Lettera quaresimale dell'Arcivescovo di Freiburg Stephan Burger

LETTERA PASTORALE DELL’ARCIVESCOVO
STEPHAN BURGER
A TUTTI I CATTOLICI DELLA DIOCESI DI FREIBURG

Carissime sorelle e carissimi fratelli!
Dopo mesi e settimane di limitazioni, mantenimento di distanze e di solitudine, il versetto del Salmo 31 suona come una promessa particolare: “Non mi hai consegnato nelle mani del nemico, hai posto i miei piedi in un luogo spazioso”.

La pandemia ci ha scossi, abbiamo dovuto fare nuove esperienze e capire che nonostante tutti i nostri progetti e il nostro impegno, la vita non sta nelle nostre mani. Questo giá lo sapevamo, peró farne personalmente l´esperienza ci aiuta a capire coloro che si trovano in situazioni simili. Notizie su pandemie o catastrofi naturali noi le conoscevamo come avvenimenti che succedevano in altre parti del mondo; adesso un virus ci ha dimostrato che malattie o calamitá non conoscono frontiere. Come persone umane, noi siamo attaccabili in molti punti di vista: dal punto di vista personale: parecchi di noi hanno dovuto fare esperienza di come questo virus abbia portato confusione nella propria vita familiare. Feste e incontri sono dovuti essere cancellati o rimandati. Progetti futuri sono stati congelati; persone a noi vicine si sono ammalate o sono morte. Spesso non è stato possibile nemmeno accompagnarli o addirittura nemmeno aver potuto dar l´ultimo saluto.
Questa vulnerabilità si è mostrata anche nella vita sociale: ognuno di noi è stato ed è ancora colpito in vari modi, attraverso le restrizioni nella scuola, nelle universitá, sul posto di lavoro, in casa, nella nostra vita collettiva, culturale e religiosa. La pandemia ci fa riflettere anche su un’altra crisi globale. Il nostro clima sta cambiando e noi uomini abbiamo la nostra buona parte di responsabilitá. Siamo tutti responsabili della creazione e della sua conservazione.
Il tema della vulnerabilità viene quest´anno rappresentato anche da una immagine presentata dalla Misereor: la radiografia di un piede spezzato di una persona. Il fatto è vero: la persona fu ferita durante una dimostrazione contro le ingiustizie sociali attraverso la violenza nello stato di Santiago del Cile. Questa immagine ci mostra che ognuno di noi deve combattere e cavarsela nelle sue sofferenze. Le nostre ferite hanno bisogno dell´aiuto di altri per essere guarite. Contemporaneamente sappiamo che in molti luoghi del mondo a causa delle strutture e pessimi rapporti umani, vengono calpestati la dignitá e i diritti dell´uomo. Papa Francesco nella sua enciclica “Fratelli tutti” che è stata pubblicata ad ottobre dell´anno scorso, ci spinge a pensare in modo universale, prendere in considerazione la grande famiglia del mondo. Non ci dovremmo dimenticare soprattutto dei diritti umani che ogni giorno vengono calpestati. Si, siamo vulnerabili in vari e molteplici modi. Peró nonostante questa vulnerabilità, non dobbiamo perdere la speranza. La vulnerabilitá viene superata attraverso il dono di vita e l´amore di Gesú per noi, come viene espresso nella lavanda dei piedi; ma anche attraverso la donna che unge i piedi di Gesú. Bisogna prepararsi a donare, bisogna far pratica nell’amore. Certo ci vuole tempo; ed è per questo che ci sono i 40 giorni di Quaresima. L’impegno ad andare avanti, nella vita e  nell'amore divino, é ció che rappresenta l'arcobaleno del libro della Genesi, che Dio ha posto tra le nuvole e di cui ci parla la prima lettura di oggi. È una conferma che non sono le scene di declino, non è la Pandemia e le calamitá che determinano la nostra vita, ma soltanto la speranza nel Dio della vita, che in Gesú Cristo ci dona la salvezza e la redenzione. Con questa speranza e fiducia possiamo rivolgerci a Gesú Cristo con tutto ció che ci addolora o ci ferisce, in qualsiasi campo. Cristo ci insegna l´arte della vita, perché è questa la nostra vocazione. Noi siamo chiamati a vivere con lui, con lui a vincere i nostri limiti, la nostra vulnerabilitá e la nostra morte, per afferrare la larghezza dell´amore divino. Con questa fiducia percorriamo questi santi 40 giorni per aprirci piú profondamente al suo amore e lasciarci guarire da Lui, ascoltando il messaggio di Gesú, nell´incontro con il prossimo e partecipando ai suoi sacramenti.
Vi benedica il Dio-Trinitá, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.

 

 

 

 



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