O la borsa o la vita

Festa di D. Bosco

O LA BORSA O LA VITA

«Un prete è sempre prete, diceva spesso Don Bosco, e tale deve dimostrarsi in ogni circostanza ed in ogni sua parola. Un sacerdote deve sempre avere come obiettivo la salvezza delle anime, e non deve mai permettere che chi si avvicina a lui, se ne vada via, senza aver udito una buona parola». Alle parole corrispondevano i fatti. Una sera buia, mentre D. Bosco tornava a casa attraverso un sentiero di campagna, fu fermato da uno sconosciuto, il quale puntandogli addosso un coltello, gli disse: “O la borsa o la vita!”. Don Bosco, dopo un primo momento di paura, si fermò, lo fissò un istante negli occhi, e poi gli disse: “Abbi pazienza!”. “Ma che pazienza e pazienza, o i soldi, o t’ammazzo!”. “Denari per te non ne ho”, continuó D. Bosco, “in quanto alla vita, non è mia, me l'ha data Dio, ed egli solo se la puó riprendere”. Quantunque quell'individuo avesse il cappello sugli occhi, Don Bosco riconobbe in lui Antonio Cortese, un giovane che aveva incontrato nelle carceri di Torino, dal­le quali era uscito da pochi giorni per sua raccomanda­zione. D. Bosco lo chiamò per nome e continuò sottovoce: “Come! Tu, Antonio, fai questo brutto mestiere?! Così mantieni le promesse che mi hai fatte là a Torino?”. Quel povero disgraziato, che nel frattempo aveva riconosciuto Don Bosco, tutto umiliato e pieno di vergogna, cominció a balbettare: “Oh! Don Bosco, mi perdoni! Non l'avevo ricono­sciuto... le chiedo perdono!”. “Non basta, mio caro Antonio; bisogna cambiar vita”. “Glielo prometto, D. Bosco!”. “Non basta ancora; bisogna incominciare subito, e confessarsi”. “Sí, sì... mi confesserò!”.  “E quando?”, disse D. Bosco. “Anche subito, se vuole..., solo che non sono preparato”. “Ti preparerò io; ma tu prometti al Signore di farla finita per sempre con questa vitaccia”. “Sì, lo prometto!”. Don Bosco, lo prese per mano, si ritirò sul margi­ne del sentiero di campagna e lo fece inginocchiare. Quel poveretto si confessò con tutti i segni di un vero pentimento. E D. Bosco gli regalò una medaglia e quel poco di soldi che aveva in tasca. Il giorno seguente lo fece venire da lui a Tori­no e gli trovó un lavoro che lo fece per tutta la vita, con impegno, con serietá e con onore, divenendo un buon cristiano e un buon padre di famiglia.

 



Vai all'archivio »