La Risurrezione

16 Aprile 2022

LA RISURREZIONE

Salome e Susanna lasciano Maria Maddalena e vanno alla casa di Giovanna, per prenderla e andare insieme al sepolcro. Maria Maddalena, allora, da sola, corre verso la tomba dove è sepolto Gesú. Va veloce. Porta con sé la sua borsa di profumi e alcune monete in tasca, nel caso servissero per corrompere le guardie, sia quelle che stanno alla Porta Giudiziaria della cittá, da cui si esce da Gerusalemme per andare al sepolcro, sia quelle che stanno al sepolcro. È ancora buio. Nessuno la ferma. Improvvisamente avviene un breve e forte terremoto, che getta di nuovo nella paura tutti gli abitanti di Gerusalemme, ancora terrorizzati dagli avvenimenti del Venerdì precedente. La Maddalena è giá vicina all’orto dove si trova il sepolcro, quando viene colta dal potente boato. Contemporaneamente, nel cielo appare una grande luce, che scende come un fulmine, splendidissimo, tagliando a zig-zag l’aria. Maria Maddalena ne è quasi sfiorata. Si abbassa un momento, mormorando: «Dio mio!». Poi si raddrizza come un fiore, che un vento impetuoso ha fatto piegare; e, ancora più veloce, corre verso l’orto. Vi entra a passo svelto, andando verso il sepolcro di roccia. Ma, per quanto vada veloce, non arriva in tempo per vedere la pietra rotonda messa a chiusura del sepolcro, rotolare a terra, con forte rumore che si unisce a quello del terremoto, il quale, anche, se dura poco, è di una violenza tale che atterra le guardie come morte. Quando Maria arriva, vede quei soldati-carcerieri gettati al suolo come morti: non collega il terremoto con la Risurrezione. Ma, vedendo i soldati tramortiti a terra, crede che sia il castigo di Dio su di loro. Poi vedendo il sepolcro spalancato, senza il corpo di Gesú, cade in ginocchio dicendo: «Ahimé! Lo hanno rapito!». È veramente addolorata e piange. Poi si alza e corre via per andare da Pietro e Giovanni. E si dimentica di aspettare le compagne che stavano andando anche loro al sepolcro. Rifá la strada giá fatta prima e bussa furiosamente alla casa che ospitava Pietro e Giovanni. Le apre la portinaia. «Dove sono Giovanni e Pietro?», chiede affannosa Maria Maddalena. «Là», e la donna indica la sala dove avevano cenato l’ultima volta con Gesú. Maria Maddalena entra e, appena è dentro, davanti ai due, sorpresi, dice con grande affanno e sottovoce, per rispetto alla Madre di Gesú che sta nella stanza a fianco: «Hanno portato via il Maestro dal Sepolcro! Chissà dove lo hanno messo!», e per la prima volta traballa e vacilla e, per non cadere, si afferra dove può. «Ma come? Che dici?», chiedono i due. E lei, sempre con affanno: “Il sepolcro è aperto, la pietra è rotolata via ed è per terra... Chi? Chi sarà stato? Oh! venite! Corriamo...». Pietro e Giovanni si avviano subito. Maria li segue per qualche passo. Poi torna indietro. E dice alla portinaia: «Guardati bene dal far passare nessuno da Lei (e accenna alla porta della stanza di Maria, la Madre di Gesú). Ricordati che io sono la tua padrona. Ubbidisci a taci». E poi la lascia spaventata e raggiunge gli apostoli, che a gran passi vanno verso il Sepolcro...
Giovanna, intanto, dopo il terremoto, vuol tornare a casa. Susanna e Salome la riportano indietro, e subito dopo vanno anche loro verso il Sepolcro. Entrano ancora sbigottite nell’orto e vedono le guardie tramortite..., vedono una grande luce uscire dal Sepolcro aperto. Si affacciano sulla soglia della tomba e, nel buio della grotta sepolcrale, vedono una creatura luminosa e bellissima, dolcemente sorridente, salutarle dal posto dove sta. L’angelo dolcemente parla loro: «Non abbiate paura di me. Sono l’angelo del Divino Dolore. Sono venuto a dirvi che Gesù di Nazareth, il Crocifisso che voi cercate, è risorto. Non è più qui! Vuoto è il posto dove era deposto. Gioite con me. Andate. Dite a Pietro e ai discepoli che Egli è risorto, come aveva predetto». Le donne sono terrorizzate. Si calmano un poco in aperta campagna e si consigliano. Che fare? No. Non possono dire nulla, né agli amici, né a nessuno. Impaurite, ammutolite, tornano da un’altra strada verso casa. Entrano e si rifugiano nella sala dell’Ultima Cena di Gesú. Neppure chiedono di vedere Maria, la Madre di Gesú. Pensano che quanto hanno visto sia un inganno del Demonio. Umili come sono, pensano che sia stato Satana che le ha volute impaurire per allontanarle di là».
Maria d’Alfeo, Marta e Giovanna, che nel frattempo si é ripresa dalla paura, visto che nulla succede di nuovo, decidono di andare anche esse al sepolcro, dove sono sicure che le compagne le aspettano. Escono nelle strade, dove ormai c’è piú gente, alcune di esse impaurite, che commentano il nuovo terremoto. Ma, mentre esse vanno là, nell’orto sono già arrivati Pietro e Giovanni, seguiti dalla Maddalena. E Giovanni, più svelto, giunge per primo al Sepolcro. Le guardie non ci sono più. E non c’è piú nemmeno l’angelo. E nemmeno Susanna e Salome. «Non c’è proprio, Pietro! Maria ha visto bene. Vieni, entra, guarda», dice Giovanni. Pietro, col fiato grosso per il gran correre fatto, entra nel Sepolcro. «Non c’è, Giovanni! Non c’è!”. Giovanni si alza in piedi ed entra. E, mentre entra, Pietro scopre il sudario posto in un angolo, ben piegato e con dentro la sindone arrotolata con cura. «Lo hanno proprio rapito. Le guardie erano qui non per noi, ma per permettere il rapimento... E noi che le abbiamo lasciate fare. Con l'andarcene lo abbiamo permesso!». «Oh! dove lo avranno messo?». «Pietro! Pietro! Ora... è proprio finita!». I due discepoli sono distrutti. «Andiamo, donna. Tu lo dirai alla Madre...». “Io non vengo via. Io rimango qui”. Avvilita, si accascia al suolo, proprio presso la porta, e piange, mentre gli altri vanno via lentamente. Poi si alza e guarda dentro, e fra le lacrime vede due angeli seduti a capo e a piedi della pietra dove era stato posto Gesú. «Perché piangi, donna?», chiede uno dei due luminosi fanciulli, perché gli angeli hanno l’aspetto di adolescenti bellissimi. «Perché hanno portato via il mio Maestro e non so dove lo hanno messo». Maria non ha paura a parlare con loro, non chiede: «Chi siete?». Nulla. Il giovane angelo guarda il compagno e sorride. E l’altro pure.  Maria si volta per vedere che fanno. E vede un Uomo, bellissimo, che non so come non possa riconoscerlo subito. Un Uomo che la guarda con amore e le chiede: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».  E Maria fra i singhiozzi: "Hanno preso il mio Maestro!  Degli uomini hanno rubato il mio Amore e con esso mi hanno tolto tutto... Se sei tu che lo hai portato via, dimmi dove lo hai messo". «Maria!». Gesù è raggiante nel chiamarla. «Rabbuní!». Il grido di Maria è veramente “il grande grido” che chiude il ciclo della morte. Maria si alza in un istante, corre ai piedi di Gesù, li vorrebbe baciare. Gesù la scosta, toccandola appena, con la punta delle dita, presso la fronte: «Non mi toccare! Non sono ancora salito al Padre mio con questa veste. Va’ dai miei fratelli e amici, e di’ loro che Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro. E poi verrò da loro». E Gesù scompare, in una luce insostenibile. Maria bacia la terra dove Egli era e corre verso casa. Entra come un razzo, perché il portone è socchiuso; apre la porta della stanza di Maria, la Madre di Gesú e le si abbandona sul suo cuore, gridando: «È risorto! È risorto!», e piange di gioia. Pietro e Giovanni l'hanno seguita nella stanza. La Maddalena alza il capo dal petto di Maria e dice: «L’ho visto! Gli ho parlato. Mi ha detto che sale al Padre e poi viene. Come era bello!», e piange come non ha mai pianto, Ma Pietro, e anche Giovanni, restano molto dubbiosi. Si guardano, ma il loro occhio dice: «Immaginazione di donne!». Maria, la Madre beata, tace sorreggendo la Maddalena. Allora la Madre, che ha sempre sul cuore la Maddalena che piange per la sua troppo grande gioia, dice una breve frase: «È realmente risorto. Io l’ho avuto fra le braccia e ne ho baciato le Piaghe». Pietro non osa più negare... E urla: «Ma allora, bisogna farlo sapere agli altri. A quelli dispersi per le campagne... Su, muovetevi!".



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