Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

Epifania del Signore Anno A
6 Gennaio 2011

(Dal Vangelo di Matteo 2, 1-12)
Oggi, festa dell’Epifania.
La parola „Epifania“ vuol dire “Manifestazione”.
E chi è che si manifesta?
Il Cristo Gesú. La Luce del Mondo.
E a chi si manifesta?
A tutti i popoli, a tutta l’Umanitá, al mondo intero.
E il mondo, i popoli, l’Umanitá come reagisce, come risponde?
In 2 modi diversi e opposti. E questi modi opposti sono simboleggiati dai 2 personaggi (o 2 gruppi di personaggi) che occupano la scena nel Vangelo di oggi:
1) Il Re Erode e tutti i potenti di Gerusalemme e
2) i Re Magi.
Il Re Erode e tutti quelli come lui si spaventarono.
I Magi invece, provarono una grandissima gioia.
E perché il Re Erode si spaventó… ? E perché con lui, tutti i potenti diventarono inquieti, sospettosi, preoccupati, agitati, spaventati?
Ma è chiaro! Perché sentivano scricchiolare il loro potere, perché avvertivano che tutto il loro mondo, puntellato sulle finzioni, sulla menzogna, sulla ingiustizia, sulla oppressione, sulla immoralità, sullo sfruttamento del popolo e della povera gente, stava per essere smascherato dalla Luce del Mondo.
Ma come? Aspettavano il Messia… e poi quando seppero che era arrivato, ebbero paura! Evidentemente qualcosa non andava nella loro vita. E piú di qualcosa!
Questo vale anche per tutti i potenti di oggi che hanno in mano le sorti del mondo: davanti alle luce, davanti alla verità cominciano a tremare, cominciano a correre ai ripari. E questo vale non soltanto per i potenti, ma anche per tutti coloro cha hanno delle maschere sulla faccia, per tutti coloro che hanno degli scheletri in qualche armadio, per tutti coloro che hanno la vita truccata, per tutti coloro che hanno la doppia vita o parecchie malefatte; davanti alla luce, davanti alla veritá che si avvicina cominciano ad aver paura…
Diversa, invece, è la reazione dei Re Magi: essi provarono gioia.
Essi davanti alla Luce, davanti alla Veritá, uscirono all’aperto e si misero in cammino, le andarono incontro… Non avevano paura. Non avevano paura di essere illuminati, non avevano paura della Veritá. perché le loro intenzioni erano pure, la loro vita era pulita.
E noi? A quale categoria di persone apparteniamo?
Siamo come Erode? Siamo come i Re Magi?
Che posizione prendiamo nei riguardi di Gesú, nei riguardi del suo Messaggio, che è il Vangelo?
Strano! Ma sia Gesú, sia il Vangelo creano difficoltá a molte persone.
E perché? Cosa ha Gesú e cosa ha il Vangelo che non va?
A non andare, è il fatto che Gesú e il Vangelo sono fatti a rovescio di come é fatta tanta gente! Terribilmente a rovescio.
Quelli che per molti sono i primi, per Gesú sono gli ultimi; quelli che per molti sono gli ultimi, per Lui sono i primi. Quello che per tanta gente è ricchezza, per Gesú è spazzatura. Quello che per tanta gente è povertá, per Lui è ricchezza. Quelli che per tantissimi sono i maestri e i sapienti, per Gesú sono imbroglioni e ladri. Quelli che per il mondo sono i Vip, per Lui sono poveri illusi.
Gesú e il Vangelo sono a rovescio anche rispetto al modo di capire, di fare politica, di amare, di tante autoritá, di tanti politici e di tante persone. Sono a rovescio anche rispetto ai  comportamenti di molti, cosí egoistici, arroganti, violenti, malati e scorretti. Sono a rovescio anche rispetto a tantissime nostre leggi, rispetto al  cosiddetto nostro progresso, rispetto a gran parte della nostra cosiddetta civiltá.
Gesú e il Vangelo sono a rovescio anche rispetto al modo di vivere la religione di tanti praticanti, cosí terribilmente incoerenti, rispetto al modo di pregare, di giudicare, di amare di moltissimi fedeli…
Ma viene un dubbio: è Gesú che è fatto a rovescio rispetto a tanti, o sono quei tanti che sono a rovescio rispetto a Gesú? E chi è che si deve raddrizzare? Chi è il modello?
È Gesú? O sono i tanti? È lui che si deve adeguare ai tanti? O sono i tanti che si devono adeguare a Lui?
Una cosa è certa, assolutamente certa: tra Lui e noi, Lui non puó assolutamente cambiare, Lui non puó assolutamente adattarsi a noi. Quelli che possono e debbono cambiare siamo noi, solo noi, esseri umani.
Cambiare modo di pensare, modo di vivere, modo di governare il mondo, modo di trattare gli altri, modo di concepire e fare le cose.
Perció mettiamocela tutta, chiunque siamo!
Il racconto del Vangelo di oggi non è necessariamente una cronaca da conoscere,
ma non è certamente neppure una favola per bambini.
Esso è un messaggio, un grande messaggio per tutti.
E il messaggio è questo: ogni volta che l'uomo, come i Magi, accetta Gesú e il suo Vangelo con tutto il cuore e senza domande, senza discussioni e senza compromessi, la sua vita conoscerá la forza e la grandezza della gioia e del vero successo, di una gioia e di un successo che hanno la potenza di mettersi sotto i piedi, per sempre, ogni tristezza, ogni paura, ogni scontentezza e ogni infelicitá.
Ma ogni volta che l'uomo, come Erode, vuole adattare Gesú e il Vangelo a se stesso, ai propri comodi e a propri interessi personali e meschini, è come se vuole prendere il Sole e lo vuole ridurre ad una lampadina.
I danni al mondo intero e a se stesso sarebbero catasfrofici e irreparabili.
 

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