Le due case

LE DUE CASE

In un bosco fitto fitto, Scoiattolino stava seduto su un ramo di un albero, triste triste, con il cuore a pezzi per il grande dolore. Non aveva piú voglia di correre o di saltare da un ramo all’altro. Scoiattolino non era mai stato cosí depresso. E perché ora lo era? Perché papá Scoiattolo e mamma Scoiattolo non si amavano piú e avevano intenzione di andare ciascuno per la propria strada. Papá Scoiattolo e mamma Scoiattolo litigavano continuamente, per tutto, per niente, per qualsiasi cosa. Litigavano per un bottone scucito, per un paio di calzini a rovescio, per il poco sale nella minestra, per il colore delle tende, per un programma della televisione; bisticciavano per un tubetto del dentifricio avvitato male, per il coperchio del gabinetto alzato o abbassato, per una finestra aperta o chiusa. Gridavano forte, sbattevano le porte. E poi non si parlavano piú. Restavano giorni interi senza dirsi una parola. Non dormivano piú insieme. Un mattino mamma Scoiattolo si sedette sul divano e prese Scoiattolino sulle ginocchia. Papá Scoiattolo si sedette accanto a loro. Mamma Scoiattolo disse: “Devo spiegarti una cosa, Scoiattolino. Vedi, tuo papá ed io non possiamo piú abitare nella stessa casa. Non abbiamo piú voglia di stare insieme, non siamo piú felici di dormire insieme. Non ci sopportiamo piú e ci facciamo continuamente dei dispetti e del male a vicenda. E vediamo bene che anche tu, Scoiattolino, sei infelice. Cosí abbiamo deciso di separarci e di non vivere piú assieme. Sará meglio per noi due e sará meglio anche per te”. Papá Scoiattolo aggiunse: “Io ho trovato una casetta sulle rive del ruscello. Andró ad abitare lá. Tu resterai qui, nella nostra casa sull’albero, con mamma Scoiattolo. Ma la domenica verrai con me. Cosí avrai due case, Scoiattolino. E avrai sempre il tuo papá e la tua mamma che ti vogliono tanto bene”.  Scoiattolino non disse niente. Se ne andó su un albero vicino, a riflettere. Il suo cuore era diventato piccolo piccolo e gli batteva forte forte. Dopo un po’ si sentí chiamare. Era il suo caro amico Leprotto che lo invitava a far merenda a casa sua. Scoiattolino ne fu molto contento. A casa di Leprotto si facevano sempre delle squisite merende con lo sciroppo e con le torte. Le sorelline di Leprotto erano giá a tavola, in attesa. Mamma Lepre arrivó  portando una grossa bottiglia piena di sciroppo. Ma inciampó e lo sciroppo si rovesció sul tappeto. Papá Lepre cominció a urlare: “Sei la solita sbadata. Non puoi fare un po’ piú di attenzione?”. Mamma Lepre urló anche lei: “Non sei tu che prepari lo sciroppo? E non sei tu che lavi i tappeti? E allora taci”. E cominciarono a litigare. Papá Lepre se ne andó sbattendo la porta e mamma Lepre andó a chiudersi in cucina. Scoiattolino domandó a Leprotto: “Anche tu avrai due case?”. Leprotto lo guardó sbalordito: “Due case? Per farci che cosa?”. Poi mamma Lepre tornó dalla cucina con un altro sciroppo. Papá Lepre aprí la porta, entró piano piano e domandó: “C’è ancora un po’ di sciroppo per un papá Lepre che ha tanta sete?”. Mamma Lepre rise e rispose: “Ecco cosa succede a gridare troppo!”. Anche papá Lepre scoppió a ridere e stampó un bel bacione sul naso di mamma Lepre. Scoiattolino, fece un profondo sospiro e disse: “Sei fortunato, Leprotto”. Leprotto non capiva e disse: “Fortunato? Perché?”. Ma Scoiattolino non rispose. Disse "arrivederci e grazie" e scappó via. Scoiattolino se ne andó per il bosco. Si sedette ai piedi di un albero per riflettere. Di tanto in tanto faceva un sospirone. Dopo 5 sospironi un voce dall’alto lo fece scuotere. “Che cosa c’è Scoiattolino, che sospiri tanto? Si direbbe che la tua vita ti va un po’ per traverso”. Era il vecchio Gufo, che abitava proprio su quell’albero. Scoiattolino gli raccontó tutto: papá Scoiattolo e mamma Scoiattolo non si amavano piú, i litigi, le scenate, i silenzi, la separazione, le due case. Il vecchio Gufo ascoltava in silenzio. Improvvisamente Scoiattolino scoppió a piangere: “Prima papá Scoiattolo amava tanto mamma Scoiattolo. Mamma Scoiattolo amava tanto papá Scoiattolo. Ma ora non si amano piú. Allora, forse, un giorno non ameranno piú neanche me?”. Il vecchio Gufo gli parló con dolcezza, per consolarlo.
Quella sera, e per tante e tante sere ancora, nel suo lettino, Scoiattolino pensava: “Anche il papá e la mamma del mio amico Leprotto litigano qualche volta. Ma si amano lo stesso. E quando non sono piú arrabbiati si scambiano i bacetti e dormono sempre insieme. Leprotto non avrá due case come me”. E piangeva. Poi si scuoteva, si faceva coraggio e pensava ancora: “Io, peró, quando saró grande, avró tanti Scoiattolini. E la loro mamma Scoiattolo, io l’ameró tanto, ma cosí tanto, che sará per sempre, anche se ogni tanto litigheremo”.

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Non è mai troppo tardi
per ritornare ad amarsi
Basta ripartire.
Da dove?
Dal perdono reciproco!



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