Il calzolaio

30 Marzo 2019

IL CALZOLAIO

C’era una volta un calzolaio molto povero, che peró era sempre di buon umore. Era cosí felice che cantava dalla mattina alla sera. I bambini accorrevano continuamente e si mettevano affacciati alla sua finestra, che teneva sempre aperta, per ascoltare le sue canzoni allegre e cantare con lui. Nella casa accanto, viveva un uomo molto ricco. Egli trascorreva notti intere a contare i suoi soldi e poi andava a letto la mattina. Ma non riusciva a dormire a causa del canto del calzolaio. Un giorno, capí come avrebbe potuto impedire al calzolaio di cantare. Invitó il calzolaio ad andare a trovarlo. Un po’ incerto, ma onorato, il calzolaio si mise il vestito della festa e si presentó a casa del riccone. Con sua grande sorpresa, il ricco gli regaló un grossa borsa. Quando il calzolaio tornó a casa, aprí la borsa. Rimase sbalordito: era piena di monete d’oro. Mai in tutta la sua vita aveva visto cosí tanti soldi. Li contó e ricontó, mentre i bambini alla sua finestra aspettavano inutilmente la canzone. Ora il calzolaio era tutto preso dai soldi che non aveva tempo per cantare. Era cosí preoccupato che se li portó nel letto, la notte. Ma anche lí pensava alle monete d’oro e non riusciva a dormire. Allora si alzó e portó i soldi in soffitta. Peró continuava ad aver paura che non fossero al sicuro neppure lá. Pensó allora di nasconderli nel camino della cucina, ma l’ansia continuava a roderlo dentro. “Li metteró nel pollaio. Nessuno li cercherá in mezzo alle galline”, decise per un momento. Ma era ancora nervoso. Scavó in fretta una buca profonda nel suo giardino e seppelli borsa e soldi lá dentro. Peró era sempre cosí preoccupato per quei soldi, che non riusciva piú a fare scarpe. Né riusciva piú a cantare. Cosí i bambini smisero di andare a trovarlo. Alla fine il calzolaio era cosí infelice che disseppellí la borsa e le monete d’oro e tornó dal vicino. “Per favore, riprenditi questi soldi”, disse. “La preoccupazione mi ha fatto ammalare e ho perso il buon umore e tutti i miei piccoli amici. Preferisco essere di nuovo un povero calzolaio come prima”. Si sentí di nuovo felice e ricominció a lavorare e a cantare. Dalla sua finestra si riaffacciarono numerosi i suoi piccoli amici.

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Se sappiamo accontentarci,
possiamo liberarci
dalla nostra interminabile lotta
e dare il benvenuto alla serenitá.
Se sappiamo accontentarci,
possiamo godere il tempo
che trascorriamo con la persona
che amiamo e che ci sta accanto.
Se sappiamo accontentarci
possiamo fare pace
con il nostro passato
e lasciar perdere tutti i pesi inutili.
Quando saremo a nostro agio
con noi stessi,
gli altri si avvicineranno a noi
e ci vorranno bene
per ció che siamo.



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