Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

IV Domenica di Pasqua Anno B
22 Aprile 2018

Ai tempi di Gesú, dominava nel mondo la cultura greca. Ebbene per la cultura greca, l’ideale umano, era la bellezza. Per i greci l’uomo perfetto era l’uomo “bello”. “Bello” non tanto nel senso fisico, ma nel senso di personalitá eccellente, preziosa, capace, nobile, competente, ricca di virtú morali; quindi il “bello” richiamava anche il “buono”, nel senso di moralmente ineccepibile, incorruttibile, coraggioso e capace di sacrifici. Per i Greci il politico perfetto, il maestro perfetto, il capo perfetto, insomma l’uomo perfetto era l’uomo “bello e buono”. I Greci stessi, peró, ritenevano che una personalitá del genere esiste soltanto in un mondo ideale. In questo mondo reale ci sono soltanto “ombre” di persone “belle e buone”.  Gesú definisce se stesso come “pastore”, ma non come un pastore qualsiasi, bensí come un pastore “bello”, secondo la esatta traduzione in italiano. “Io sono il bel pastore”, dice Gesú, e quindi anche “buono”, cioè, nobile, capace, competente, dotato di coraggio, valoroso, capace di sacrificarsi. Gesú non è l’ombra del pastore perfetto, Gesú é Lui il pastore perfetto, il “pastore bello e buono”. Ebbene, ci dice Gesú oggi, che questo Pastore bello e buono (cioè Lui stesso) dá la sua vita per le pecore, cioè per noi. Attenzione, peró; qui “dare le vita” non vuol dire soltanto “morire”, per amore nostro. Il verbo originale, tradotto in italiano, vuol dire letteralmente: “offrire se stesso come fondamento su cui costruire la propria vita, su cui costruire la propria salvezza”. Quindi Gesú dice chiaramente è Lui le “fondamenta” su cui dobbiamo costruire la nostra vita, se vogliamo salvarci, se vogliamo la salvezza eterna, se vogliamo il Paradiso. Altrove, Gesú dirá: chi ascolta e mette in pratica la mia Parola, chi sceglie Me e segue davvero Me, è come una persona intelligente che costruisce la sua casa o la sua vita sulla roccia. Voi sapete che le fondamenta sono importanti nella costruzione di un edificio. Le fondamenta sono le parti piú profonde di una struttura, sulle quali si costruisce; sono il luogo dove poggia un palazzo, una casa; dalle fondamenta dipende il destino di un edificio, la sua durata, la sua forza, la sua robustezza. Tutto parte dalle fondamenta; le fondamenta sono la parte fondamentale della casa, ma anche, quella che non si vede. Gesú si auto-propone come “fondamenta” stesse della nostra vita. Ed ora chiediamoci: su che cosa poggia la nostra vita? Su che cosa è “fondata” la nostra vita? O, che è lo stesso, chi è il pastore che conduce la nostra vita? A chi affidiamo la nostra vita? Stiamo attenti a non sbagliare. È Gesú il Pastore bello e buono. Davanti alla bellezza di un panorama, alla bellezza dei colori di una farfalla, alla bellezza di una cascata, davanti alla bellezza delle stelle a mezzanotte, noi rimaniamo incantati. La bellezza eccita, colpisce! Cos’è che vi ha sconvolto la testa, la mente, il cuore, tutta la vostra vita, quando vi siete innamorati? Non è stata la bellezza di una determinata persona? Gesú è bello: non si puó non amarlo! Ma Gesú è anche buono. La bontá è una caratteristica meravigliosa di una persona. La bontá è rassicurante. Una persona buona ci scalda il cuore, ci tranquillizza, ci conforta. La bontá di una persona ci incoraggia, ci consola. Con le persone buone noi ci troviamo veramente bene! Ebbene di fronte al Pastore bello e buono noi dovremmo essere completamente impazziti per lui, come i fans impazziscono davanti al loro idolo! Eppure alcuni hanno detto di Gesú, Pastore bello e buono, che è un pazzo indemoniato, altri hanno riconosciuto in Lui la potenza divina del Figlio di Dio. Alcuni…, altri…! E noi? Occorre un po’ di fede. Senza un briciolo di fede, la mente umana, da sola, è capace di dire persino di Gesú che è un “pazzo indemoniato”, un “bestemmiatore”, un “imbroglione”. Persino di Gesú, figuriamoci poi di altri, come per esempio, P. Pio, Fra’ Elia, Madre Teresa di Calcutta, Maria Valtorta, ecc. E la fede è una decisione che deriva dalla nostra volontá. La fede non è un sentimento, la fede non è una emozione. La fede è una decisione. Sta a noi decidere sí o no, per Gesú. Sta a noi farci illuminare da Gesú o farci oscurare da altri maestri e pastori, tutti bugiardi e ladri, che ci rubano la nostra vita, la nostra dignitá, la nostra salute, la nostra felicitá e il Paradiso. Sta sempre a noi decidere di tenere Gesú fuori dalla nostra vita privata, fuori dalla nostra famiglia, dal nostro lavoro, dalla nostra vita sociale, religiosa e spirituale. Oppure, sta sempre a noi decidere e scegliere, con l’aiuto di Dio, di avere fede in Gesú e cambiare, una buona volta, nel suo nome, la nostra vita e il nostro modo di pensare la vita.

 

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