I fioretti di S. Antonio

Giugno 2021

I FIORETTI DI S. ANTONIO

1) Un giorno di Giugno, quando ormai il grano era pronto per la mietitura, suo padre Martino portò il figlio Antonio, che ancora non si chiamava Antonio, ma Fernando, in una campagna di loro proprietá alla periferia di Lisbona. Appena arrivati si accorsero che migliaia di uccelli stavano beccando indisturbati il grano. Il padre Martino, arrabbiatissimo, andó subito a chiamare i contadini, suoi dipendenti perché scacciassero tutti quegli uccelli. Intanto disse a suo figlio Antonio, di cominciare a spaventare i passerotti per farli allontanare, in attesa dei contadini. Aveva appena cominciato a scacciare qualche passerotto, quando improvvisamente cominciò a suonare la campana della chiesa del paese che chiamava i contadini ad andare in chiesa per la preghiera del tramonto. Antonio non sapendo cosa fare, se ubbidire alla campana ed andare in chiesa o ubbidire al padre e continuare a scacciare gli uccelli, ad un certo punto ebbe una illuminazione: si rivolse a tutti gli uccelli e disse loro di allontanarsi dal campo e di entrare tutti nel granaio fino a quando lui non fosse ritornato dalla chiesa. I passerotti ubbidirono tutti: a migliaia volarono nel granaio. Quando il padre insieme ai contadini tornò e scoprì che tutti i passerotti erano chiusi nel granaio, non poté far altro che rimanere meravigliato. Quando Antonio tornó dalla chiesa, ordinó ai passerotti di allontanarsi, volando liberi e felici nel cielo! E cosí fu. Per questo sant'Antonio è invocato dai contadini anche come patrono dei campi di grano!

2) L’invidia non è solo una brutta e stupida caratteristica di certe persone, ma è anche una pessima e stupidissima caratteristica del diavolo. Il demonio ha invidia delle persone che pregano e che sono impegnate a fare il bene, per questo le distrae e le disturba in vari modi, mentre non si interessa delle persone che giá camminano per la strada del male e che sono già schiave di lui. Ebbene il demonio si rodeva il fegato, si riempiva di bile velenosa, di rabbia e di invidia per la grande santità del piccolo Antonio. Antonio era ancora un fanciullo, ma il demonio lo tormentava continuamente, e gli appariva sotto forma di bestie schifose per fargli paura e distrarlo dalle preghiere. Il ragazzo, peró, non si lasciava spaventare; anzi un giorno fece come gli aveva insegnato sua madre: con un dito fece un segno di croce a terra vicino al posto dove stava inginocchiato a pregare; in quel punto, a terra, restò miracolosamente scolpito, il segno della croce che aveva fatto. Antonio baciò quella croce, e il demonio, che non se l’aspettava da quel ragazzino, restò confuso e vinto e con rabbia, lanciando forte grida, se ne scappó, lasciando in pace il piccolo ragazzo che continuó indisturbato la sua preghiera.

3) Un giorno, a Roma, per ordine del Papa, in occasione di un Concilio, Antonio fece un discorso a moltissimi pellegrini, che erano venuti da tutta Europa e anche dall’Africa per pregare e fare penitenza sulla tomba degli Apostoli Pietro e Paolo. Erano greci, latini, francesi, tedeschi, slavi, inglesi e di altre lingue. E cosa successe? Successe che mentre Antonio parlava in italiano, tutti gli ascoltatori con grande meraviglia, lo capivano chiaramente, perché ognuno lo sentiva parlare nella propria lingua. Disse cose così belle, cosí nobili e cosí straordinarie che tutti ne rimasero a bocca aperta, anche il Papa, che da allora in poi cominciò a dare un soprannome ad Antonio: “Arca del Testamento”, che è come dire “Arca di Scienza”. 

4) Un giorno mentre Antonio lavorava, passó col carretto, un uomo col figlio. Quell’uomo, immaginando che Antonio gli avrebbe chiesto un aiuto, disse al figlio: “Fai finta di essere morto, così fra’ Antonio non ci chiede niente e ci lascia in pace”. Il ragazzo si distese sul carretto come morto. Sant'Antonio quando quell’uomo passò vicino col carretto, disse: “Per favore, potete aiutarmi a portare qualche pietra, visto che avete il carretto?”. Quell’uomo disse: “Non posso, sto andando a seppellire mio figlio, che è morto”. Sant'Antonio lo guardó e gli disse: “E va bene, sia come dici”. L'uomo se ne andó contento di essersi liberato di quel fastidio, e svoltato l'angolo, disse al figlio: “Dai su alzati, che abbiamo scampato di doverlo aiutare!”. Il figlio però non si alzava. L'uomo lo guardó, lo esaminó e si accorge che era morto sul serio! Impaurito e spaventato fece subito marcia indietro, tornó dal santo e lo pregó con tutto il cuore di avere pietà e di perdonarlo. Sant'Antonio ebbe pietá e disse al morto: “Ragazzo alzati!”, e quello subito si rialzó. Da allora in poi, l'uomo si mise a servizio di Antonio, lo aiutò nella costruzione della chiesetta e smise di fare “il furbo” con Dio.

5) Una donna disperata aveva deciso di togliersi la vita, perché il marito la umiliava, la maltrattava e la tradiva continuamente. Mentre stava per impiccarsi, fu fermata dall'arrivo di un frate che, parlando con lei, la convinse a non uccidersi e le restituí la pace. Il frate era sant'Antonio. La notte dopo, poi, S. Antonio apparve al marito di quella donna, gli fece vedere come, con la sua pessima condotta, si stava trasformando in una bestia schifosa e gli mostrò anche il posto che lui stesso si stava preparando nell’inferno. Quell’uomo si spaventò molto. Chiese perdono a Dio, si convertì, si riconciliò con la moglie e cambiò completamente la sua condotta.

6) il 13 giugno, sapendo di essere in punto di morte, Antonio chiese di essere trasportato nella chiesa di Santa Maria Mater Domini di Padova, ma durante il viaggio le sue condizioni peggiorano ed i confratelli, vedendolo incosciente, decisero senza consultarlo di tornare indietro. Nella nebbia della calura estiva Antonio vide una donna piangente, che teneva in braccio un bambino completamente nudo, abbandonato come se fosse morto. Interrogata prudentemente da Antonio disse di essere fuggita, perché uomini cattivi la inseguono per uccidere il bimbo; si offre di aiutarla e prende delicatamente in braccio il bambino, che si sveglia e gli sorride. Anche la donna alza finalmente il capo e sorride: Antonio riconosce la Vergine Maria. La tradizione vuole che Antonio a questo punto sia tornato sano e sia morto cantando un inno mariano. Aveva una splendida voce da tenore.

7) Antonio mentre pregava, da solo, nella camera, il padrone che lo aveva ospitato occhieggiando di nascosto attraverso il buco della serratura, vide comparire tra le braccia di Antonio un bimbo bellissimo e gioioso. Il Santo lo abbracciava e baciava, contemplandone il viso con amore incessante. Quel cittadino, stupefatto ed estasiato per la bellezza di quel bambino, andava pensando fra sé donde fosse venuto un pargolo così leggiadro. Quel bimbo era il Signore Gesù. Egli rivelò al beato Antonio che l'ospite lo stava osservando. Dopo lunga preghiera, scomparsa la visione, il Santo chiamò il cittadino e gli proibì di manifestare a chiunque, lui vivente, ciò che aveva veduto.

8) Antonio si era recato a diffondere la parola di Dio, quando alcuni eretici tentarono di dissuadere i fedeli che erano accorsi per ascoltare il santo, Antonio allora si portò sulla riva del fiume che scorreva a breve distanza e disse agli eretici in modo tale che la folla presente udisse: Dal momento che voi dimostrate di essere indegni della parola di Dio, ecco, mi rivolgo ai pesci, per confondere la vostra incredulità. Ed incominciò a predicare ai pesci sulla grandezza e magnificenza di Dio. Mano a mano che Antonio parlava sempre più pesci accorrevano verso la riva per ascoltarlo, elevando sopra la superficie dell'acqua la parte superiore del loro corpo e guardando attentamente, aprendo la bocca e chinando il capo in segno di riverenza. Gli abitanti del villaggio accorsero per vedere il prodigio, e con essi anche gli eretici che si inginocchiarono ascoltando le parole di Antonio. Una volta ottenuta la conversione degli eretici il Santo benedisse i pesci e li lascio andare.

9) Mentre confessava, Antonio ricevette un ragazzo che per un colpo d'ira aveva preso a calci la madre. Antonio commentò che per un'azione tanto grave avrebbe meritato che gli venisse amputato un piede, ma vedendolo sinceramente pentito lo assolse dai suoi peccati. Arrivato a casa il ragazzo prese un'accetta e si tagliò il piede emettendo un forte grido. La madre, accorsa, vide la scena e si recò da Antonio accusandolo dell'accaduto. Antonio allora si recò nella casa del ragazzo e riattaccò il piede alla sua gamba senza che rimanesse alcuna cicatrice.

10) A Ferrara vi era un cavaliere estremamente geloso della moglie, che era molto bella e dolce. Rimasta incinta, la accusò ingiustamente di adulterio e una volta nato il bambino, che aveva la carnagione abbastanza scura, il marito si persuase ancora di più che questa l'avesse tradito. Al battesimo del bambino, mentre il corteo si recava in chiesa con il padre, parenti ed amici, Antonio passò di li e, sapendo delle accuse del cavaliere, impose al bambino di dire, nel nome di Gesù, chi fosse suo padre. Il bambino, nato da poco, puntò il dito verso il cavaliere e poi, con voce chiara, disse: "questo è mio padre!". La meraviglia dei presenti fu grande, e soprattutto quella del cavaliere che ritrasse tutte le accuse verso la moglie e visse con lei felicemente.

11) Mentre frate Antonio predicava a Firenze, morì un uomo molto ricco che non aveva voluto ascoltare le esortazioni del Santo. I parenti del defunto vollero che i funerali fossero splendidi e solenni e per questo invitarono frate Antonio a tenere l'elogio funebre. Grande fu la loro indignazione quando udirono il santo frate commentare le parole del Vangelo: «Dove è il tuo tesoro, ivi è il tuo cuore» (Mt 6,21), dicendo che il morto era stato un avaro ed un usuraio. Per rispondere all'ira dei parenti ed amici il Santo disse: "Andate a vedere nella sua cassaforte e vi troverete il cuore". Essi andarono e, con grande stupore, lo trovarono palpitante in mezzo al denaro e ai gioielli.
Chiamarono pure un chirurgo perché aprisse il petto al cadavere. Questi venne, fece l'operazione e lo trovò senza cuore. Dinanzi a tale prodigio parecchi avari e usurai si convertirono e cercarono di riparare al male compiuto.
Non cercare le ricchezze che rendono l'uomo schiavo e lo mettono in pericolo di dannarsi, ma la virtù, la sola gradita a Dio. Per tale motivo, la cittadinanza lodò con entusiasmo Dio e il suo Santo. E quel morto non fu deposto nel mausoleo preparatogli, ma trascinato come un asino sul terrapieno e colà sotterrato.

12) Un giorno andò da lui un grande peccatore, deciso di cambiar vita e di riparare a tutti i mali commessi. S'inginocchiò ai suoi piedi per fare la confessione però era tale la sua commozione da non riuscir ad aprire bocca, mentre lacrime di pentimento gli bagnavano il volto. Allora il santo frate lo consigliò di ritirarsi e di scrivere su un foglio di carta i suoi peccati. L'uomo obbedì e ritornò con una lunga lista. Frate Antonio li lesse a voce alta, poi riconsegnò il foglio al penitente che se ne stava in ginocchio. Quale fu la meraviglia del peccatore pentito, quando vide il foglio perfettamente pulito! I peccati erano spariti dall'anima del peccatore e cosi pure dalla carta.

13) II grande numero di ascoltatori che accorrevano alle prediche di frate Antonio e le conversioni ch'egli otteneva, riempivano sempre più di odio gli eretici di Rimini, che pensarono di farlo morire avvelenato. Un giorno finsero di voler discutere con lui su alcuni punti del catechismo e lo invitarono ad un pranzo. Il nostro fraticello, che non voleva perdere l'occasione per fare del bene, accettò l'invito. Ad un certo momento gli fecero mettere dinanzi una pietanza avvelenata. Frate Antonio, ispirato da Dio, se ne accorse e li rimproverò dicendo: "Perché avete fatto questo?". "Per vedere - risposero - se sono vere le parole che Gesù disse agli Apostoli: «Berrete il veleno e non vi farà male»".
Frate Antonio si raccolse in preghiera, tracciò un segno di croce sul cibo e poi mangiò serenamente, senza riportarne danno alcuno. Confusi e pentiti della loro cattiva azione, gli eretici domandarono perdono, promettendo di convertirsi.

14) Frate Antonio riuscì a salvare il padre, falsamente accusato. Mentre Antonio si trovava a Padova, nella città di Lisbona, un giovane uccise di notte un suo nemico e lo seppellì nel giardino del padre di Antonio. Trovato il cadavere, venne accusato il padrone del giardino. Costui cercò di dimostrare la sua innocenza, ma non riuscì. Il figlio, saputo ciò, andò a Lisbona e si presentò al giudice dichiarando l'innocenza del genitore, ma questi non volle credergli. Il Santo allora fece portare in tribunale il cadavere dell'ucciso e, tra lo spavento dei presenti, lo richiamò in vita e gli domandò: "E stato mio padre ad ucciderti?". Il risuscitato, mettendosi a sedere sul lettino, rispose: "No, non è stato tuo padre" e ricadde supino, ritornando cadavere. Allora il giudice, convinto dell'innocenza di quell'uomo, lo lasciò andare.

15) Un giorno nella città di Limoges, in Francia, il Santo teneva un discorso all'aperto perché nessuna chiesa poteva contenere il grande numero di ascoltatori accorsi. All'improvviso il cielo si coprì di dense nubi che minacciavano di precipitare in un grande acquazzone. Alcuni ascoltatori impauriti, cominciarono ad andarsene, ma frate Antonio li richiamò assicurando loro che non sarebbero stati toccati dalla pioggia. Infatti la pioggia cominciò a cadere a dirotto tutto intorno, lasciando perfettamente asciutto il terreno occupato dalla folla. Terminata la predica, tutti lodarono il Signore per il prodigio che aveva compiuto e si raccomandarono alle preghiere del santo frate così potente contro le insidie del demonio.
 

 



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