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Il cuore
4 Settembre 2018

IL CUORE

In una strada pedonale e molto affollata del centro cittá, un giovane molto ben vestito, solenne e fiero di se stesso, aveva radunato attorno a sé molte persone, alle quali diceva con molta soddisfazione: “Ammirate la stupenda bellezza del mio cuore. Senza dubbio è il piú bello e perfetto della cittá e forse anche del mondo intero”. Le persone che lo circondavano guardavano con entusiasmo il cuore del giovane. Non aveva né graffi, né difetti: era perfetto! Tutti furono d’accordo che quello era il cuore piú bello che avessero mai visto. Il giovane, intanto, continuava con grande orgoglio a lodare e magnificare la bellezza e la perfezione del suo cuore. Ad un certo punto, si fece avanti, in mezzo alla folla, un vecchietto, il quale disse a tutti: “Secondo voi, il cuore di questo giovane sarebbe piú bello del mio?”. La gente e il giovane stesso, sorpresi, guardarono verso il cuore del vecchietto, che batteva con grande forza, ma… era coperto da tanti buchi e da tante cicatrici. Era un cuore irregolare, un po’ sformato. In certe parti erano stati tolti pezzetti del suo cuore ed erano stati appiccicati altri pezzetti che non combaciavano con i pezzi staccati. Insomma il cuore del vecchietto era un cuore che non aveva niente di armonioso, di completo e di perfetto. Anzi, in certi punti del cuore, mancavano addirittura dei pezzetti. Il giovane, vedendo il cuore del vecchietto gli disse: “Ma stai scherzando. Vuoi mettere il tuo cuore a confronto con il mio?!”. Poi rivolto alla gente che lo circondava, disse: “Giudicate voi! Il mio è perfetto, completo, intatto. Il suo, invece, è un rottame, un mucchio di cicatrici e di buchi”. “È vero”, disse, il vecchietto, “il tuo cuore è perfetto, ma io non cambierei mai il mio cuore con il tuo. Guarda, ogni cicatrice rappresenta una persona che ho amato. Io prendevo un pezzetto del mio cuore e lo davo a ciascuna di quelle persone. Anche molte di loro mi diedero un pezzetto del loro cuore, affinché lo ponessi sul mio, e siccome i pezzetti non erano esattamente uguali (alcuni erano piú grandi e altri erano piú piccoli), mi ritrovo delle irregolaritá sul mio cuore. Ma queste cicatrici e queste irregolaritá, mi ricordano l’amore che con loro ho condiviso. A volte diedi parte del mio cuore a chi non mi diede niente del suo; per questo ho queste ferite: e fanno male! Restano aperte, ricordandomi l’amore che portai a quelle persone. Aspetto che un giorno, esse me lo concedano, riempendo questi vuoti. Giovanotto, capisci adesso cosa è la vera bellezza del cuore?”. Il giovane fece silenzio, si rattristó e qualche lacrima scese sul suo viso. Poi si avvicinó, prese un po’ del suo cuore e l’offrí all’anziano, il quale restituí il gesto. Il giovane guardó lentamente il proprio cuore: non era piú, perfetto come prima, ma era piú bello di prima. I due si abbracciarono e si allontanarono insieme.

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Non è facile amare,
spesso noi crediamo di amare gli altri,
in realtá amiamo noi stessi
e roviniamo tutto
rompiamo tutto.
Amare significa incontrarsi,
e per incontrarsi
bisogna accettare di uscire da sé
per andare incontro all’altro.
Amare significa comunicare,
e per comunicare
bisogna dimenticare se stesso per un altro,
bisogna “morire a sé completamente”
per un altro.
Amare fa soffrire.
Perché,
amare significa

CROCIFIGGERSI PER UN ALTRO

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