Letture della Domenica


05 APRILE 2020

 

DOMENICA DELLE PALME 

Anno A

 

    VANGELO     

Dal Vangelo secondo Matteo (21,1-11)

Qualche giorno dopo il miracolo della risurrezione di Lazzaro, Gesù e i discepoli stavano avvicinandosi a Gerusalemme. La grande notizia si diffuse per tutti i paesi. La folla era grandissima ed entusiasta.
Alcuni stendevano sulla strada i loro mantelli, altri invece stendevano ramoscelli tagliati dagli alberi di ulivo e facevano come un tappeto per terra. La gente che camminava davanti a Gesù e quella che veniva dietro gridava: “Osanna! Gloria al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Gloria a Dio nell´alto dei cieli!“.
Quando Gesù entrò in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione. Alcuni che non sapevano niente e non avevano mai visto Gesù, chiedevano: “Ma chi è costui?“. La gente rispondeva: „Ma come, non lo sapete? È il grande profeta! È Gesù, quello che viene da Nazareth di Galilea“.

 

PRIMA LETTURA

Dal  libro del profeta Isaia (50, 4-7)

Dio, il Signore, mi ha insegnato le parole adatte per sostenere i deboli. Ogni mattina, egli mi prepara ad ascoltarlo, come discepolo diligente. Dio, il Signore, mi insegna la sua strada, e io non gli resisto, né mi tiro indietro. Ho offerto la schiena a chi mi batteva, la faccia a chi mi strappava la barba. Non ho sottratto il mio volto agli sputi e agli insulti. Ma essi non riusciranno mai a piegarmi, perché Dio, il Signore, mi viene in aiuto, rendo il mio viso duro come una pietra. So che non resterò deluso.

 

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (2,6-11).

Carissimi, Cristo Gesù, pur essendo come Dio, non conservò gelosamente il suo essere uguale a Dio. Rinunziò a tutto: diventò come un servo, fu uomo tra gli uomini e visse conosciuto come uno di loro. Abbassò se stesso, fu ubbidiente fino alla morte, alla morte di croce. Perciò Dio lo ha innalzato sopra tutte le cose e gli ha dato il nome più grande, perché in onore di Gesù, in cielo, in terra e sotto terra, ognuno pieghi le ginocchia, e per la gloria di Dio Padre, ogni popolo proclami: Gesù Cristo é il Signore (cioé, DIO).

 

VANGELO

Passione di nostro Signore Gesú Cristo secondo Matteo (26,14-27,66).

Uno dei dodici discepoli, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: “Che cosa mi date se io vi faccio arrestare Gesù?“.

Stabilirono trenta monete d´argento e gliele consegnarono. Da quel momento Giuda si mise a cercare un´occasione per fare arrestare Gesù.

Il primo giorno della festa dei Pani non lievitati, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: „Dove vuoi che ti prepariamo la cena di Pasqua?“.

Egli rispose: „Andate in città da un tale, e ditegli: <Il Maestro ti manda a dire che il suo momento ormai é arrivato e che viene in casa tua con i suoi discepoli a mangiare la cena di Pasqua>“.

I discepoli fecero come aveva comandato Gesù e prepararono la cena pasquale.

Quando fu sera, Gesù si mise a tavola insieme con i dodici discepoli. Mentre stavano mangiando disse: „Io vi assicuro che uno di voi mi tradirà“.

Essi diventarono molto tristi e, a uno a uno, cominciarono a domandargli: „Signore, sono forse io?“.

Gesù rispose: „Quello che ha messo con me la mano nel piatto, é lui che mi tradirà. Il Figlio dell´uomo sta per morire, cosí come é scritto nella Bibbia. Ma guai a colui per mezzo del quale il Figlio dell´uomo é tradito. Per lui sarebbe stato meglio di non essere mai nato!“.

Allora Giuda, il traditore, domandó: „Maestro, sono forse io?“.

Gesú gli rispose: „Tu l´hai detto“.

Mentre stavano mangiando, Gesú prese il pane, fece la preghiera di benedizione, poi spezzó il pane, lo diede ai discepoli e disse: “Prendete e mangiate; questo é il mio corpo“. 

Poi prese la coppa del vino, fece la preghiera di ringraziamento, la diede ai discepoli e disse: “Bevetene tutti, perché questo é il mio sangue, offerto per tutti, per il perdono dei peccati. Con questo sangue Dio conferma la sua alleanza. Vi assicuro che d´ora in poi non berró piú vino fino al giorno in cui berró con voi il vino nuovo nel regno di Dio, mio Padre“.

Cantarono i salmi della festa, poi andarono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesú disse ai discepoli: “Questa notte tutti voi perderete ogni fiducia in me. Perché nella Bibbia c´é scritto: <Uccideró il pastore e le pecore del gregge saranno disperse>; ma quando saró risuscitato, vi aspetteró in Galilea“.

Allora Pietro cominció a dire: „Anche se tutti gli altri perderanno ogni fiducia in te, io non la perderó mai“.

Gesú replicó: „Io invece ti assicuro che questa notte, prima che il gallo canti, tu avrai detto per 3 volte che non mi conosci“.

Ma Pietro rispose: „No! Non diró mai che non ti conosco, anche se dovessi morire con te!“. 

E cosí dissero anche tutti gli altri discepoli. Intanto Gesú arrivó con i discepoli in un luogo detto Getsémani.

Egli disse: „Restate qui mentre io vado lá a pregare“.

Si fece accompagnare da Pietro e dai due figli di Zebedéo.

Poi incominció a essere triste e angosciato. Allora disse ai tre discepoli: “Una tristezza mortale mi opprime. Fermatevi qui e restate svegli con me“.

Andó un pó avanti, si gettó con la faccia a terra e si mise a pregare. Diceva: “Padre mio, se é possibile, allontana da me questo calice di dolore! Peró non si faccia come voglio io, ma come vuoi tu“.

Poi tornó indietro verso i discepoli, ma li trovò che dormivano.

Allora disse a Pietro e agli altri: “Cosí non avete potuto vegliare con me nemmeno un´ora? State svegli e pregate per resistere nel momento della prova; perché la volontà é pronta ma la debolezza é grande“.

Per la seconda volta andò a pregare e disse: “Padre mio, se proprio devo bere di questo calice di dolore, sia fatta la tua volontà“.

Poi ritornò dai discepoli e li trovò ancora che dormivano: non riuscivano a tenere gli occhi aperti. Per la terza volta Gesù si allontanò e andò a pregare ripetendo le stesse parole.

Poi tornò verso i discepoli e disse: “Ma come, voi ancora dormite e riposate? Ecco, il momento é ormai vicino. Il Figlio dell´uomo sta per essere consegnato nelle mani dei suoi nemici. Alzatevi, andiamo! Sta arrivando quello che mi tradisce“.

Mentre Gesú ancora parlava con i discepoli arrivò Giuda, uno dei dodici, accompagnato da molti uomini armati di spade e di bastoni. Erano stati mandati dai capi dei sacerdoti e dalle altre autorità del popolo. Il traditore s´era messo d´accordo con loro. Aveva stabilito un segno e aveva detto: “Quello che bacerò, é lui. Prendetelo“.

Intanto Giuda si avvicinò a Gesú e disse: „Salve Maestro!“. Poi lo bació. Ma Gesú gli disse: „Amico, si faccia quello che sei venuto a fare“.

Quelli che erano venuti insieme a Giuda si fecero avanti, presero Gesú e lo arrestarono. Allora uno di quelli che erano con Gesú tiró fuori una spada e colpí il servo del sommo sacerdote, staccandogli un´orecchio.

Ma Gesú gli disse: “Rimetti la spada al suo posto! Perché tutti quelli che usano la spada moriranno colpiti dalla spada. Cosa credi? Non sai che io potrei chiedere aiuto al Padre mio e subito mi manderebbe piú di dodici migliaia di angeli? Ma in questo caso non si compirebbero le parole della Bibbia. Essa dice che deve accadere cosí“.

Poi Gesú disse alla folla: “Siete venuti a prendermi con spade e bastoni, come se fossi un delinquente! Tutti i giorni stavo seduto nel tempio a   insegnare, e non mi avete mai arrestato. Ebbene, tutto questo é avvenuto perché si compia quel che hanno detto   i profeti nella Bibbia“.

Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.

Quelli che avevano arrestato Gesú lo portarono alla casa di Caifa, il sommo sacerdote, dove si erano radunati i maestri della legge di Mosé e le altre autoritá. Pietro lo seguiva da lontano. Poi entró anche nel cortile della casa e si sedette in mezzo ai servi per vedere come andava a finire.

Intanto i capi dei sacerdoti e gli altri del tribunale cercavano una falsa accusa contro Gesú, per poterlo condannare a morte. Ma non la trovavano, anche se si erano presentati moltissimi testimoni falsi.

Infine se ne presentarono altri due che dissero:“Una volta egli ha dichiarato: -Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni-“.

Allora si alzó il sommo sacerdote e gli disse: „Non rispondi nulla? Che cosa sono queste accuse contro di te?“. Ma Gesú rimaneva zitto. Poi il sommo sacerdote disse: „Per il Dio vivente, ti scongiuro di dirci se tu sei il Messia, il Cristo, il Figlio di Dio“. Gesú rispose:„Tu l´hai detto. Ma io vi dico che d´ora in poi vedrete il Figlio dell´uomo seduto accanto a Dio Onnipotente; egli verrá sulle nubi del cielo“.

Allora il sommo sacerdote, scandalizzato, si strappó il mantello e disse: „Ha bestemmiato! Non c´é piú bisogno di testimoni, ormai! Adesso avete sentito le sue bestemmie. Qual´é il vostro parere?.

Gli altri risposero: „Deve essere condannato a morte“.

Allora alcuni gli sputarono in faccia e lo presero a pugni; altri gli davano schiaffi e gli dicevano: “Indovina, Cristo! Chi ti ha picchiato?“.

Pietro era seduto fuori, nel cortile, quando una serva si avvicinó a lui e gli disse: „Anche tu stavi con quell´uomo della Galilea, con Gesú“.

Ma Pietro negó davanti a tutti dicendo: „Non so nemmeno che cosa vuoi dire“. Poi se ne andó verso la porta del cortile. Lá, un´altra serva lo vide e disse a quelli che erano vicini: „Questo era con Gesú di Nazaret“.

Ma Pietro negó ancora e disse: „Giuro che non conosco quell´uomo“.

Poco dopo, alcuni dei presenti si avvicinarono a Pietro e gli dissero: „Certamente tu sei uno di quelli: si capisce da come parli che sei della Galilea“. Allora Pietro cominció a giurare e a spergiurare che non era vero e diceva: „Ma io non lo conosco nemmeno!“.

Subito dopo un gallo cantó. In quel momento Pietro si ricordó di quel che gli aveva detto Gesú: “Prima che il gallo canti, per tre volte avrai detto che non mi conosci“. Allora uscí fuori e pianse amaramente. Quando fu mattino, tutti i capi dei sacerdoti e le altre autorità del popolo si riunirono per decidere di far morire Gesú. Alla fine lo fecero legare e portar via, e lo consegnarono a Pilato, il governatore romano.

Quando Giuda, il traditore, vide che Gesú era stato condannato, ebbe rimorso. Prese le trenta monete d´argento e le riportò ai capi dei sacerdoti e alle altre autoritá. Disse: „Ho fatto male, ho tradito un innocente“.

Ma quelli risposero: „A noi che importa? Sono affari tuoi!“.

Allora Giuda buttó le monete nel tempio e andó ad impiccarsi. I capi dei sacerdoti raccolsero le monete e dissero: “La nostra legge non permette di mettere questi soldi nel tesoro del tempio, perché sono porchi di sangue“.

Alla fine si misero d´accordo e con quei soldi comprarono il campo di un  fabbricante di vasi, per destinarlo a cimitero per gli stranieri. Perció quel campo si chiama anche oggi  <Campo del Sangue>.

Cosí si avverarono le parole del  profeta Geremia: „Presero le trenta  monete d´argento, prezzo che il popolo d´Israele aveva pagato per lui, e le usarono per comprare il campo del vasaio, cosí come il Signore mi aveva ordinato“. Gesú fu portato davanti al governatore romano. Quello gli domandó: „Sei tu il re dei Giudei?“.

E Gesú rispose: „Tu lo dici“.

Intanto i capi dei sacerdoti e le altre autorità portavano accuse contro di lui, ma egli non diceva nulla. Allora Pilato gli disse: „Non senti di quante cose ti accusano?“. Ma Gesú non rispose neanche una parola, tanto che il governatore ne fu molto meravigliato.

Ogni anno, per la festa di Pasqua, il governatore aveva l´abitudine di lasciare libero uno dei carcerati, quello che il popolo voleva. A quel tempo era in prigione un certo Barabba, un carcerato famoso.

Cosí, quando si fu riunita una certa folla, Pilato domandó: „Chi volete che sia lasciato libero: Barabba, oppure Gesú chiamato il Cristo? “; perché sapeva bene che l´avevano portato da lui solo per odio.

Mentre Pilato era seduto al tribunale, sua moglie gli mandó a dire: „Cerca di non decidere niente contro quest´uomo innocente, perché questa notte, in sogno, ho sofferto molto per causa sua“.

Intanto i capi dei sacerdoti e le altre autoritá riuscirono a convincere la folla che era meglio chiedere la liberazione di Barabba e la morte di Gesú.

Il governatore domandó ancora: „Chi dei due volete che lasci libero?“.

La folla rispose: „Barabba“.

Pilato continuó: „Che faró dunque di Gesú, chiamato il Cristo?“.

Tutti risposero: „In croce!“.

Pilato replicó: „Ma che cosa ha fatto di male?“.

Ma quelli gridavano ancora piú forte: „In croce! In croce!“

Quando vide che non poteva far niente e che anzi la gente si agitava    sempre di piú, Pilato fece portare un pó d´acqua, si lavó le mani davanti alla folla e disse: „Io non sono responsabile della morte di quest´uomo! Sono affari vostri!“.

Tutta la  gente rispose: „Il sangue suo ricada su di noi e sui nostri figli!“.

Allora Pilato lasció libero Barabba. Fece frustare a sangue Gesú, poi lo consegnó ai soldati per farlo crocifiggere.

I soldati portarono Gesú nel palazzo del governatore e chiamarono tutto il resto della truppa. Gli tolsero i suoi vestiti e gli gettarono addosso una   veste rossa. Prepararono una corona di rami spinosi e gliela misero sul capo, nella mano destra gli diedero un bastone, come segno di scettro. Poi incominciarono a inginocchiarsi davanti a lui e a dire ridendo: “Salve, re dei Giudei!“.

Intanto gli sputavano addosso, gli prendevano il bastone e gli davano colpi sulla testa. Quando finirono di insultarlo, gli tolsero la veste rossa e lo rivestirono con i suoi abiti. Poi lo portarono via per crocifiggerlo.

Mentre uscivano incontrarono un certo Simone, originario di Cirene, e lo obbligarono a portare la croce di Gesú. Quando arrivarono in un luogo detto Gólgota (che significa „Luogo del Cranio“), si fermarono e vollero dare a Gesú un pó di vino mescolato con una sostanza amarissima come la bile. Gesú lo assaggió ma non volle bere. Poi lo inchiodarono alla croce e si divisero le sue vesti tirando a sorte. Dopo rimasero lí seduti a fargli la guardia. In alto, sopra la testa, avevano messo un cartello con scritto il motivo della condanna: “Questo é Gesú, il re dei Giudei“.

Insieme con lui avevano messo in croce anche due briganti, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Quelli che passavano di lá, scuotevano la   testa in segno di disprezzo, lo insultavano e dicevano: “Volevi distruggere il tempio e ricostruirlo in tre giorni! Se tu sei il Figlio di Dio, salva te stesso! Scendi dalla croce!“. Allo stesso modo, anche i capi dei sacerdoti, insieme con i maestri della legge di Mosé e le altre autoritá ridevano e dicevano: “Lui che ha salvato tanti altri, adesso non é capace di salvare se stesso! Lui che diceva di essere il re d´Israele, scenda ora dalla croce e noi gli crederemo! Ha sempre avuto fiducia in Dio e diceva:“ Io sono il Figlio di Dio“. Lo liberi Dio, adesso, se gli vuol bene!“.

Anche i due briganti crocifissi accanto a lui lo insultavano.

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la regione, fino alle tre del pomeriggio.

Verso le tre Gesú gridó molto forte: “Elí, Elí, lemá sabactáni “, che significa: „Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? “.

Alcuni presenti udirono e dissero:“ Sta chiamando il profeta Elia!“.

Subito uno di loro corse a prendere una spugna, la bagnó nell´aceto, la fissó in cima a una canna e la diede a Gesú per farlo bere.

Ma gli altri dissero: “ Aspetta! Vediamo se viene Elia a salvarlo!“.

Ma Gesú di nuovo gridó forte, e poi morí.

 

Breve pausa di silenzio

 

Allora il grande velo appeso nel tempio si squarció in due, da cima a fondo. La terra tremó, le rocce si spaccarono, le tombe si aprirono e molti credenti  tornarono in vita. Usciti dalle tombe, dopo la risurrezione di Gesú, entrarono a Gerusalemme e apparirono a molti. L´ufficiale romano e gli altri soldati che con lui facevano la guardia a Gesú si accorsero del terremoto e di tutto quel che accadeva. Pieni di spavento, essi dissero: “Quest´uomo era davvero il Figlio di Dio!“. Molte donne erano lá e guardavano da lontano. Esse avevano seguito e aiutato Gesú fin da quando era in Galilea. Tra le altre, c´erano Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedéo. Ormai era giá sera, quando venne Giuseppe di Arimatéa. Era un uomo ricco, il quale era diventato discepolo di Gesú. Egli andó da Pilato e gli chiese il corpo di Gesú. E Pilato ordinó di lasciarglielo prendere.
Allora Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo mise nella sua tomba, quella che da poco si era fatto preparare per sé, scavata nella roccia. Poi fece rotolare una  grossa pietra davanti alla porta della tomba e se ne andó.
Intanto due delle donne, Maria Maddalena e l´altra Maria, stavano lí sedute di fronte alla tomba. Il giorno dopo era  sabato.I capi dei sacerdoti e i farisei andarono insieme da Pilato e gli dissero: „Eccellenza, ci siamo ricordati che quell´imbroglione, quand´era vivo, ha detto: <Tre giorni dopo che mi avranno ucciso, io risusciteró>. Perció ordina che le guardie sorveglino la tomba fino al terzo giorno; cosí i suoi discepoli non potranno venire a rubare il corpo e poi dire alla gente: <È risuscitato dai morti!>. Altrimenti quest´ultimo imbroglio sarebbe peggiore del primo“.
Pilato rispose: „Basta! prendete le guardie e fate sorvegliare la tomba come vi pare“. Essi andarono, assicurarono la chiusura della tomba sigillando la grossa pietra e poi lasciarono le guardie a custodirla.

 

PREGHIERA DEI FEDELI

C: la sofferenza e la morte di Gesù per tutta l‘umanità, é la prova di un amore senza misura. Amare tutti e sempre, oltre ogni misura, quindi, é possibile. Ora possiamo pregare con fiducia, il Padre nel nome del suo Figlio e chiedergli di essere come Lui.

L: Preghiamo insieme e diciamo:
A: Aiutaci, o Padre, a fare la tua volontà!

  • Per tutti coloro che sono „crocifissi“ dal dolore, dall´umiliazione, dall´ingiustizia: perché ritrovino speranza attraverso chi, con amore, si fa vicino a chi soffre, preghiamo:
     
  • Per chi é impegnato nella politica e per chi amministra la giustizia:  perché non cerchi l‘interesse dei più ricchi, ma serva la comunità con onestà, rettitudine e facendo giustizia a tutti, senza guardare in faccia ai potenti, preghiamo:
     
  • Perché insieme a tutti i nostri fratelli e alle nostre sorelle nella fede guardiamo Cristo Gesú come nostro modello, per avere anche noi la forza di sopportare le ingiustizie, gli insulti e la sofferenza, preghiamo:
     
  • Perché la celebrazione dei misteri di Cristo in questa settimana santa avvicini sempre di più i cristiani a Dio e al prossimo, preghiamo:

C: Ascolta, o Padre il grido dell´umanità sofferente, e rendi il nostro cuore capace di comprendere e di alleviare i dolori e le disgrazie degli altri, in unione con Gesù Cristo nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

A: Amen.

 

SETTIMANA SANTA

9 APRIL 2020

GIOVEDÌ SANTO

Anno A

Canto: ALLA MENSA DEL SIGNORE

Alla mensa del Signore, noi facciamo comunione
Col suo corpo, col suo sangue, dono  d’amore, fonte di vita.
Alla mensa del Signore c´incontriamo coi fratelli,
per tornare alla fonte dov´e la speranza, la nostra fede.

Il tuo popolo, Signore,
assetato del tuo amore,
é smarrito e cerca te,
per avere la luce,
la luce del cuore.

Rit. Alla mensa del Signore
C´incontriamo coi fratelli,
per tornare alla fonte
dov´é la speranza, la nostra fede.

Il tuo Spirito ci guida
Alla mensa tua Signore,
sacramento di salvezza,
segno d´amore,
divina presenza. Rit.

Benedetto sei, Signore,
che ci nutri col tuo pane:
rendi forte questa fede,
trasforma la vita
in dono d´amore. Rit.

Sei del Padre la parola,
tu il Cristo Salvatore,
sei Pastore della Chiesa:
noi ti acclamiamo,
nostro Signore.

Alla mensa del Signore, noi facciamo comunione
Col suo corpo, col suo sangue, dono  d’amore, fonte di vita.
Alla mensa del Signore c´incontriamo coi fratelli,
per tornare alla fonte dov´e la speranza, la nostra fede.

C: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
A: Amen.

C: La grazia e la pace di Dio, nostro Padre e del Signore Gesú Cristo sia con tutti voi.
A: E con il tuo spirito.

 

ATTO PENITENZIALE

C: Dio, nostro Padre, che ci invita a celebrare questa S. Messa, attuazione del suo sacrificio e della sua ultima Cena, ci chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con  fiducia il suo perdono.

 

Canto: ABBÁ MISERICORDIA

 

1. Non sono degno di essere qui,
Ho abbandonato la tua casa,
Ho dissipato i tuoi beni
Padre ho peccato
Contro il cielo e contro di te.

Rit. Abbá, misericordia Abbá
Misericordia Abbá, Abbá
Abbá, misericordia Abbá
Misericordia Abbá, Abbá, Abbá

2. Non sono degno di essere qui,
ho disprezzato il tuo amore
ho calpestato il tuo cuore
Padre ho peccato
Contro il cielo e contro di te. Rit.

3. Non sono degno di essere qui,
ma ho bisogno del tuo amore
staremo insieme per sempre
Padre ho peccato
Contro il cielo e contro di te. Rit.

 

C: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. 
A: Amen.

 

PREGHIERA COMUNITARIA

 

C: Padre, che hai riunito noi, tuoi figli, per celebrare la santa Cena del Signore, nella quale Gesú, prima di morire, affidó alla Chiesa il nuovo ed  eterno sacrificio, segno profondo del suo amore, fá che noi, partecipando a cosí grande mistero, possiamo attingere a piene mani il perdono e la vita eterna.  Per il nostro Signore Gesú Cristo... 
A: Amen.

 

PRIMA LETTURA

Dal libro dell´Esodo (12,1-8.11-14).

Quando Mosé e Aronne erano ancora in Egitto, il Signore disse: “Questo mese sará per voi il primo dei mesi, segnerá l´inizio dell´anno. Date a tutta la comunitá degli Israeliti queste istruzioni: il dieci di questo mese, ognuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se una famiglia é troppo piccola per mangiare un agnello intero, dovrá  unirsi alla famiglia piú vicina, quella che abita accanto, tenendo conto del numero delle persone. Calcolerete come dovrá essere l´agnello, secondo la quantitá di carne che ciascuno puó mangiare. Il vostro agnello sará senza difetti, maschio e di un anno. Al posto di un agnello potrete prendere anche un capretto. Lo terrete da parte fino al quattordici di questo mese. Allora tutta l´assemblea della comunitá d´Israele lo sgozzerá verso sera. Poi gli Israeliti prenderanno un pó del suo sangue e con esso  faranno un segno sugli stipiti delle porte delle case dove verrá mangiato l´agnello. In quella notte mangeranno la carne dell´agnello; dopo che sará arrostita sul fuoco, la mangeranno con pane non lievitato e con erbe amare. Dovete mangiarlo pronti per partire: cioé, con la cintura stretta ai fianchi, con i sandali ai piedi e con il bastone in mano. Mangiatelo in fretta! Questa é la  Pasqua (cioé il Passaggio) del Signore!
In quella notte io passeró attraverso l´Egitto e colpiró a morte ogni primogenito egiziano, sia fra la gente che fra il bestiame. Io, il Signore, faró giustizia contro gli déi dell´Egitto!
Ma il sangue sulle porte sará un segno, per far distinguere le vostre case. Io vedró il sangue e PASSERÒ oltre; colpiró invece con il mio castigo l´intero Egitto, e a voi non succederá niente. Per tutte le generazioni future, questa festa sará per voi una legge: rivivrete questo giorno, celebrando una festa in onore del Signore“.

Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 115)

Rit: Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

 

  SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (11,23-26).

Carissimi, io ho ricevuto dal Signore, quello che a mia volta vi ho trasmesso: e cioè, nella notte in cui fu tradito, il Signore Gesú prese il pane, fece la preghiera di ringraziamento, spezzó il pane e disse: “Questo é il mio corpo che é dato per voi.
Fate questo in memoria di me“. Poi, dopo aver cenato, fece lo stesso col calice. Lo prese e disse: “Questo calice é la nuova alleanza che Dio stabilisce per mezzo del mio sangue. Tutte le volte che ne berrete, fate questo in memoria di me“. Infatti, ogni volta che mangiate di questo Pane e bevete da questo Calice, voi annunziate la morte del Signore, fino a quando egli ritornerá. 

Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

 

Canto: IL SIGNORE È LA LUCE

Il Signore è la vita che vince la morte. Rit.

Rit. Gloria! Gloria! Cantiamo al Signore!
Gloria! Gloria! Cantiamo al Signore!

Il Signore è la grazia che vince il peccato. Rit.
Il Signore è la gioia che vince l’angoscia. Rit.

 

VANGELO

Dal vangelo secondo Giovanni (13,1-15).

A: Gloria a te, o Signore.

Era ormai vicina la festa ebraica della Pasqua. Gesú sapeva che era venuto per lui il momento di lasciare questo mondo e tornare al Padre. Egli aveva sempre amato i suoi discepoli che erano nel mondo, e li amó sino alla fine. Durante la Cena, il diavolo aveva giá convinto Giuda (il figlio di Simone Iscariota) a tradire Gesú. Gesú sapeva di aver avuto dal Padre ogni potere; sapeva pure che era venuto da Dio e che a Dio ritornava. Allora si alzó da tavola, si tolse la veste e si legó un asciugamano intorno ai fianchi, versó l´acqua in un catino, e cominciò a lavare i piedi ai suoi discepoli. Poi li asciugava con il panno che aveva intorno ai fianchi. Quando arrivó il suo turno, Simon Pietro gli disse: „Signore, tu vuoi lavare i piedi a me?“.
Gesú rispose: „Ora tu non capisci quello che io faccio; lo capirai dopo“. Pietro replicò: „No, tu non laverai mai i piedi a me!“
Gesú ribatté: „Se io non ti lavo, tu non sarai veramente unito a me“.
Simon Pietro gli disse:  „Signore, non lavarmi soltanto i piedi, ma anche le mani e la testa“.
Gesú rispose: „Chi é giá lavato non ha bisogno di lavarsi altro che i piedi. È completamente puro. Anche voi siete puri, ma non tutti“. Infatti, sapeva giá chi lo avrebbe tradito.
Per questo disse: “Non tutti siete puri“. Gesú terminó di lavare i piedi ai discepoli, riprese la sua veste e si mise di nuovo a tavola.
Poi disse: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate Maestro e Signore, e fate bene, perché lo sono. Se dunque, io, il vostro Signore e il vostro Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni e gli altri. Io vi ho dato un esempio, perché facciate tra di voi, come io ho fatto a voi“. 

Parola del Signore. 
A: Lode a te, o Cristo. 

 

LAVANDA DEI PIEDI

Canto: GESÙ

1. Una notte d´inverno era nato un bambino:
Per chi comandava era un uomo di piú.
La madre: una donna, inesperta bambina,
gli dona una vita umana e infinita.
In lui la speranza di tutto il passato,
un popolo intero sognó per lui..
Portava nel mondo una rivoluzione:
Un fuoco, un amore per l´umanitá.

Rit. Si chiamava Gesú, invadeva la storia,
dava un volto d´amore all´umanitá. (2x)

2. Nasceva cosí tra la povera gente
Che aveva giá scelto come amica di vita.
E poi litigava con tutti i potenti,
con tutti i nemici della povera gente.
Amava i bambini e i peccatori:
Per essi, diceva, c´é un posto nel cielo.
Io sono venuto per chi é malato,
io sono la Via di chi non ha strade. Rit.

3. Chiamava per nome la gente del lago,
gli andavano dietro come tanti bambini .
Incontrò Maddalena, la donna di tutti:
Le dette un sorriso, un amore pulito.
E su un prato immenso la gente la sera
Chiedeva del pane: avevano fame.
Scherzó con gli amici, poi prese del pane:
Guardó verso il cielo, sfamò tutto il mondo. Rit.

4. Guardava negli occhi di chi é nel dolore,
a tutti donava uno sguardo d´amore.
Ed era un amico per chi sulle strade
Tendeva una mano da uomo di fede.
E sai come muore la gente che ama:
C´é sempre un amico che é pronto a tradirti.
Così quella sera, tra ombre di luna,
bastò solo un bacio per farlo morire. Rit.

 

LA PAROLA SI FA PREGHIERA

C: Giunta l´ora di passare da questo mondo al Padre, il Signore Gesú ci ha lasciato il testamento del suo amore, nell´umile gesto della lavanda dei piedi e nel dono supremo dell´Eucarestia. Consapevoli che il Padre ha posto tutto nelle sue mani, rivolgiamo a lui la nostra preghiera.

L: Preghiamo insieme e diciamo:
A: O Gesú, Maestro e Signore, ascoltaci.

  • Per il Papa, per il nostro Vescovo e per i sacerdoti della nostra diocesi di Friburgo, perché vivano il loro sacerdozio come servizio instancabile e come donazione senza limiti a Te che sei presente nei nostri fratelli, preghiamo:
     
  • Per tutto il popolo cristiano, perché in te che lavi i piedi agli Apostoli e che doni il tuo Corpo e il tuo Sangue come cibo per il nostro Spirito, sappia riconoscere e apprezzare i grandi gesti del tuo amore,  preghiamo:
     
  • Per tutti i Cristiani perseguitati, perché attingano dall´Eucaristia la forza per testimoniare fino alla morte, la loro fede e il loro amore verso Gesú, preghiamo:
     
  • Per i cristiani divisi, perché questo ricordo della santa Cena, faccia risuonare nel loro spirito, l´ardente desiderio di unitá che hai innalzato nella tua preghiera sacerdotale al Padre, preghiamo:
     
  • Per tutti noi che mangiamo il tuo Corpo durante la Comunione, perché siamo disponibili a condividere i valori e i beni di questo mondo con coloro che hanno bisogno di amore, di misericordia e di perdono, preghiamo:

C: Signore Gesú, in quest´ora suprema, in cui Tu ci chiami come amici a mangiare il tuo Corpo e il tuo Sangue, rendici degni di celebrare con Te la Grande Messa Eterna, nel tuo Regno di Luce, di Amore e di Pace. Tu che sei Dio... 

A: Amen.

Canto: NOI TI OFFRIAMO SIGNORE

Rit. Noi ti offriamo Signore i frutti della terra
i frutti del nostro lavoro noi li offriamo a Te.

Fa che questo Pane diventi il corpo il corpo del Signore.
E fa che questo Vino diventi il sangue
il sangue che ci lava.
E accetta la nostra vita insieme a questi doni.
Mettiamo sull’ altare tutto ció che abiam. Rit.

Fa che la mia vita diventi segno il segno del tuo amore.
E fa che quest’ offerta diventi dono,
il dono che consola.
                        Offriamo il nostro niente insieme a questi Pani.                      
Mettiamo sull’ altare tutto ció che abiam. Rit.

 

C: Pregate, fratelli e sorelle, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente.
A: Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.

 

PREGHIERA  D`OFFERTORIO (in piedi)

C: Padre, concedi a noi, tuoi figli, di partecipare degnamente a questa S. Messa, perché ogni volta che partecipiamo a questo grande mistero, ricordo vivo del sacrificio del Signore, si compie l´opera della nostra  redenzione. Per Cristo nostro Signore.
A: Amen.

 

PREFAZIO

C: Il Signore sia con voi.

A: E con il tuo spirito.

C: In alto i nostri cuori.

A: Sono rivolti al Signore.

C: Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.

A: É cosa buona e giusta.


C: È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di  salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a Te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente e misericordioso, per Cristo nostro Signore. Sacerdote vero ed eterno, egli nella sua ultima cena, istituì il rito del sacrificio perenne.  A Te, per primo, si offrì come vittima di salvezza, e comandó a noi di continuare per sempre questa celebrazione, in sua memoria. Il suo corpo, per noi sacrificato, è nostro Cibo e ci dá forza; il suo sangue, per noi  versato, è la Bevanda che ci redime da ogni colpa. Per questo mistero del tuo amore, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo l´inno della tua lode:

Canto: SANTO

Santo, Santo, Santo é il Signore
Dio dell’universo, Dio dell’universo.

I cieli e la terra sono pieni
della tua gloria, della tua gloria.

Osanna nell’alto dei cieli, nell’alto dei cieli.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore,
Osanna nell’alto dei cieli, nell’alto dei cieli.

 

GRANDE PREGHIERA EUCARISTICA

Padre veramente santo, e fonte di ogni santità, Santifica questi doni con l´effusione del tuo Spirito, perché diventino per noi il Corpo e il Sangue di Gesú Cristo nostro Signore.
Egli, offrendosi liberamente alla sua passione e morte, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse:

 

PRENDETE E MANGIATENE TUTTI:
QUESTO É IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

 

Dopo la cena allo stesso modo prese il calice del vino e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse:

 

PRENDETE E BEVETENE TUTTI:
QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.

 

Canto: NEL MISTERO

Nel mistero di questo pane,
loda il Corpo di Gesú;
nel mistero di questo pane,
t'adoriamo Trinità.

Nel mistero di questo vino,
loda il Sangue di Gesú;
nel mistero di questo vino,
ti lodiamo Trinità.

Nel mistero di questo amore,
noi ci uniamo con Gesú,
nel mistero di questo amore,
ti cantiamo Trinità.

 

C: Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, ti offriamo, Padre, il Pane della vita e il Calice della salvezza, e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale.

Ti preghiamo umilmente: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.

Ricordati Padre della tua Chiesa diffusa su tutta la terra, e qui presente, riunita nel tuo nome: rendila perfetta nell´amore, in unione con il nostro Papa Francesco il nostro Vescovo Stefan e tutto l´ordine sacerdotale.

Ricordati dei nostri fratelli e delle nostre sorelle…, che si sono addormentati in Cristo, in attesa della risurrezione, e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza: ammettili a godere la luce del tuo volto.

Di noi tutti abbi misericordia: donaci di avere parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, vergine e Madre di Dio, con S. Giuseppe suo sposo, con gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi: e in Gesú Cristo tuo Figlio canteremo la tua gloria.

Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te Dio Padre onnipotente,
nell´unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

 

C: Obbedienti alla Parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, preghiamo cantando:


Canto: PADRE NOSTRO

Padre, Padre,
Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome
venga il tuo regno sia fatta la tua volontà:
 Come in cielo così in terra
sia santificato il tuo nome
venga il tuo regno sia fatta la tua volontà.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
Padre Padre
E non ci indurre in tentazione
ma liberaci dal male, ma liberaci dal male
ma liberaci tu dal male
Amen, amen.

C: Liberaci, o Signore da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l´aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell´attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesú Cristo.

A: Tuo é il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli.

C: Signore Gesú Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: ”Vi lascio la pace, vi dò la mia pace”, non guardare ai nostri peccati,  ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua  volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
A: Amen.

C: La pace del Signore sia sempre con voi.
A: E con il tuo spirito.
C:
Scambiamoci, fraternamente e gioiosamente, un segno di pace.

Canto: SHALOM

Rit. Vi lascio la pace vi do la mia pace
quella che viene da Dio
La pace che offro è Shalom per la vita
è luce al vostro cammino
La pace che offro è Shalom per la vita
è luce al vostro cammino


La shalom è misericordia, la shalom è verità
La shalom è giustizia, ha il sapore di novità
La shalom è Alleanza, la shalom è bontà
La shalom è fratellanza, é dono per la libertà: Rit.

La shalom è benevolenza, la shalom è onestà
La shalom è tutto il bene, la shalom è fecondità
La shalom è la speranza, la shalom è felicità
La shalom è amicizia, la shalom è eternità: Rit.

 

AGNELLO DI DIO  (Battistella)

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

dona a noi la Pace.

 

C: Beati voi, che avete accettato l’invito del Padre a commemorare l`Ultima cena di Gesú, suo Figlio. Ecco il Cristo, l´Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo:
A: O Signore non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato.

 

Canto: CORPO DI CRISTO, SANGUE DI CRISTO

1. Corpo di Cristo, silenzio d‘Amore
lá sull’altare ci accoglie il Signore.
Corpo di Cristo, un pane spezzato,
Egli il suo Corpo ci ha regalato.

Rit. Corpo di Cristo,
c’é Cristo Signore,
parla con l’uomo,
gli dona il suo amore.
Sangue di Cristo,
se muore il Signore,
Lui oggi é vivo in mezzo a noi.

2. Sangue di Cristo, il calice é pieno
e Lui lo beve per il mondo intero.
Sangue di Cristo, un vino versato,
Egli la vita ci ha regalato. Rit.

3. Corpo di Cristo, il mondo in ginocchio
vede il suo Dio in croce giá morto.
Corpo di Cristo, speranza nel cuore,
Egli ci offre un dono d’amore. Rit.

4. Sangue di Cristo, sei fonte di vita,
vita eterna, veritá infinita.
Sangue di Cristo, presenza tra noi,
Egli ci rende fratelli suoi.
(Rit. alla fine l‘ultimo rigo 2x)

 

 

 

DOPO LA COMUNIONE (in piedi)

C: Padre onnipotente, che nella vita terrena nutri il nostro spirito, alla Cena del tuo Figlio, accoglici come tuoi figli alla grande festa gloriosa del cielo. Per Cristo nostro Signore.
A: Amen.

 

RIPOSIZIONE DEL SANTISSIMO

 

PROCESSIONE E CANTO

1.  Genti tutte, proclamate
il mistero del Signor,
del suo Corpo e del suo Sangue
che la Vergine donó.
E fu sparso in sacrificio
per salvar l´umanitá.

2. Dato a noi da madre pura,
per noi tutti s´incarnó.
La feconda sua parola
tra le genti seminó;
con amore generoso
la sua vita consumó.

(SI RICOMINCIA DACCAPOSE NON SI É ANCORA ARRIVATI
ALL‘ALTARE DELLA RIPOSIZIONE)

(Quando si é arrivati all‘altare della riposizione,si continua con le ultime due strofe)

5. ADORIAMO Il SACRAMENTO
che Dio Padre ci donó.
Nuovo patto, nuovo rito
nella fede si compí.

Al mistero é fondamento
la parola di Gesú.

Preghiamo

Sac.: Hai dato loro il pane disceso dal cielo.
Assemblea: Che porta in se ogni dolcezza.

Preghiamo

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell' Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

 

 

10 APRIL 2020

VENERDÌ SANTO

Anno A

Il sacerdote e i ministri,

giunti all´altare si prostrano a terra.

Tutti pregano per breve tempo in silenzio.

 Poi, alla sede il sacerdote dice:

C: Ricordati, Padre, della tua misericordia; santifica e proteggi sempre questa tua famiglia, per la quale Cristo, tuo Figlio, inaugurò nel suo sangue il mistero pasquale. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
A: Amen.

 

 

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaia ( 52,13-53,12).

Così dice il Signore: “Il mio servo avrà successo nella sua missione, sarà riconosciuto degno di stima e riceverà grandi onori“. Molti, nel vederlo, sono rimasti sconcertati, tanto il suo aspetto era sfigurato e il suo volto non aveva piú nulla di umano. E anche, ora, molti popoli si meraviglieranno di lui e i re non sapranno più cosa dire alla sua presenza. Essi infatti vedranno quello che non é stato annunziato, capiranno cose mai sentite prima. Chi di noi ha creduto alla notizia che abbiamo ricevuto? Chi di noi vi ha visto la mano di Dio? Davanti al Signore infatti il suo servo é cresciuto come una pianticella, come una radice in terra arida. Non aveva né dignità, né bellezza, per attirare gli sguardi. Non aveva prestanza, per richiamare l´attenzione. Noi l´abbiamo rifiutato e disprezzato; come un uomo pieno di sofferenze e di dolore, come uno che fa ribrezzo a guardarlo, che non vale niente, e non lo abbiamo tenuto in considerazione. Eppure egli ha preso su di sé, le nostre malattie, si é caricato delle nostre sofferenze, e noi pensavamo che Dio lo avesse castigato, percosso e umiliato. Invece egli é stato ferito per le nostre colpe, é stato schiacciato per i nostri peccati. Egli é stato punito, e noi siamo stati salvati. Egli é stato percosso, e noi siamo guariti.
Noi tutti eravamo come pecore smarrite, ognuno seguiva la sua strada. Ma il Signore ha fatto pesare su di lui le colpe di tutti noi. Egli si é lasciato maltrattare, senza opporsi e senza aprir bocca, docile come un agnello condotto al macello, muto come una pecora davanti ai tosatori.
È stato arrestato, giudicato e condannato; ma chi si è preoccupato per lui? È stato eliminato dal mondo dei vivi, colpito a morte per i peccati del suo popolo. È stato sepolto con i criminali, si é trovato con i ricchi nella tomba. Eppure non aveva commesso alcun delitto, non aveva ingannato nessuno. Ma il Signore ha voluto castigarlo e lo ha fatto soffrire. Lui, suo servo, ha dato la vita, come un sacrificio, per gli altri; avrà discendenza e vivrà a lungo. Realizzerà il progetto del Signore. Il Signore dichiara: “Dopo tante sofferenze, egli, il mio servo, vedrà la luce e sarà soddisfatto di quel che ha compiuto. Infatti renderà giusti davanti a me un gran numero di persone, perché si é addossato i loro peccati. Perciò lo pongo tra i grandi, e parteciperà alla gloria dei potenti. Perché si é consegnato alla morte e si é lasciato mettere tra i malfattori. Ha preso su di sé le colpe di tutti gli altri ed é intervenuto a favore dei peccatori“.  

 

Parola di Dio. 
A: Rendiamo grazie a Dio.

 

Canto: SIGNORE PIETÁ

1. Signore,
Signore pietá di noi.
Signore pietá di noi
          Signore pietá            
pietá di noi.

2. Cristo
Cristo pietá di noi.
                  Cristo pietá di noi.                  
Cristo pietá
pietá di noi.

3. Signore
Signore pietá di noi.
Signore pietá di noi.
Signore pietá
pietá di noi. Pietá di noi.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 30)

 

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Sono il rifiuto dei miei nemici
e persino dei miei vicini,
il terrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono come un morto, lontano dal cuore;
sono come un coccio da gettare.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.

 

  SECONDA LETTURA

Dalla  lettera agli Ebrei (4,14-16; 5,7-9).

Carissimi, restiamo saldi nella fede che dichiariamo di avere, perché abbiamo un sommo sacerdote grande che é giunto fino a Dio: Gesù che é Figlio di Dio. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote incapace di soffrire con noi per le nostre miserie. Anzi, il nostro sommo sacerdote é stato messo alla prova in tutto, come noi, ma non ha commesso peccato.
Dunque accostiamoci con piena fiducia a Dio, che é re misericordioso. Così riceveremo misericordia e grazia, per essere aiutati al momento opportuno. Durante la sua vita terrena, Gesù si rivolse a Dio che poteva salvarlo dalla morte, offrendo preghiere e suppliche accompagnate da forti grida e lacrime. E poiché Gesù era sempre stato fedele a lui, Dio lo ascoltò.
Benché fosse il  Figlio di Dio, tuttavia imparò l´ubbidienza da quello che dovette patire. Dopo essere stato reso perfetto, egli é diventato causa di salvezza eterna per tutti quelli che gli ubbidiscono. Infatti Dio lo ha proclamato sommo sacerdote alla maniera di Melchísedek. 

Parola di Dio. 
A: Rendiamo grazie a Dio.

 Canto: IL CROCIFISSO SONO IO

1. Ora che il Crocifisso sono io
guardami Padre tu
come guardi il Figlio Tuo.
Ora che il Crocifisso sono io
amami Padre tu
come ami il Figlio Tuo.

Su di me un mare immenso di dolore
e non capisco il perché.
Tu sei una delusione.
Io ti cerco assetato su una croce
lascia che gridi anch'io,
sono tuo figlio Dio.

Rit. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
lo non posso mai capire perché ami e crocifiggi.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Solo tu mi puoi spiegare perché ami e crocifiggi.

2. Ora in te si rasserena il cuore
non se ne va il dolore
ma non sono più solo.
Tu mi dai una forza sorprendente,
mi rendi sorridente
nel gridare insieme a Te.

Rit. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato
ora credo di capire perché ami e crocifiggi.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato
solo tu mi fai capire perché ami e crocifiggi.

Padre, nelle mani tue, io consegno la mia vita

 

Canto: IL SIGNORE È LA LUCE

Gloria! Gloria! Cantiamo al Signore!
Gloria! Gloria! Cantiamo al Signore!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte in croce.
Per questo Dio lo esaltó e gli donó il nome che è al di sopra di ogni nome.

Gloria! Gloria! Cantiamo al Signore!
Gloria! Gloria! Cantiamo al Signore!

 

VANGELO

PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÚ CRISTO

secondo Giovanni (18,1-19,42).

 

Gesù uscì con i suoi discepoli e andò oltre il torrente Cédron dove c´era un giardino. Entrò lí con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché spesso Gesù vi aveva riunito i suoi discepoli.
Giuda intanto era andato a cercare i soldati e le guardie messe a disposizione dai capi dei  sacerdoti e dai  farisei; quando arrivarono sul posto, erano armati e provvisti di fiaccole e lanterne. Gesù sapeva tutto quello che stava per accadergli. Perciò si fece avanti e disse: „Chi cercate?“
Risposero: „GESÚ DI NAZARETH!“. Egli dichiarò: „Sono io!“.
Con le guardie c´era anche Giuda, il traditore. Appena Gesù disse: Sono io, quelli fecero un passo indietro e caddero per terra.
Gesù domandò una seconda volta: „Chi cercate?“
Quelli dissero: „GESÚ DI NAZARETH!“.
Gesù rispose: „Vi ho detto che sono io! Se cercate me, lasciate che gli altri se ne vadano“.Con queste parole Gesù realizzava quel che aveva detto prima:
Nessuno di quelli che mi hai dato si é perduto. Simon Pietro aveva una spada: la prese, colpì il servo del  sommo sacerdote e gli staccò l´orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Allora Gesù disse a Pietro: “Metti via la tua spada! Bisogna che io beva il calice di dolore che il Padre mi ha preparato“. I soldati con il loro comandante, e le guardie delle autorità ebraiche, presero Gesù e lo legarono. Poi lo portarono dal  sacerdote Anna, suocero di Caifa. Caifa era il  sommo sacerdote in quell´anno. Era stato lui a dire: “È meglio che un solo uomo muoia per tutto il popolo“.
Simon Pietro, con un altro discepolo, seguiva Gesù. Quell´altro discepolo conosceva il sommo sacerdote, perciò riuscì a entrare insieme con  Gesù nel cortile del palazzo. Pietro invece rimase fuori vicino alla porta.
Allora l´altro discepolo, che conosceva il sommo sacerdote, uscì e parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro. La portinaia disse a Pietro: „Sei anche tu un discepolo di quell´uomo?“.
Ma Pietro disse: „No! non lo sono“. I servi  e le guardie avevano acceso un fuoco di carbone e si scaldavano, perché faceva freddo.
Anche Pietro stava insieme con loro vicino al fuoco.
Intanto il sommo sacerdote cominciò a far domande a Gesù sui suoi discepoli e sul suo insegnamento.
Ma Gesù rispose: “Io ho parlato chiaramente al mondo. Ho sempre insegnato nelle  sinagoghe e nel  tempio; non ho mai parlato di nascosto, ma sempre in pubblico, in mezzo alla gente. Quindi, perché mi fai queste domande? Domanda a quelli che mi hanno ascoltato: essi sanno quel che ho detto“. Così parlò Gesù.
Allora uno dei presenti gli diede uno schiaffo e disse: „Così rispondi al sommo sacerdote?“
Gesù replicò: „Se ho detto qualcosa di male, dimostralo; ma se ho detto la verità, perché mi dai uno schiaffo?“
Allora Anna lo mandò, legato com´era, dal sommo sacerdote Caifa.
Intanto Simon Pietro era rimasto a scaldarsi. Qualcuno gli disse:„Mi sembra che tu sia uno dei suoi discepoli“
Pietro protestò: „No! Non sono uno di quelli“.
Fra i servi del sommo sacerdote c´era un parente di quello che aveva avuto l´orecchio tagliato da Pietro.
Gli disse:“Ma io ti ho visto nel giardino, con Gesù“. Ancora una volta Pietro disse che non era vero, e subito un gallo cantò. Poi portarono Gesù dal palazzo di Caifa a quello del governatore romano.
Era l´alba. Quelli che lo accompagnavano non entrarono: infatti, per poter celebrare la festa di  Pasqua, non dovevano avere contatti con gente non ebrea.
Pilato uscì incontro a loro e disse: „Quale accusa portate contro quest´uomo? “Gli risposero: „Se non era un malfattore, non te lo portavamo qui!„. Pilato replicò: „Portatelo via e giudicatelo voi come la vostra  legge prescrive“.
Ma le autorità ebraiche obiettarono: „Noi non abbiamo l´autorizzazione a condannare a morte“.
Così si realizzava quello che Gesù aveva detto, quando fece capire come sarebbe morto. Poi Pilato rientrò nel palazzo, chiamò Gesù e gli chiese:  „Sei tu il re dei Giudei?“
Gesù rispose: „Hai pensato tu questa domanda, o qualcuno ti ha detto questo di me?“.
Pilato rispose: „Non sono ebreo, io. Il tuo popolo e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me: che cos´hai fatto?“.
Gesù rispose: „Il mio regno non appartiene a questo mondo. Se il mio regno appartenesse a questo mondo, i miei servi avrebbero combattuto per non farmi arrestare dalle autorità ebraiche. Ma il mio regno non appartiene a questo mondo“.
Pilato gli disse di nuovo: „Insomma, sei un re, tu?“.
Gesù rispose: „Tu dici che io sono re. Io sono nato e venuto nel mondo per essere un testimone della verità. Chi appartiene alla verità ascolta la mia voce“.
Pilato disse a Gesù: „E cos´é la verità?“.
Pilato uscì di nuovo e si rivolse agli ebrei: „Io penso che quest´uomo non abbia fatto nulla di male. Voi però avete l´abitudine che a Pasqua si metta in libertà un condannato. Volete che io vi liberi il re dei Giudei?“.
Ma quelli si misero di nuovo a gridare e a dire: „NO! NON LUI, VOGLIAMO BARABBA“. (Barabba era un bandito).
Allora Pilato prese Gesù e lo fece frustare. I soldati intrecciarono una corona di rami spinosi, gliela misero in testa e gli gettarono sulle spalle un mantello rosso. Poi si avvicinavano a lui e dicevano: “Ti saluto, re dei Giudei!“; e gli davano schiaffi. Pilato uscì un´altra volta dal palazzo e disse: „Ora ve lo porto qui fuori, perché sappiate che io non trovo nessun motivo per condannarlo“. Gesù venne fuori, con la corona di spine e il mantello rosso. Pilato disse: „Ecco l´uomo“. I capi dei sacerdoti e le guardie lo videro e cominciarono a gridare: „Crocifiggilo! Mettilo in croce!“.
Pilato allora disse: „Prendetelo e mettetelo voi in croce.
Per me, non ha fatto nulla di male“. I capi ebrei risposero: „Noi abbiamo la nostra legge: secondo la legge dev´essere condannato a morte, perché ha detto di essere il Figlio di Dio“. Sentendo queste parole, Pilato si spaventò. Entrò di nuovo nel palazzo e disse a Gesù: „Di dove vieni, tu?“.
Ma Gesù non rispose. Allora Pilato gli disse: „Non dici nulla?
Non sai che io ho il potere di liberarti e il potere di farti crocifiggere?“
Gesù replicò: „Non avresti nessun potere su di me se non ti fosse dato da chi sta più in alto di te. Perciò chi mi ha messo nelle tue mani é più colpevole di te“.
Pilato allora cercò in tutti i modi di mettere Gesù in libertà.
Ma i suoi accusatori gridavano: „Se liberi quest´uomo, non sei fedele all´imperatore! Chi si proclama re é nemico dell´imperatore“.
Quando Pilato udì queste parole, fece condurre fuori Gesù.
Poi si mise seduto su una tribuna, nel luogo chiamato „Lastricato“ (che in ebraico si dice „Gabbatá“). Era la vigilia della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse alla folla: „Ecco il vostro re!“.
Ma quelli gridarono: „A MORTE! A MORTE CROCIFIGGILO!“
Pilato disse: „Devo far morire in croce il vostro re?“.
I capi dei sacerdoti risposero: „Il nostro re é uno solo: l‘imperatore“. Allora le guardie presero Gesù e lo fecero andare fuori della città costringendolo a portare la croce sulle spalle; giunsero al posto chiamato „Cranio“ (che in ebraico si dice „Gólgota“ ) e lo inchiodarono alla croce.
Con lui crocifissero altri due, uno da una parte e uno dall´altra. Gesù era in mezzo. Pilato scrisse il cartello e lo fece mettere sulla croce. C´era scritto: “Gesù di Názaret, il re dei Giudei“. Molti lessero il cartello, perché il posto dove avevano crocifisso Gesù era vicino a Gerusalemme, e il cartello era scritto in tre lingue: in ebraico, in latino e in greco.
Allora i capi dei sacerdoti dissero a Pilato: „Non scrivere: Il re dei Giudei; scrivi che lui ha detto: Io sono il re dei Giudei“. Ma Pilato rispose: „Basta; quello che ho scritto, ho scritto“. I soldati che avevano crocifisso Gesù presero i suoi vestiti e ne fecero quattro parti, una per ciascuno.
Poi presero la sua tunica, che era tessuta d´un pezzo solo, da cima a fondo e dissero: “Non dividiamola! Tiriamo a sorte a chi tocca“. Cosi si realizzò la parola della Bibbia che dice: „Si divisero i miei vestiti e tirarono a sorte la mia tunica“. Mentre i soldati si occupavano di questo, accanto alla croce stavano alcune donne: la madre di Gesù, sua sorella, Maria di Cléofa e Maria di Mágdala. Gesù vide sua madre e accanto a lei il discepolo preferito.
Allora disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio“.
Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre“.
Da quel momento il discepolo la prese in casa sua. A questo punto Gesù, sapendo che tutto era compiuto, disse: “Ho sete“.
Così realizzò una profezia della Bibbia.
C´era lí un´anfora piena di aceto: bagnarono una spugna, la misero in cima a un ramo di issópo e l´accostarono alla sua bocca.
Gesù prese l´aceto e poi disse: “Tutto é compiuto“.

Abbassò il capo e morì.

(Silenzio)

 

Era la vigilia della festa: le autorità ebraiche non volevano che i corpi rimanessero in croce durante il giorno festivo, perché la Pasqua era una festa grande. Perciò chiesero a Pilato di far spezzare le gambe ai  condannati e far togliere di lí i loro cadaveri. I soldati  andarono a spezzare le gambe ai due che erano stati crocifissi insieme a Gesú. Poi si avvicinarono a Gesù e videro che era già morto. Allora non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con la lancia. Subito dalla ferita uscì sangue con acqua.
Colui che ha visto ne é testimone, e la sua testimonianza é vera.
Egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Così si avverò la parola della Bibbia che dice: -Le sue ossa non saranno spezzate-.
La Bibbia dice ancora: -Guarderanno a colui che hanno trafitto-.
Giuseppe d´Arimatéa era stato discepolo di Gesù, ma di nascosto, per paura delle autorità. Egli chiese a Pilato il permesso di prendere il corpo di Gesù. Pilato diede il permesso. Allora Giuseppe andó a prendere il corpo di Gesù. Arrivò anche Nicodémo, quello che prima era andato a trovare  Gesù di notte; portava con sé un´anfora pesantissima, piena di profumo: mirra con aloe. Presero dunque il corpo di Gesù e lo avvolsero nelle bende con i profumi, come fanno gli Ebrei, quando seppelliscono i morti. Nel luogo dove avevano crocifisso Gesù c´era un giardino, e nel giardino c´era una tomba nuova, dove nessuno era mai stato sepolto. Siccome era la vigilia della festa ebraica della Pasqua, misero lí il Corpo di Gesù.

Parola del Signore.
A: Lode a te, o Cristo.

 

 

PREGHIERA UNIVERSALE

 

Per la santa Chiesa

Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio: Il Signore le conceda unità e pace, la protegga su tutta la terra, e doni a noi, in una vita serena e tranquilla, di render gloria a Dio Padre onnipotente. Dio onnipotente ed eterno, che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutti i popoli, custodisci la Chiesa diffusa su tutta la terra, che é opera della tua misericordia, e fá che perseveri con forza, nella fede e nella testimonianza del tuo amore, anche in mezzo agli ostacoli.
Per Cristo nostro Signore. 
A: Amen.

Per il Papa

Preghiamo il Signore, per il nostro santo padre il papa Francesco: il Signore Dio nostro, che lo ha scelto, gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa, come guida e pastore del suo popolo santo. Dio onnipotente ed eterno, sapienza che regge l´universo, ascolta i tuoi figli in preghiera, e custodisci con la tua bontà il papa che tu hai scelto per noi, perché il popolo cristiano, da te affidato alla sua guida pastorale, progredisca sempre nella fede e nell‘amore.
Per Cristo nostro Signore.
A: Amen.

 

Per tutte le persone consacrate e per tutti i fedeli

Preghiamo per il nostro Vescovo Stefan e per tutti i vescovi del mondo, per i sacerdoti, per i diaconi, per le persone consacrate, per tutti coloro che svolgono un servizio nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio. Dio onnipotente ed eterno, che con il tuo Spirito guidi e santifichi tutto il corpo della Chiesa, accogli le preghiere che ti rivolgiamo, perché   secondo il dono della tua grazia tutti i membri della comunità cristiana, nel loro ordine e grado ti possano fedelmente servire e amare.
Per Cristo nostro Signore. 
A: Amen.

 

Per i catecumeni

Preghiamo per i catecumeni: il Signore, Dio nostro, illumini i loro cuori e apra loro la porta della sua misericordia, perché mediante l´acqua del Battesimo ricevano il perdono di tutti i peccati e si rivestano di Cristo Gesù, nostro Signore.Dio onnipotente ed eterno, che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, aumenta nei catecumeni la comprensione della fede, perché nati a vita nuova nel fonte battesimale, siano accolti fra i tuoi figli di  adozione. Per Cristo nostro Signore.
A: Amen.

 

Per l´unità dei cristiani

Preghiamo per tutti i fratelli e le sorelle che credono in Cristo: il Signore Dio nostro, conceda loro di essere coerenti con la verità che professano e li raduni e li custodisca nell´unità della sua Chiesa. Dio onnipotente ed eterno, che riunisci i dispersi e li custodisci nell´unità, guarda benigno alla Comunità cristiana del tuo Figlio, perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo, formino una sola famiglia, nel vincolo dell´amore e della vera fede. Per Cristo nostro Signore.
A: Amen.

 

Per gli Ebrei

Preghiamo per gli Ebrei: il Signore Dio nostro, che li scelse, primi fra tutti i popoli, ad accogliere la sua parola, li aiuti a progredire sempre nell´amore del suo  nome e nella fedeltà alla sua alleanza. Dio onnipotente ed eterno, che hai fatto le tue promesse ad Abramo e alla sua discendenza, ascolta la preghiera della tua Chiesa, perché il popolo primogenito della tua alleanza, possa giungere alla pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.  
A: Amen.

 

Per i non cristiani

Preghiamo per coloro che non credono in Cristo, perché illuminati dallo Spirito Santo, possano incamminarsi anch‘essi sulla strada della salvezza Dio onnipotente ed eterno, fá che tutti gli uomini e le donne che non conoscono il Cristo, possano conoscere la verità, camminando alla tua presenza in sincerità di cuore; e a noi, tuoi figli, concedi di entrare profondamente nel tuo mistero di salvezza e di viverlo con una carità sempre piú grande tra noi, per dare al mondo una testimonianza credibile del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. 
A: Amen.

 

Per coloro che non credono in Dio

Preghiamo per coloro che non credono in Dio, perché, vivendo con  bontà e rettitudine di cuore, giungano anch‘essi alla conoscenza del Dio vero e alla salvezza.Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore di ogni persona umana, una così profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace: fá che, al di lá di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e padre di tutti.
Per Cristo nostro Signore.  
A: Amen.

 

Per i governanti

Preghiamo per coloro che sono chiamati a governare la comunità civile, perché il Signore Dio nostro, illumini la loro mente e riscaldi il loro cuore a cercare il bene comune nella vera libertà, nella vera pace e nel rispetto di tutti i diritti umani. Dio onnipotente ed eterno, nelle tue mani sono le speranze dell‘umanità e i diritti di ogni popolo: assisti con la tua sapienza coloro che ci governano, perché, con il tuo aiuto, promuovano su tutta la terra una pace duratura, il progresso sociale, la giustizia e la libertà civile e religiosa. Per Cristo nostro Signore.  
A: Amen.

Per i tribolati

Preghiamo, Fratelli e Sorelle carissimi, Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo da ogni disordine: allontani le malattie, scacci la fame, renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi, conceda sicurezza a chi viaggia, il ritorno ai lontani da casa, la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna. Dio onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell´umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.  
A: Amen.

 

ADORAZIONE DI CRISTO CROCIFISSO

C: Ecco il legno della Croce, al quale fu appeso il Cristo,

Salvatore del mondo (tre volte) .

Venite, adoriamo.

T: Venite, adoriamo.

 

Canto: GESÚ MIO, PERDON PIETÁ!

1. Gesú mio, con grosse corde
alla colonna, chi ti legó?

Rit. Sono stati i miei peccati,
Gesú mio, perdon pietá.

2. Gesú mio, il dolce viso
Chi, crudele, ti schiaffeggiò ? Rit.

3. Gesú mio, sulle tue spalle
Chi, la croce, ti caricò? Rit.

4. Gesú mio, il sacro cuore
Chi, con lancia, ti trapassò? Rit.

5. Oh Maria, quel bel tuo figlio
Chi, l’uccise e lo straziò?

Sono stato io l’ingrato, Madre mia, perdon pietà
Sono stato io l’ingrato, Madre mia, perdon pietà

 

COMUNIONE DELL´ASSEMBLEA

Riti di Comunione

C: Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:

Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il Tuo nome
venga il Tuo Regno
sia fatta la Tua volontà
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano
rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione
ma liberaci dal male.

C: Liberaci, o Signore da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l´aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell´attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo.

A: Tuo é il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli.

C: Beati coloro che si nutrono del Corpo e del Sangue di Cristo, Agnello senza macchia.

Ecco il Cristo, l´Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo:

A: O Signore non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di´ soltanto una parola ed io sarò salvato.
 

Canto: ECCO L´UOMO

I nostri occhi hanno visto
quello che noi non avremmo voluto vedere mai!

Le nostre orecchie hanno udito
quello che noi non avremmo voluto sentire mai!

L’Uomo che non ha mai giudicato
eccolo condannato!

L’Uomo che noi non avremmo lasciato
ora è rimasto solo!

L’Uomo che tanto abbiamo cercato
noi non l’abbiamo amato!

L’Uomo che noi non abbiamo creato
ora l’abbiamo ucciso!

Nacque tra noi, visse con noi,
Uno di noi lo consegnò fu crocifisso 
dall´uomo che amava e dopo aver perdonato morì.

Nella memoria di questa Passione
noi ti chiediamo perdono, Signore,
per ogni volta che abbiamo lasciato
il tuo fratello soffrire da solo.

Rit. Noi ti preghiamo Uomo della Croce
figlio e fratello noi speriamo in Te. (2 x).

Nella memoria di questa tua Morte
noi ti chiediamo coraggio, Signore,
per ogni volta che il dono d’amore
ci chiederà di soffrire da soli. Rit.

 

Orazione dopo la Comunione

 

C: Padre che hai rinnovato il mondo con la gloriosa sofferenza, con la morte e con la risurrezione del tuo figlio Gesù, conserva in noi l´opera della tua misericordia, perché la partecipazione a questo grande mistero ci consacri e ci impegni seriamente e per sempre al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore.

A: Amen.

 

Orazione sul Popolo

 

C: Scenda, o Padre, la tua benedizione su noi tuoi figli, che abbiamo commemorato la sofferenza e la morte del tuo Figlio. Venga su di noi il tuo perdono; accresci la nostra fede, rafforza in noi la certezza nella salvezza eterna e dona a tutti noi la gioia di risorgere con Cristo, per essere sempre con te, nella tua casa di luce, di pace e di amore.
Per lo stesso Cristo nostro Signore. 
A: Amen.

   

(L’Assemblea si scioglie in silenzio)