Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

V Domenica T.O. Anno C
10 Febbraio 2013

Se noi ci guardiamo attorno, e riflettiamo un po’, ci accorgiamo che la situazione descritta dal Vangelo è la stessa situazione nostra di oggi. Proviamoci!
Guardiamoci attorno: le strade sono tutte intasate di macchine (chi non si è mai lamentato di questo?). Parcheggi gratuiti, per le strade? Manco a parlarne!
I posti di lavoro sono tutti esauriti (lavoro non ce n’è, da nessuna parte!); le carceri sono strapiene; gli ospedali sono affollati. Affollati sono anche i centri psichiatrici e le case di cura; e anche le scuole e gli asili. L’aborto provocato uccide piú di una guerra.
I suicidi sono al primo posto, insieme all’infarto, come causa di morte.
Il nostro mondo occidentale sgobba, lotta, lavora, si agita, si sviluppa, progredisce, ma con quali risultati? Zero! La società, i rapporti umani, la qualità di vita non è migliorata. Gli psicofarmaci, gli antidepressivi e i lassativi sono le medicine piú vendute in farmacia. Il che vuol dire che non siamo felici; la gente non vive contenta: è sempre tesa, nervosa, agitata, arrabbiata, piena di paure, di obblighi, di scadenze. Tanto progresso…per niente! E se entriamo nelle famiglie, piú o meno la stessa cosa! Tanti sacrifici, tante privazioni, tante sofferenze, tanto lavoro, per niente. Tradimenti, abbandoni, separazioni, denunce, avvocati, sequestri di beni, vendette, ripicche. E quando va bene: stanchezza, monotonia, rabbia, agitazione, litigi. “Ho fatto tanto per i figli, e con quale risultato? Zero!”. 
Proprio come gli Apostoli!  “Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo pescato niente, non abbiamo portato niente a casa!”. Gli anni passano e la vita ci sfugge.
Le nostre famiglie si stanno sgretolando…; la nostra grande societá si sta degradando…, corre, corre, corre, senza sapere dove va, dove vuole andare, dove vuole arrivare! In campo religioso, poi, la stessa cosa!  C’è gente che corre, si eccita, si appassiona, si esalta, si scatena per qualcuno che è un imbroglione o che ha venduto l’anima a satana; o anche per qualche prete che si dice loro che abbia dei carismi, che faccia una messa speciale, che faccia delle preghiere di liberazione, che sia un esorcista; oppure che va dietro a questo o a quel movimento carismatico, pentecostale, spirituale, diverso, piú bello! E sapete perché? Perché sono cristiani inquieti, scontenti. Ma cosa cercano? Cosa vogliono?  Non basta Gesú Cristo? Non basta la Parola di Dio? Non basta la Messa? Non basta la gioia, l’amore, la pace, il perdono, che viene annunciato loro ogni domenica?  No! Cercano altro. Fingendo di cercare Dio, in pratica, cercano se stessi, la loro vanità, il loro orgoglio. E sono sempre scontenti. Il vero motivo è che, in fondo al loro cuore, al di lá di ogni apparenza, vivono senza Dio, vivono senza fede, vivono senza religione.
Qualcuno puó dire: Non è vero! Invece sí, è vero! Molta gente, molti cristiani e anche, qualcuno, forse tra noi, vive separato da Dio, vive separato dal suo Creatore; segue strade proprie, diverse dalle strade tracciate da Dio; elabora progetti propri, diversi dai progetti elaborati da Dio, con la scusa della libertà. E con quale risultato? Col risultato che si è sempre piú scontenti, sempre piú inquieti, sempre piú insoddisfatti, sempre piú soli, sempre piú infelici. E corre, corre, corre, dove gli viene prospettato un barlume di una religiositá nuova.
PRENDI IL LARGO, dice Gesú! “Prendi il largo”: non è solo una indicazione, ma è un grido, un avvertimento, una preghiera, un urlo che Gesú rivolge a noi, alle nostre famiglie; un grido di avvertimento che Dio rivolge all’umanitá! State attenti!
Prendi il largo: non è questione di vivere una religiositá diversa e nuova; vivi altri ideali che non siano solo quelli di mangiare, bere, divertirti, riprodurti, fare soldi e stare bene soltanto tu e la tua famiglia!
Prendi il largo: non è questione di far parte di qualche movimento diverso, nuovo, originale; ma fa’ in modo che il tuo orgoglio, il tuo egoismo e la tua vanitá non siano il tuo pane quotidiano!
Prendi il largo: non è questione di abbandonare il mondo e ritirarsi in qualche convento; ma si tratta di non costruire il proprio benessere e la propria ricchezza sullo sfruttamento dei propri operai o dei propri dipendenti!
Prendi il largo: non è questione di andare sulla Luna o su Marte; si tratta, invece, di non fondare la grandezza dei popoli sugli eserciti e sulle armi, bensí sulla collaborazione con i popoli piú svantaggiati!
Prendi il largo: non è questione di correre dove c’è qualcosa di insolito, di stravagante, anche religiosamente; si tratta, invece, di respirare l’aria pura dell’amore, del perdono e della solidarietà, anche nell’ambiente di lavoro, nella famiglia, nella Comunitá, nella Chiesa a cui tu appartieni!
Prendi il largo…: sulla parola di Gesú!
In genere dopo tante volte, dopo aver tentato e ritentato, si finisce per rinunciare o si finisce per aggrapparsi a qualsiasi persona che promette fumo: “Ho fatto tanto, ho pregato tanto e non è successo niente”! E magari ce la si prende con Dio o con la propria religione tradizionale. E ci si rivolge ai cosiddetti maghi, oppure ai carismatici o ci si aggrappa a movimenti vari, nuovi, alternativi, bizzarri, appariscenti. Non è il modo giusto! Anche Pietro aveva tentato e ritentato nella sua pesca e non era successo niente, non aveva portato a casa neppure un pesce. Peró,  “Se lo dici tu”,  tenteró di nuovo! (dice rivolgendosi a Gesú). “Se lo dici tu”! “Sulla tua parola”. Ecco la fede!
La fede non è una ruota di scorta, per continuare il viaggio, quando le nostre ruote non bastano piú. La fede non è correre dietro a questo o a quello che promette chissà cosa! No! La fede è la decisione di fare una strada diversa da quella che ci dice la nostra testa orgogliosa, meschina, egoista e vanitosa. La fede è la decisione di vivere una vita diversa: sulla tua parola (Signore!). La fede è la decisione di comportarsi in un modo diverso da come fanno tutti, ma senza abbandonare la tua parrocchia, la tua Comunitá, il tuo pastore: sulla tua parola (Signore!). La fede è la decisione di pensare in modo diverso, da come pensano tutti, ma continuando a collaborare, ad essere attivo e impegnato nella tua Comunitá: sulla tua parola (Signore!).
La fede non è chiedere a Dio di fare ció che abbiamo deciso noi…, no!
La fede è fare quello che lui ha deciso.  E farlo: “sulla tua parola”, Signore.

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