Piacevolezze su Don Bosco

2 Febbraio 2019

PIACEVOLEZZE SU D. BOSCO

Don Bosco aveva più volte udito parlare di una certa Con­tessa, persona molto ricca e molto religiosa, e desiderava farne conoscenza, ma le circostanze gli avevano sempre impedito di stringere relazione. Sapeva che essa aveva una innocua debolezza: si piccava di essere giovane, e si offendeva fortemente se qualcuno accennasse alla sua età avanzata. E siccome aveva una figlia che oltrepassava i trent'anni e che la gente chiamava la Contessa giovane, era per lei insopporta­bile essere chiamata la Contessa vecchia. Un giorno D. Bosco si incontrò all'improvviso con questa Contessa (vecchia), la quale gli chiese: “Scusi, sarebbe lei don Bosco?” “Per servirla, signora! E da chi ho l'onore di essere interrogato?”. “Sono la Contessa XY..”. Don Bosco colse a volo l'occasione, e subito soggiunse: “Oh, la Contessa XY! Son proprio felice di questo incontro. E la signora Contessa sua madre come sta?” . “Mia madre?... È da un pezzo che il Signore l'ha presa con sé”. “Ma come? Sento sempre dire che sta benissimo e che è sempre giovane ed arzilla”. “Guardi, don Bosco, lei forse prende abbaglio... mi scambia con mia figlia. Io sono la Contessa Madre!”. “Perdoni, signora Contessa, il mio sbaglio è pie­namente scusabile, giacché la trovo così giovanile... Mi congratulo con lei!”. “Che vuole! soggiunse la Contessa sorridendo con visibile compiacenza, mi mantengo così perché non ho mai commesso disordini in vita mia”. “Ebbene, concluse don Bosco, io me ne ralle­gro con lei, e pregherò il Signore che la conservi molti anni ancora”. “Grazie, don Bosco, accetto l'augurio, e lei accetti intanto questa piccola offerta per le sue opere; d'ora innanzi, procurerò di fare di più”. Erano due biglietti rossi (da 100 lire ciascuno) che metteva delicatamente nelle mani di don Bosco.

Un’altra volta, il Conte di Camburzano, deputato al Parlamento piemontese e grande ammiratore di don Bosco, trovandosi un giorno in una conversazione con personalità politiche, prese a raccontare le meraviglie di questo santo sacerdote. Quasi tutti ascoltavano con un sorriso da presa in giro, ed una signora più evoluta esclamò: “Vorrei vederlo questo uomo miracoloso, e provare se sa dirmi «come mi trovo in coscienza». Solo allora crederò quanto si dice di lui”. Tutti applaudirono. Venne stabilito di mettere alla prova D. Bosco, e la signora in parola scrisse sull'istante a lui. Il Santo, con la solita premura e consueta semplicità e sinceritá, rispose a stretto giro di posta. “La signora nobildonna potrebbe starsene tranquilla in co­scienza, nel momento in cui decidesse di tornare da suo marito che ha abbandonato e decidesse anche di andare presto a confessarsi, dal momento che sono piú di 20 anni che non lo fa!”. Quella signora era affatto sconosciuta a don Bosco, e tutte le persone che la conoscevano la credevano vedova. A tale risposta, ella andava ripetendo: «Ma come fa a saperlo?... » e non si poteva dare pace.

Altra volta, viaggiando in treno, incontró in un individuo che, a prima vista poteva sembrare un commes­so viaggiatore. Lo scompartimento era quasi pieno, e il nostro viag­giatore venne a parlare di don Bosco, sul conto del quale prese a dirne di cotte e di crude, quantunque non l'avesse mai conosciuto neppure di vista. Don Bosco ascoltava e taceva; ma quando il facile chiacchierone venne a dire che don Bosco era un intri­gante e che sprecava i denari della gente per arricchire i parenti, lo interruppe dicendo: “Ma scusi, è sicuro di quanto dice? Lo conosce don Bosco? Conosce la sua famiglia?”. “Altro che se lo conosco! Lo vedo quasi ogni giorno e cono­sco benissimo anche la sua famiglia. Egli manda conti­nuamente delle belle somme alla madre e al fratello. Si è fatto fabbricare una villa al suo paese, dove va a passarvi l'estate da gran signore, con cavalli e carrozze”. “Ebbene, mi permetto di farle osservare che, di tutte queste cose che sta dicendo, non c’è nemmeno l'ombra di veritá, e che sono pure invenzioni e calunnie”. “Come? Lei si permette di smentirmi? E chi è lei che osa tanto?”. Il treno, intanto giunse a una stazione, e salirono altri viaggia­tori i quali, vedendo don Bosco, esclamarono: “Oh! don Bosco! Lei qui? Come sta?”. “Don Bosco!?” dicono i presenti. “È lui... proprio lui?”. “Sì, sono proprio io, don Bosco. E ripigliando il discorso, mi sento obbligato a dichiararvi che tutto quan­to ha detto questo signore non è altro che falsità e bugia. Mia madre è morta da anni, dopo di essersi sacrificata con me all'Oratorio per il bene di tanti orfanelli. Mio fratello abita sempre la misera casetta ove siamo nati; e di ville, cavalli e carrozze, ne ho tante quante ne ha questo tale, che viaggia, come me, in terza classe". Tutti applaudirono alle parole di D. Bosco, esprimendo i piú affettuosi sentimenti di stima e di apprezzamento; ed il merlo bugiardo e chiacchierone, confuso e smarrito, alla prima stazione, cambiò scompartimento.

INTERVISTA A DON BOSCO

L'intervista è lo scoop (la trovata che fa colpo) del giornalismo moderno. Oggi tutti i personaggi si fanno intervistare per i mass media e per farsi conoscere al mondo. Don Bosco non amava la pubblicità. Ma era diventato una personalità mondiale, specie sulla fine della sua vita, e non poté sfuggire alle domande dirette di un giornalista del Journal de Rome, che lo affrontò appunto a Roma nell'aprile del 1884. L'intervista fu pubblicata sul giornale il 25 aprile 1884. Eccone una parte:
Giornalista. - Vorrebbe dirci qual è il suo sistema educativo?
D. Bosco. - Semplicissimo: lasciare ai giovani piena libertà di fare le cose che a loro sono maggiormente simpatiche. Il punto sta nello scoprire quali sono i semi delle loro buone qualità, e poi procurare di svilupparli. Ognuno fa con piacere solo quello che sa di poter fare. Io mi regolo con questo principio, e i miei allievi lavorano tutti non solo con attività, ma con amore. In 46 anni non ho mai dato un solo castigo. E oso affermare che i miei alunni mi vogliono molto bene. Il mio sistema, voi l'avete capi­to, è educare con ragione, religione e amore.

G. - Come ha fatto a estendere le sue opere fino alla Patagonia, in Argentina e alla Terra del Fuoco?
D.B. - Un po' alla volta.

G. - Che cosa ne pensa delle condizioni della Chiesa in Europa, in Italia e del suo avvenire?
DB. - Io non sono un profeta. Lo siete invece un po' tutti voi, giornalisti. Quindi è a voi che bisognerebbe domandare che cosa accadrà. Nessuno, eccetto Dio, conosce l'avvenire. Tuttavia, umanamente parlando, c'è da credere che l'avvenire per la Chiesa sarà doloroso. Le mie previsioni sono molto tristi, ma non ho paura di niente. Dio salverà sempre la sua Chiesa, e la Madonna, che visibilmente protegge il mondo contemporaneo, saprà far sorgere coloro che salveranno la Chiesa.

 



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