Piccole perle della vita di D. Bosco

21 gennaio 2022

PICCOLE PERLE
DELLA VITA DI DON BOSCO

* Nelle vacanze scolastiche dell'anno 1878, si presentò a Valdocco il capostazione di Torino accompagnato da un ragazzo sui sedici anni, figlio di un suo amico e stu­dente di tecnica, chiedendo di visitare l'Oratorio. Don Bosco, che si trovava in cortile, salutato il capo­stazione, si offrì egli stesso di accompagnarli, facendo il giro della casa e fornendo le più esatte spiegazioni di ogni cosa. Quando furono per congedarsi, don Bosco, salutato il capostazione, batté la mano sulla spalla del giovane e gli disse: - Quanto a te, Albanello, fermati qui, ché ho biso­gno di parlarti. Nessuno aveva detto a don Bosco il nome del giova­ne. Il poveretto restò come intontito, sentendolo pro­nunziare da don Bosco, e lo seguì come un automa. Giunto in camera sua, il Santo soggiunse: - Ed ora inginocchiati, perché devi confessarti. - Ma sono parecchi anni che non mi confesso... - Lo so, lo so; ed è per questo che ti dico di confes­sarti. - Ma ci vorrebbe un po' di preparazione. - Non occorre. Io ti farò la storia di tutta la tua vita, e tu giudicherai se ho indovinato. Quando ebbe terminato lo interrogò: - Ebbene, Albanello, ho indovinato? - Fin troppo! - rispose Albanello quasi sbalordito. - Ora, domandane perdono al Signore; poi ti assol­verò. Quel giovane pianse come non aveva pianto mai, poi, alzatosi, voleva congedarsi ma il Santo, posandogli la mano sul capo, continuò: - Non basta, Albanello: la Madonna ti vuole qui, e tu ritornerai all'Oratorio, ti fermerai con don Bosco che ti darà l'abito da prete e ti manderà missionario. - Oh, non so... vedremo! - Sì... lo vedremo, e vedrai se indovinerò. L'Albanello partì ringraziando, ma ruminando in cuor suo: «Questo poi no!... Né prete, né tanto meno missionario!». Passarono intanto le vacanze ed Albanello, vinto e stravinto dalla vocazione, si presentò all'Oratorio. In due anni, compì il ginnasio; nel 1880 vestì l'abito per mano di don Bosco; e nel 1882, partì missionario nel Brasile. Di là, ogni volta che scriveva a don Bosco, ricordava la storia della sua vocazione.

** Nel Maggio 1869, D. Bosco si era recato a Lanzo Torinese per la festa di san Filippo Neri, patrono di quel suo primo colle­gio. Là trovò tutti in desolazione, perché ben sette ragazzi erano colpiti dal vaiolo, che minacciava di esten­dersí a tutta la casa. A quella notizia, don Bosco esclama: - Già! festa e vaiolo non stanno insieme. Andate a preparare i loro vestiti, che salirò a benedirli. Alla vista di don Bosco, i malati gridarono: - Don Bosco, don Bosco, possiamo alzarcí? Ci dia la sua benedizione! - Avete fede nella Madonna? - Sì! - Allora, alzatevi! Don Bosco li benedisse e si ritirò. Tutti si alzarono, si vestirono, e si precipitarono in cortile, eccetto uno, un certo Baravalle, che, dubitando di essere guarito veramente, per precauzione se ne sta a letto. Alla sera, viene il medico per la visita, e, sapendoli alzati in cortile in quella giornata umida e fredda, s'in­quieta, grida all'imprudenza, giudica che quell'atto sa­rebbe stato fatale, e va direttamente all'infermeria, ove non tro­va che soltanto il prudente Baravalle, il quale, con le cure premu­rose del dottore, guarì dopo venti giorni, mentre gli altri, guariti all'istante, da 20 giorni correvano e cantavano allegramente.

*** A Nizza, vedendo che la sua casa si era fatta troppo piccola per il gran numero di giovani che chiedevano d'essere accolti, decise di acquistarne una più grande. Gli fu indicata una villa in Piazza d'armi; però gli si disse subito: - Caro don Bosco, quella andrebbe bene, ma!... - Che ma? - È troppo costosa; pretendono 90 mila lire. - E che cosa sono mai 90 mila lire?! - Novantamila lire, sono novantamila, e lei dove le troverà? - Le troverà la Provvidenza. - Eh, sì!... Lei ha un bel dire la Provvidenza... ma intanto, non ha un soldo in tasca. - Io non ho niente; ma se Dio vuole l'ampliamento dell'Istituto, farà trovare il denaro per comperare la casa. Si faccia il contratto. Il comando di don Bosco non ammetteva repliche. Il contratto fu concluso subito; il denaro fu subito trovato, il prezzo pagato e la bella villa Gauthier, grande, magnifica, capace di oltre 300 persone, passò alle opere di don Bosco, e col nuovo anno, si riempì di ragazzi irrequieti, che la facevano echeggiare delle loro grida e dei loro canti più gioiosi. Don Bosco esclamava poi: - Vedete che villa Gauthier è nostra, anche in bar­ba alle novantamila lire! Oh! La Provvidenza!... la Prov­videnza!!! Essa ha le braccia più lunghe assai della nostra poca fede.

**** Nei suoi ultimi anni, trovandosi il Santo a Mathi To­rinese per un po' di riposo, non faceva che sognare i suoi figlioli ed esprimere il desiderio di fare di più per loro. Quand'ecco, riceve da una ricca benefattrice una offer­ta di L. 2500 per una grazia ricevuta da D. Bosco, chiedendo ancora pre­ghiere per una nuova grazia. D. Bosco risponde subito, e promette che avrebbe pregato e fatto pregare. Poco dopo riceve, dalla stessa signora, un'altra offerta di lire tremila. Don Bosco ringrazia di nuovo più sentitamente, promettendo di nuovo preghiere. La signora manda una terza offerta di diecimila lire. Allora il Santo, volgendosi ai confratelli della casa, esclamò: - Ora mi trovo davvero negli imbrogli! Ditemi voi come debbo comportarmi. Costei non la vuol smettere! E rideva di un sorriso angelico, mentre due grosse lacrime gli rigavano il viso.

***** Si presentò un giorno a don Bosco un suo religioso laico il quale, allettato dalle belle promesse dei pa­renti, prese a dirgli che da qualche tempo trovava pesante la vita religiosa, e quindi desiderava ritornarsene a casa sua. Don Bosco l'ascoltò attentamente e poi rispose: - Ho capito tutto!... tu dunque vuoi lasciare la no­stra casa, perché vi trovi qualche spina, e vuoi ritornare in famiglia ove tutto ti pare rose e fiori. Ebbene, va' pure!... ma ci rivedremo al cader delle rose. Egli lo salutò contento, gli baciò ripe­tutamente la mano, e se ne andò. Il suo arrivo in famiglia fu salutato con una festa, con pranzo e cena, e inviti anche dagli amici e conoscenti. Ma col passare delle settimane e dei mesi, incomin­ciarono le difficoltá, le parole dure, le risposte pungenti, i tratti scortesi, i diverbi, le provocazioni, le liti, fino al punto in cui ad una sorella, la più affezionata, sfuggì la parola « rinnegato!». Fu l'ultima punzecchiata al cuore del povero ragazzo. Non mangiò più, non dormì più. Radunò i suoi vestiti, rifece le sue valigie e... via a Torino all'Orato­rio, ove buttandosi ai piedi di don Bosco, esclamò: - Padre, anche se non ne son più degno, mi accolga ancora fra i suoi figli! Don Bosco, che già lo attendeva, lo rialzò sorridente, e gli disse: - Te lo avevo detto che, al cader delle rose, ci sa­remmo riveduti!... Orbene, va', ripiglia il tuo posto, ri­torna alle tue occupazioni, e non pensare più né alla casa, né ai parenti. Ti deve bastare il mio amore.



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