Corso biblico 2009 - 2010: Il Maestro 2a parte

IL MAESTRO
2a parte


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UN MAESTRO
CIRCONDATO DA PERSONE
FRAGILI E DEBOLI

I suoi Apostoli erano tutti originari della Galilea. Esercitavano vari mestieri, ma non si conosce niente della loro vita privata. Erano di etá piú disparate.
Pietro, forse il piú grande di etá e quello di maggiore spicco, piú per il suo carattere impetuoso che per le sue doti di comando.
Un’armata brancaleone?
Una cosa è certa, Gesú non si è circondato né di sapienti, né di filosofi, né di gente di cultura.
Non ha cercato uomini di comando e neppure manager, meno ancora uomini di affari, consulenti ed esperti.
Qualcuno era mezzo parente, altri amici degli amici…
C’era di tutto. Andava bene tutto… Per un Regno che non era di questo mondo, non occorrevano guerrieri, o politici, o statisti o soldati di carriera.
Bastavano uomini, semplicemente uomini con il peso delle proprie debolezze quotidiane. Eppure…
Un pugno di mediocri, peccatori, paurosi, talvolta in lite tra di loro…
ha cambiato la storia dell’umanitá.
°) Pietro
Personaggio dal cuore grande, un generoso, qualche volta un po’ spaccone. Non sembrerebbe un’aquila di intelligenza, ma è ricco di umanità, ha voglia di fare, agire, scoprire…anche a costo di qualche figuraccia.
Gesú lo chiama dopo una pesca miracolosa (Lc. 5, 1-11). E subito è INVESTITO di AUTORITÀ (Lc. 5, 10). Non importa quello che succederà nei 3 anni successivi: Gesú è di parola; neppure una triplice negazione (Lc. 22, 54-62) gli puó togliere il grado di capitano (Mt. 16, 18-20;
Gv. 21, 15-19). La fiducia di Gesú non conosce dubbi, né riserve; quelli che ha scelto sono riconfermati a prescindere da incertezze o tradimenti.
Perché Pietro l’ha rinnegato?
Paura? Forse!
Prima, peró aveva cercato di difendere Gesú nell’orto (Gv. 18, 10-11). Gesú lo aveva rimproverato. Pietro poteva scappare, ma non l’ha fatto; dunque…, un coraggioso?
Ma subito dopo, davanti ad una portinaia, nega di conoscerlo
(Lc. 22, 54-57)…, dunque, un traditore impaurito?
A guarirlo ci penserà lo sguardo incrociato del Maestro (Lc. 22, 61-62): si sono incontrati due cuori: quello di Gesú, tutto tenerezza e perdono e quello di Pietro, voglia di riscatto e bisogno di sfogarsi.
Ancora
Pietro è attento al malanno della suocera (Mc. 1, 29-31); a volte sente tutta la responsabilità di difendere il Maestro dai disturbi dei bambini (Mc 10, 14-14): un’altra volta dirá di essere pronto a morire per lui (Gv. 13, 37), poi dubita della sua presenza, quando di notte, Gesú cammina sulle acque (Mt. 14, 22-33).
È bella quella mano che lo afferra, lo solleva, lo ricupera (Mt. 14, 31);
se ad ogni nostro sogno di voler imitare Gesú come suoi discepoli, corrispondesse la voglia di rischiare, di provarci sempre dentro il mare tempestoso della vita, certamente una mano amica spunterebbe sempre a sorreggerci.
È troppo pieno di umanità, incertezze, paure e limiti, questo Pietro…, per non sentirlo profondamente vicino.
È troppo uomo questo Gesú per non capire e accogliere ogni nostro sbaglio. Spesso si sará fatta qualche risata…su certe uscite o sparate di Pietro, e…anche nostre!
°) Giuda
Era il numero 2 del gruppo degli Apostoli.
Il suo tradimento puó essere collegato a SETE DI POTERE, o ad una DELUSIONE-GELOSIA o INVIDIA.
Brutta compagna di vita: scatena risentimenti, produce astio, sfocia nel rancore, spesso fonte di litigi…
Nel gruppo dei 12 non era la prima volta che succedeva che si arrivasse a discutere su chi di loro fosse il numero 1 (Lc. 22 24-27): una volta si era persino inserita la madre di Giacomo e Giovanni (Mt. 20, 20-28); il Maestro aveva appena dichiarato apertamente per la terza volta la sua ormai morte e risurrezione…(Mt. 20, 17-19); il Maestro era stato chiaro, ma essi erano lenti e tardi a capire (Lc. 24, 25): il potere acceca chiunque…
La storia è piena di personaggi appartenenti ad ogni ceto sociale, fede religiosa, ordinamento politico che si sono distinti come arrampicatori, arrivisti, amanti dei primi posti. Brutta bestia la gelosia (Caino ed Abele), brutta compagnia di viaggio: cancella rapporti, amicizie, sentimenti…
Gesú chiede: “Di che cosa parlavate? (Mc. 9, 33).
Ecco il tarlo che non muore mai: conta essere importanti, apparire, salire ai vertici della scala sociale, politica, religiosa, essere temuti, godere prestigio.
Non era servito a niente l’esempio negativo dei farisei (Mt. 23, 1-6); era giá stata dimenticata la parabola di chi è invitato a nozze ed è invitato anche a scegliere l’ultimo posto (Lc. 14, 7-11).
Gesú è deluso e sconsolato: i suoi discepoli non avevano ancora capito niente. Eppure Gesú l’aveva detto spesso: “Se uno vuole essere il primo…” (Mc. 9, 35): altro che potere, primi posti, onori, poltrone e denaro! Ogni volta che la Chiesa ha percorso la strada del potere, ha sfregiato il volto di Cristo. Ogni volta che spogliandosi di potere e ricchezza, si è schierata dalla parte dei poveri, ha ricuperato dignità e purezza.
Hanno faticato a capire uomini che avevano visto miracoli ad ogni angolo di strada… Figuriamoci noi!
°) Giovanni
Provocato da Pietro, chiede a Gesú chi sarebbe stato il traditore  (Gv. 13, 21-26). Gesú gli risponde.
Perché non ha affrontato la questione con Pietro e non hanno cercato insieme una via d’uscita? Perché non si sono dati da fare per evitare il tradimento? Si trattava di paura? Di poca convinzione? Di speranza che Gesú stesso avrebbe risolto il problema, prima o poi?
No! La verità è che ancora non avevano capito niente di chi parlava (Gv. 13, 22). Anche altrove si dice che i discepoli non capivano
(Lc. 9, 45). Il “NON CAPIRE” era di casa tra gli apostoli; e anche Filippo (Gv. 18, 8-11). Quanta delusione in Gesú: quanto scoraggiamento per non essere stato capito.
Su chi poteva contare Gesú.
Eppure da queste incertezze e paure, Gesú ha saputo trarne il meglio.
°) Tommaso
È uno che non si fida, eppure ha assistito a una infinità di miracoli.
Non è tipo da arrendersi, lui; non si lascia incantare dal “si dice”…
Lui vuole toccare, non si fida neppure del vedere: gli occhi possono vedere…storto o male. Toccare è piú sicuro! Perché credere agli altri?
La risposta di Tommaso, alla notizia degli altri sulla resurrezione di gesú, è secca: “Se non tocco…” (Gv. 20, 25).
Tommaso conosceva nei particolari come era stato ridotto il corpo di Gesú. Anche oggi conta non solo ció che si puó vedere o toccare, calcolare o analizzare, ma dobbiamo esserci noi…(questo, peró solo nelle cose religiose cristiane, perché in altre cose, anche religiose, ma non cristiane, ci fidiamo: ci fidiamo della televisione, dei giornali, dei maghi, degli imbroglioni, dell’ultimo che ci viene a parlare di religione esoterica.
Passano 8 giorni.
E Gesú stesso soddisfa le richieste di Tommaso.
I dubbi sono scomparsi…
Esplode la fede: “…Dio mio!” (Gv. 20, 28).
È il Signore che trasforma, è la sua presenza che converte…
Tommaso era uno ostinato, ma uno che cercava, peró; uno che non vuole credere alle parole ma che desidera l’incontro.
Tommaso è il piú vicino ad ognuno di noi: testardi, testoni, dubbiosi, incerti, arroganti, e presuntuosi. Eppure qualche tempo prima aveva detto che sarebbe disposto di andare a morire con lui (Gv. 11, 16), mentre Gesú stava per compiere il piú grande dei miracoli, la risurrezione di Lazzaro (Gv. 11, 1-44), senza probabilmente capire quello che stava dicendo.
E noi?
Il Signore ci ha lodato con largo anticipo: BEATI COLORO CHE CREDERANNO, SENZA AVER VISTO (Gv. 20, 29): è una nuova beatitudine da aggiungere alle altre 8 (Mt. 5, 1-11), e solo Giovanni la riporta.
Gesú è un MAESTRO che si è circondato di persone fragili, deboli, piene di incertezze e di paure; un Maestro che ha saputo aspettare anche i piú testrdi…
Dio non rincorre mai…, ma non si stanca neppure di aspettare!

UN MAESTRO
CHE PARLA DEL REGNO DI DIO

E CHE DICE COSE NUOVE

°) Pace
Di pace si discute, si muore; per la pace si combatte. La pace viene dipinta, scritta, gridata, cantata, ballata, proclamata…
Si vive CERCANDO PACE.
Il Maestro è venuto a portare la pace o la guerra? (Mt. 10, 34-36).
Egli è duro, determinato, lá dove legge nel cuore dell’uomo orgoglio e presunzione (Mt. 23, 13-33); quando legge nel cuore dell’uomo la volontà e l’intenzione di abusare dei piú piccoli e dei piú deboli (Mc. 9, 42). Egli invita ad essere semplici come colombe e astuti come serpenti (Mt. 10, 16)… E poi dice chiaramente che è venuto a portare la guerra (Mt. 10, 34).
Dice chiaro che chi vorrá seguirlo deve farsi VIOLENZA, lottare dentro la stessa sua famiglia (Mt. 10, 35), contro la propria vita fino a farsi DONO (Mt. 10, 39), prendere la CROCE (Mt. 10, 38), lasciare case, padre, madre…(Mt. 19, 16-30).
STRADE DURA E FATICOSA che esige continua lotta con se stesso.
Il Maestro non cerca CANNE SBATTUTE DAL VENTO (Mt. 11, 7):; troppo chiara la condanna di gesú verso chi sotterra il talento (Mt. 25, 14-30). Categorico è anche il giudizio per chi, pur restando una brava persona, non ha il coraggio di staccare il cuore dalle ricchezze (Mt. 19, 24).
Gesú sta CAPOVOLGENDO I COMPORTAMENTI ABITUALI, il modo di leggere e valutare avvenimenti, persone, morale.
La stessa parola pace…
Per Gesú tutto comincia dalla pace (Lc. 2, 14) e tutto porta alla pace (Lc. 24, 36):”Pace a voi”.
È una pace particolare la sua, non come la dá il mondo (Gv. 14, 27).
La pace di Gesú è tranquillitá dentro e sicurezza interiore. La pace di Gesú parte dalla certezza che Dio c’è, che non si ancora stancato dell’uomo, che lo va a cercare quando si smarrisce(Lc. 15, 4-7), che ancora è disposto a caricarselo sulle spalle, se è caduto e se fatica a rialzarsi.

°) Perdono
La pace di Cristo riposa soprattutto sulla CERTEZZA DEL PERDONO.
Non ha misura il perdono dato e voluto da Gesú (Mt. 18, 21-35).
Ma gli uomini non ne sono convinti; neppure gli Apostoli ne erano troppo convinti…; cercavano una MISURA del perdono (Mt. 18, 21).
Il perdono scaturisce da un vivo e sincero amore (Lc. 8, 36-50).
E lo si riceve solo quando l’uomo è disposto a perdonare (Mt. 6, 14)
e a farsi perdonare (Lc. 15, 20).
* PARABOLA DEL FIGLIO PRODIGO (Lc. 15, 1-32)
Solo la pazzia di un padre puó accogliere di nuovo colui che ha lapidato il patrimonio di famiglia, chiamare i servi, fare festa e mettersi contro il figlio maggiore.
Il Maestro sconvolge ogni logica quando parla che in Cielo si fa piú festa per uno che ritorna a casa che per 99 giusti che sono giá a casa.
Acciuffare il perdono è questione di tanta UMILTÀ, occorre RIENTRARE IN SE STESSI, RIPERCORRERE LA STRADA DEL RITORNO…, è importante RICONOSCERE L’ERRORE (Lc. 15, 18), non giustificarlo.
Ecco cosa serve per ricevere compassione dal Padre e rientrare in casa: riconoscersi bisognosi di salvezza, ammettere che da soli non ce la si fa: sono i POVERI DI SPIRITO, dichiarati BEATI da Gesú (Mt. 5, 3).
* LA PECCATRICE (PROSTITUTA) AI PIEDI DI GESÙ (Lc. 7, 36-50)
Questa donna sfida le malelingue, sovverte ogni ipocrita protocollo comportamentale dell’epoca. Piange, bacia i piedi, li asciuga…
Di fronte a Dio, piú che giusti, bisogna ritenersi peccatori, se si vuole essere accolti; ma bisogna anche amare e saper perdonare (Mt. 6, 14). A quella donna fu molto perdonato perché molto ha amato.
Chi ama non fa piú certe cose e fa altre cose (1 Cor. 13, 4-7).
Gesú aveva detto anche che occorre “fare del bene a chi ti fa del male” (Mt. 5, 44).
È fin troppo chiaro il discorso…, ma anche scomodo. Seguire Gesú significa GIOCARSI TUTTO, significa RASENTARE I CONFINI DELL’IMPOSSIBILE (Mt. 5, 48).
Esagerazione? Forse!
Impossibile arrivare a tanto? Probabile…
Ma Gesú dice ancora di piú…

°) Le beatitudini
Gesú presenta la novità del suo Regno non come un dovere, ma come una felicità, come una GIOIA, con ripetersi di BEATI…
C’è un SÌ del Cielo…, proprio dove la Terra tutto esclude con un NO.
Qui non si tratta di aderire a regole o a doveri o a prescrizioni del Maestro, ma ad ACCOGLIERE LA PERSONA STESSA DI CRISTO
(Filip. 1, 21).
* I miti possessori della terra? Ma sappiamo che sono stati sempre i potenti a dettare leggi…
* I misericordiosi? Ma non c’è il rischio di passare per ingenui? E gli ingenui non hanno mai combinato niente…
* I poveri di spirito? (gli umili, gli ultimi, i bisognosi di Dio e di tutto).
Ma quando mai! Oggi tutto invita ad essere i primi, i migliori, a puntare al successo, ad essere attraenti, affascinanti…
Ma il Maestro è uno cosí! Chiede di vivere una avventura senza troppi calcoli… Ma c’è ancora qualcosa di piú: il vero discepolo è disposto ad ANDARE INCONTRO AD INSULTI, PERSECUZIONI, CALUNNIE (Mt 5, 11-12). Questo sí, l’avevano capito bene i discepoli (Atti 5, 41), dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, i martiri cristiani (3 milioni nei primi secoli), i profeti antichi e moderni. È un invito a lasciarsi disturbare, ad uscire dal quietismo. Cristo non ha cercato consensi, lodi, applausi, riconoscimenti, congratulazioni… Chi lo segue deve pagare il prezzo dell’insulto e dell’incomprensione. Il seguace di Gesú, il missionario inventa itinerari NUOVI, che va controcorrente (D. Bosco, Madre Teresa, Francesco d’Assisi, Curato d’Ars, ecc.
Strano questo Maestro: Maestro di verità, o di stranezze!
Dio sceglie i “signor nessuno”, chi non conta, ció che è nulla agli occhi della gente. Il nostro è un Maestro originale e stravagante, la NOVITÀ ASSOLUTA.
Chi vuol seguire Gesú non puó essere rimorchiato, ma deve trascinare; non é una comparsa, è un protagonista.
Cristo è stato provocazione, ha dato fastidio.
È venuta l’ora di arrendersi alla NOVITÀ DI CRISTO.
“Ho deciso di non insegnare altro che Cristo e Cristo crocifisso (1 Cor. 2, 2).

UN MAESTRO CHE PARLA DEL…DOPO

Cosa c’è dopo? Cosa ci aspetta dopo? C’è un dopo?
Non ha importanza il COME, il MODO, il QUANDO: conta solo il DOPO!
Solo la FEDE e l’AMORE si prolunga…oltre la morte e dá luce al DOPO:
“Chi crede in me, non morirà!” (Gv. 11, 25).
Ecco il DOPO: la vita eterna, la risurrezione (Ap. 21, 1. 4-8)
Gesú ne parla molto spesso e in ogni occasione (Gv. 3, 15; 3, 36; 6, 47;  Gv. 11, 17-26)
Ecco la novità, ecco il DOPO: la certezza fondata sulla PAROLA di Dio che la morte non chiude per sempre la porta della vita.
Insistentemente Gesú ripropone il tema della RISURREZIONE:
Mt. 16, 21: parole chiare, inequivocabili, messe peró in discussione dallo stesso Pietro (Mt. 16, 22)
Mc. 9, 31-32: Ma i discepoli non capivano.
Lc. 18, 31-33: Ma i discepoli non capivano. Il significato di ció che Gesú diceva rimaneva per loro misterioso e duro da capire.
Gv. 14, 2-3. 28.
Nascere, vivere, morire, essere sepolti: è il percorso normale di ogni storia umana.
In Cristo TUTTO È CAPOVOLTO.
La Tomba diventa luogo di VITA (Lc. 24, 5).
Attenzione a due situazioni: ogni volta che il RACCONTO è piú PUNTIGLIOSO, tanto piú i discepoli FATICANO A CREDERE.
Piú il resoconto è particolareggiato, piú appare faticoso accettare, ammettere, credere (Gv. 20, 9).
EMMAUS (Lc. 24, 13-35): i 2 dfi Emmaus trascorreranno una giornata intera parlando con Gesú dei fatti del giorno, raccontando persino l’incontro avvenuto tra Gesú e Maria Maddalena (Gv. 20, 1-18), senza accorgersi che il Maestro era lì con loro…
Succede anche oggi! Lui c’è , ma noi non siamo capaci di vederlo.
Ci passa accanto, ci parla e noi non ce ne accorgiamo.
Al Maestro del Vangelo si arriva non tanto attraverso un TOCCARE fisico ma attraverso la FEDE, cogliendo i segni.
Se prima della sua venuta, GESÙ è l’ATTESO DELL’UOMO, dopo la risurrezione sará L’UOMO L’ATTESO DI GESÙ.
Il RISORTO è Colui che aspetta e precede; è Colui che accoglie tutti coloro che hanno uil cuore umile e grande.
Il Maestro di Nazareth ha sempre le porte aperte per chi cerca, per chi si interroga, per chi si dibatte nel dubbio e nell’incertezza, per chi come Pietro rinnega e piange, per chi come Tommaso rifiuta di credere alla parola umana, ma si inginocchia di fronte al Maestro.
Se spesso è prevedibile l’errore umano, è SEMPRE IMPREVEDIBILE la bontá di Dio.
C’è posto per tutti (Gv. 1, 11-12)!

Abbiamo raccontato
GESÙ
nella speranza che qualcuno possa scoprirlo
FRATELLO e MAESTRO
e possa essergli piú
AMICO



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