe di grano, è difficile distinguerle e allora puó succedere che uno le confonda e sradichi le spighe di grano scambiandole per zizzania; come spessissimo facciamo noi, nella nostra confusione: siamo in grado di conoscere ció che è giusto e ció che è sbagliato? Siamo in grado di distinguere sempre ció che è buono e ció che è cattivo? Siamo sicuri che noi conosciamo con chiarezza la regola che ci permette di dire questa è zizzania e quello è grano? Ci sono persone che stanno continuamente a selezionare e a criticare; e non sanno che piú pensano di vederci chiaro, piú si sbagliano alla grande. Non c’è pericolo piú grande che volere il puro bene sulla terra ed eliminare il male. Tutte le rivoluzioni sociali, politiche e religiose hanno tentato di fare questo: sembrava loro chiarissimo che cos’è che sta dalla parte del progresso e che cos’è che sta dalla parte della reazione; che cos’è la veritá e che cos’è l’errore; sapevano perfettamente che cosa è la civiltá e che cosa è la barbarie. E in nome della “loro” civiltá hanno commesso le piú atroci barbarie.  Per es., nella rivoluzione francese era tale la furia di instaurare la libertá, la fraternitá e l’uguaglianza, che in nome di questi grandissimi valori hanno commesso i piú orribili crimini calpestando proprio la libertá, la fraternitá e la uguaglianza! Proprio come hanno fatto altri regimi e come stanno facendo ancora, alla faccia della storia maestra di vita!
Purtroppo questa è una convinzione radicata nelle culture, nelle religioni, nei popoli, che cioè il male si combatte, lo si deve estirpare, lo si deve togliere di mezzo. Gesú non la pensa cosí. Ogni volta che l’uomo scende in campo per combattere il male, lo moltiplica.
“Vuoi che andiamo a sradicare la zizzania?”. No! Risponde Gesú.
“Dobbiamo combattere il male?”. “Dobbiamo sradicare l’errore e coloro che sbagliano?” No! Risponde Gesú, assolutamente no; Il fuoco non si spegne con il fuoco; non si puó vincere il male con un altro male. Non è compito degli uomini estirpare il male. Non ne sono capaci, perché il male è opera del Maligno e l’uomo non ce la fa contro il Maligno. L’uomo non deve entrare in questa battaglia contro il male, ne uscirebbe con le ossa rotte. Lasciate che il bene e il male crescano insieme fino alla fine del mondo. A suo tempo manderó i miei angeli! Bisogna solo avere pazienza!
E allora “che dobbiamo fare di fronte al male?”, puó chiedere qualcuno. Ecco ció che Gesú dice ai suoi discepoli di ogni generazione: mettere tutte le proprie forze, tutto il proprio cuore a fare il bene, a moltiplicare i semi di amore, i semi di giustizia, di onestá, di fedeltá; a moltiplicare i semi di perdono, di condivisione, di solidarietá, a moltiplicare i semi di pace. Dicendo questo, Gesú si difende anche dall’”accusa” di essere ambiguo, di non essere coerente. Lui non è stato ambiguo nel suo comportamento, lui è stato molto chiaro e coerente; lui non è venuto per combattere e per estirpare il  male, ma è venuto per vincere il male; e il male lo ha vinto non attaccandolo direttamente o estirpandolo, ma facendo il bene.  E Lui ha fatto il bene, solo il bene, a tutti, giusti e peccatori. “È passato nel mondo facendo del bene a tutti”
Questo è il compito che Gesú affida agli uomini e anche a noi, suoi discepoli di questa generazione: dedicarsi a seminare il bene e non ad estirpare o a combattere il male: “vinci il male, facendo il bene”!

vai all'archivio »