Riflessione sul Vangelo domenicale [archivio]

XXIV Domenica T.O. Anno A
17 Settembre 2017

 

Oggi il Vangelo ci dá l’occasione di parlare del perdono e di chiarire qualche idea sul perdono, dal momento che non sempre si hanno idee chiare.

  1. Cosa vuol dire perdonare? Perdonare vuol dire “rinunciare a vendicarsi”: ecco, questo è il primo segno che uno perdona. Il secondo segno è “non conservare rancore e rabbia nel proprio cuore”. Quindi, il perdono non è il “chiudere un occhio” sul male che uno ha ricevuto; non é “far finta che non sia successo nulla”; non è “lasciare che gli altri si approfittino di noi”. No! Immaginate di aver prestato dei soldi a una persona per pagare un mese di affitto-casa e lui, invece, non solo non ha pagato l’affitto della casa dove abita, ma ha sperperato i soldi alle macchinette mangiasoldi; conclusione: vi ha procurato una grande rabbia, vi ha privato di un bene (i vostri soldi) e non è più in grado di restituirveli, come aveva promesso. Questa persona è molto dispiaciuta e vi chiede perdono. Che fare? Se vi chiede perdono, voi, come cristiani, lo dovete perdonare, e perdonarlo cosa vuol dire? Vuol dire a) non covare rabbia dentro di voi, contro di lui (un po’ di rabbia, sí, lí per lí, ma non covarla!), b) non tirare fuori la questione di continuo e c) magari anche non volere piú indietro i soldi. Ma ció non vuol dire che per forza la prossima volta dovete prestargli di nuovo i soldi; potete anche prestarglieli, se volete, nella vostra paziente bontá (perché dei vostri soldi voi potete fare quello che volete); ma se decidete di non prestarglieli piú, fate anche bene. Il perdono non si oppone al buon senso.
  2. Il perdono non va dato a tutti i costi: ci vuole una base per perdonare. E qual è questa base? Che chi vi ha fatto del male sia pentito. Cosí fa Dio! Se l’altro non è pentito, che significato ha il vostro perdono? Che fare allora, nel caso che uno vi ha trattato male, vi ha procurato un danno, vi ha ingannato, imbrogliato, derubato, ecc. e che si rifiuta di ammetterlo e di chiedervi scusa, neppure dopo averci parlato a tu per tu? Che fare? La Bibbia consiglia: “Lascia stare l’ira e abbandona il furore”. In questo caso, quindi, senza minimizzare il fatto, si puó cercare di non farsi consumare dalla rabbia; rinunciare alla vendetta, calmarsi e avere fiducia che, prima o poi, Dio chiederà conto alla persona di ciò che ha fatto. Come cristiani, dobbiamo sempre avere misericordia, verso di lui. E cos’è la misericordia? La misericordia è la disponibilitá a perdonare; appena l’altro é pentito, scatta subito il perdono; ma finché l’altro non è pentito, non scatta il perdono. Misericordia e perdono non sono la stessa cosa. Dio non perdona le persone che fanno del male volontariamente e che poi si rifiutano di ammettere il male fatto e si rifiutano di chiedere perdono; non perché Dio non vuole perdonare, ma perché loro non vogliono essere perdonati. Dio è misericordioso con loro, cioè non si vendica, continua ad amarli ma nello stesso tempo non puó perdonarli, finché essi non riconoscano il male fatto e non si pentano. Se Dio perdona sempre e tutti, indipendentemente dal pentimento (come da un po’ di tempo a questa parte si va dicendo in giro, magari affermando che cosí dice anche il Papa), perché allora ci ha dato i comandamenti e le leggi morali? Dio perdona il male, ma non lo giustifica.
    Attenzione peró: ancora qualche riflessione, legata al perdono.
  3. A volte noi siamo facili ad offenderci. Perció, in certi casi, prima di pensare a perdonare o di pensare a negare il perdono, pensiamo al fatto che, probabilmente, con quella persona e in quella circostanza, non avevamo una valida ragione per offenderci. La Bibbia dice: “Non ti affrettare ad offenderti, poiché l’offendersi è ciò che succede frequentemente agli stupidi”.
  4. Molto spesso noi siamo portati ad accusare gli altri e a scusare noi stessi. Diciamo, per esempio: "so che mi sono comportato male, ma avevo le mie buone ragioni e in fondo non è colpa mia". Quando diciamo cosí, vuol dire che abbiamo perso la capacità di vedere il male fatto, abbiamo perso la capacitá di assumerci le nostre responsabilità. Assolvendoci di continuo, giustificandoci sempre, noi siamo infantili: i bambini, infatti, si giustificano sempre. Bisogna guardare in faccia la realtá e chiamare pane il pane e vino il vino, e peccato il peccato, male il male! E chiedere perdono, a Dio e agli altri a cui abbiamo fatto del male! Questa è dignitá, questa è maturitá, questa è responsabilitá, questo ci rende grandi. E per concludere:
  5. Perché dobbiamo perdonare? Non sto a parlare dell’importanza del perdono nei rapporti interpersonali e sociali, e soprattutto dei benefici del perdono sulla nostra salute fisica e psichica. Dico soltanto: noi cristiani dobbiamo perdonare, perché Gesú stesso ce lo ha comandato! Punto.

 

 

 

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