L'aquila e la civetta

L’aquila e la civetta

Un giorno un sarto camminava per le strade del villaggio, quando ad un tratto vide un’aquila che con un po’ di cibo nel becco entrava nell'alto del campanile di una chiesa. Dopo un po’ di tempo la vide entrare di nuovo nel campanile della stessa chiesa, sempre con un po’ di cibo nel becco. Preso dalla curiositá, il sarto entró nella chiesa e salí sul campanile. In un angolo oscuro vide una civetta. Essa si nutriva del cibo portato dall’ aquila. Guardó bene e si accorse che la civetta era cieca. Allora benedisse Dio e pensó tra sé: “Vedi come è buono il nostro Dio: manda un’aquila a nutrire una povera civetta cieca! E perché, allora, io dovrei continuare a faticare tanto, se Dio si prende cura delle sue creature, persino delle civette? Non ha detto nel Vangelo “Non preoccupatevi di quello che mangerete, né di  come vestirete”?
Cosí il giorno dopo, si sedette davanti alla chiesa e cominció a chiedere l’elemosina.
Un suo vicino di casa lo vide e gli domandó: “Che fai? Sei malato? Perché non lavori piú?”. Il sarto gli raccontó la storia dell’aquila e della civetta.
Il vicino di casa lo ascoltó e poi gli disse. “Amico mio, la storia è molto bella, peró tu non hai capito niente di quella storia: non devi imitare la civetta, ma l’aquila!”.

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NON NEGARE UN BENE
A CHI NE HA BISOGNO

(Pr. 3,27-28)

 



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