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Quel giorno a Cafarnao
30 Gennaio 2018

QUEL GIORNO A CAFARNAO

Siamo verso sera. La sinagoga di Cafarnao era già piena di gente, rumorosa e agitata che aspettava qualcuno. Finalmente un grido: «Il Rabbi, arriva il Rabbi». «La pace sia su tutti coloro che cercano la Verità». Gesù è sulla soglia e saluta benedicendo tenendo le braccia tese in avanti. “Sono malato, guariscimi!” gli dice timidamente un giovane, che pare tisico, e prende Gesù per la veste. Gesù gli pone la mano sulla testa e dice: «Confida. Dio ti ascolterà. Lascia ora che io parli al popolo, poi verrò a te». Il giovane lo lascia andare e si mette quieto. Gesù raggiunge il suo posto. Saluta il capo della sinagoga ed è salutato da questi. «Che libro vuoi che ti dia?» chiede il capo della sinagoga. «Quello che credi, oppure a caso. Lo Spirito guiderà». «Ma... e sarai preparato?». «Lo sono. Dài prendi un libro a caso. Ripeto: lo Spirito del Signore guiderà la scelta per il bene di questo popolo». Il capo della sinagoga da un mucchio dei rotoli, ne prende uno. Gesù prende il rotolo e legge il punto segnato dal capo della Sinagoga. Il testo diceva: "Alzati e santifica il popolo e di' loro: Santificatevi per domani perché, dice il Signore Dio d'Israele, il peccato è in mezzo a Voi” (Giosuè 7, 13). Si ferma, arrotola il rotolo e lo riconsegna. Gesù inizia a parlare. Il silenzio si fa completo. «Chi è venuto per santificarvi, ora è fra voi. Ma non con un esercito, non con spargimento di sangue sarà formato questo nuovo Regno. In esso non entreranno né i violenti, né i prepotenti, né i superbi, né i rabbiosi, né gli invidiosi, né gli immorali, né gli avari, ma soltanto i buoni, i miti, i puri, i misericordiosi, gli umili, coloro che amano il prossimo e Dio, i pazienti. Non contro i nemici di fuori siete chiamati a combattere, ma contro i nemici di dentro. Contro quelli che sono in ogni vostro cuore. Togliete il peccato da tutti i vostri singoli cuori, pentitevi dei vostri peccati per esser perdonati. Ognuno ha il suo. Ognuno ha quello che è contrario ai dieci comandi di salute eterna. Esaminatevi ognuno con sincerità, e troverete il punto in cui avete sbagliato. Umilmente abbiate pentimento sincero. Vogliate pentirvi. Non a parole. Dio non si prende in giro e non si inganna. Ma pentitevi con la volontà ferma, che vi porti a cambiare vita, a rientrare nella Legge del Signore. Il Regno dei Cieli vi aspetta. E fate penitenza! Il Regno dei Cieli è imminente. Vi trovi puri per possedere l’eterno giorno. La pace sia con voi».
Si alza uno a contraddirlo. Dice: «Maestro, non ti pare di essere esagerato nel ritenerti rappresentante di Dio? Nessuno dei Profeti osò tanto, e Tu... Chi sei? E per ordine di chi parli?». «Non potevano i Profeti dire di loro stessi ciò che io dico di Me stesso. Chi sono io? L'Atteso, il Promesso. Già avete udito Giovanni, colui che ha detto: "Preparate la via al Signore”. Ecco il Signore Dio che viene, come un pastore pascerà il suo gregge. Fra voi ci sono quelli che hanno udito da Giovanni queste parole e hanno visto aprirsi il cielo e una luce che scendeva in forma di colomba, e hanno udito una voce che diceva chi ero io. Per ordine di chi parlo io? Per ordine di Colui che è e che mi manda». «Tu puoi dire tutto quello che vuoi, ma chi ci dice che non sei un illuso o un imbroglione. Le tue parole sono sante certamente, ma a volte Satana dice parole di inganno, mascherate di santità per trarre in errore. Noi non ti conosciamo».
«Io sono Gesù di Giuseppe, della stirpe di Davide, nato a Betlem-Efrata, secondo le promesse, detto nazareno, perché a Nazaret ho casa. Questo secondo il mondo. Secondo Dio, io sono il suo Mandato. I miei discepoli lo sanno».  «Ehi! loro! Loro possono dire quello che vogliono e ciò che Tu fai dire loro».  «E allora, un altro parlerà, un altro che non mi ama, e che dirà chi sono. Aspetta che Io chiami, è in mezzo a voi». Intanto la folla è divisa: una parte è attratta, e un’altra parte è urtata da questa discussione; una parte è a favore di Gesú e un’altra parte è contro. Gesú intanto guarda la folla; con i suoi occhi azzurri cerca qualcuno tra la folla; poi chiama forte: «Aggeo! Vieni avanti». Grande mormorio. La folla fa spazio per lasciar passare un uomo, tutto scosso da un tremito e sorretto da una donna. «Conosci tu quest'uomo?», chiede Gesú al suo oppositore.  «Sì, lo conosco. E' Aggeo di Malachia; è di qui, di Cafarnao. Ed è posseduto da uno spirito malvagio”. “Tutti lo conoscono? chiede Gesú». La folla grida: «Sì, sì».  «Può alcuno dire che ha mai parlato con me, anche per pochi minuti?», continua Gesú. La folla grida: «No, no, è quasi scemo, e non esce mai dalla sua casa, e nessuno ti ha mai visto che tu sei entrato da lui». «Donna, portalo qui», dice Gesú. La donna lo spinge e lo trascina, mentre il poveretto trema più forte. Il capo della sinagoga avverte Gesù: «Sta' attento! Il demonio sta per tormentarlo... e allora si avventa, graffia e morde». La folla fa largo, spingendosi contro le pareti. I due sono ormai di fronte. Inizia una lotta. L'uomo, che non parlava mai, comincia ad articolare dei suoni poi la sua voce si fa chiara e forte e esce a forma di parole e grida forte: «Cosa vuoi da noi, Gesù di Nazaret? Tu sei venuto a rovinarci? Perché vuoi sterminarci, Tu, Padrone del Cielo e della terra? So chi sei: il Santo di Dio. Nessun uomo, fu più grande di Te, perché nella tua carne d'uomo è chiuso lo Spirito del Vincitore eterno». «Taci! Esci da costui. Te lo comando». L'uomo urla con voce disumana, dalla sua bocca esce bava; poi viene gettato a terra da cui poi, dopo un po’, si rialza tutto meravigliato e guarito. «Hai udito? Che rispondi ora?», chiede Gesù al suo oppositore. L'uomo fa una alzata di spalle e se ne va senza rispondere. La folla applaude Gesù.  «Silenzio. Il luogo è sacro!» dice Gesù, e poi continua: «Portatemi quel giovane al quale ho promesso aiuto da Dio».
Viene il malato. Gesù gli fa una carezza: «Hai avuto fede! Sii guarito. Va' in pace e sii giusto».  Il giovane ha un grido di gioia. Si prostra ai piedi di Gesù e li bacia, ringraziando: «Grazie da parte mia e da parte anche di mia madre!». Vengono altri malati: un bimbo dalle gambine paralizzate. Gesù lo prende fra le braccia, lo accarezza e lo pone a terra... e lo lascia. E il bambino non cade, ma corre dalla mamma, che lo riceve sul cuore piangendo e che benedice a gran voce «il Santo d'Israele». Viene un vecchietto cieco, guidato dalla figlia. Anche lui viene guarito con una carezza sugli occhi malati. La folla è in allegra agitazione. Gesù si fa largo sorridendo sino all'uscita nella piazza, dove ora comincia ad essere buio.
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(Questo racconto non é frutto della fantasia,
ma é una visione della mistica italiana Maria Valtorta,
voluta da Gesú
per raccontare i fatti
cosí come si svolsero quel giorno a Cafarnao
e che il Vangelo riporta in forma abbreviata in
Marco capitolo 1, versetti 21-28).

 

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