CORSO BIBLICO 2015-2016 Gli angeli nell'insegnamento della Chiesa: quarta parte

QUARTA PARTE

LA DOTTRINA GENERALE DEI PADRI E DELLA CHIESA
SUGLI ANGELI DECADUTI

Fin dal II secolo Sant'Ireneo insegnò che il diavolo è un "angelo apostata"; che Cristo, ricapitolando in se stesso la guerra di questo nemico contro di voi, dovette affrontarlo agli inizi del suo ministero.
Sant'Agostino lo mostrò all'opera nella lotta delle "due città", che hanno origine in cielo, quando le prime creature di Dio, gli angeli, si dichiararono fedeli o infedeli al loro Signore"; nella società dei peccatori egli vide un "corpo" mistico del diavolo".
La maggioranza dei Padri videro nel loro orgoglio - cioè nel desiderio di innalzarsi al di sopra della loro condizione, di affermare la loro indipendenza, di credersi Dio - il principio della loro caduta; ma, accanto a quest'orgoglio, molti sottolinearono anche la loro cattiveria nei confronti dell'uomo. Per sant'Ireneo, l'apostasia del diavolo sarebbe cominciata quando egli ebbe gelosia della creazione dell'uomo e cercò di farlo ribellare al suo autore.
 “Noi crediamo fermamente e professiamo con semplicità... un principio unico dell'universo, creatore di tutte le cose visibili e invisibili, spirituali e corporee: con la sua onnipotenza all'inizio del tempo egli creò insieme dal nulla l'una e l'altra creatura, la spirituale e la corporea, cioè gli angeli e il mondo, poi la creatura umana, che appartiene in qualche modo all'una e all'altra, composta di spirito e di corpo. Perché il diavolo e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma son diventati cattivi da se stessi, per propria iniziativa; quanto all'uomo, egli ha peccato per istigazione del diavolo”.
Sul diavolo e i demòni il concilio si limita ad affermare che, creature dell'unico Dio, essi non sono sostanzialmente cattivi ma lo divennero per il loro libero arbitrio. Non vengono precisati né il loro numero né la loro colpa, né l'estensione del loro potere:
L'insegnamento cattolico, quindi, dice che la Trinità è un solo Dio, il quale ha fatto e creato tutti gli esseri che esistono, in quanto esistono; di modo che ogni creatura, sia intellettuale che corporea, o per dirla in breve secondo i termini delle divine Scritture, sia invisibile che visibile, non appartiene alla natura divina, ma è stata fatta dal nulla da Dio.

SAN TOMMASO

San Tommaso considera gli Angeli come puri spiriti; da ció derivano tutte le logiche conseguenze, e cioé:

a) Esistenza: Volendo Dio creare un cosmo che fosse lo specchio della sua infinita perfezione, era conveniente che creasse, tra le varie creature, anzi tutto quelle che maggiormente gli assomigliavano: tali sono le creature angeliche che sono come Dio, puri spiriti, intelligenti e liberi. "Pertanto quelli che si trovano al massimo grado tra gli esseri creati, sono quelli che maggiormente assomigliano a Dio; essi hanno ricevuto da Dio un essere eterno…Questi esseri non sono composti di materia e spirito, ma sono puri esseri spirituali, e cosí sono stati creati da Dio.

b) Finitudine: Gli Angeli sono esseri finiti, per il fatto stesso di essere stati creati da Dio. Essi sono dotati di intelligenza, di volontá e di libertá.

c) Personificazione: Gli Angeli sono persone: "infatti tutto ciò che è intelligente o razionale ha motivo di chiamarsi persona“. Quindi gli Angeli godono della perfezione della personalità, anche se sono puri spiriti.

d) Specificità dell’agire: Il modo di conoscere degli Angeli come anche il loro modo di volere è completamente diverso dal modo di conoscere e di volere degli uomini. "La conoscenza intellettuale dell’uomo si realizza mediante il ragionamento; la libera volontá mediante la decisione. Per quanto riguarda gli Angeli essi conoscono attraverso l’ intuizione intellettuale, grazie alla quale, vedono immediatamente (senza fare ragionamenti) ció che c’è da conoscere. Mentre per quanto riguarda la volontá libera, le loro scelte sono rapidissime, pressoché immediate (senza formarsi prima un giudizio). E’ dunque evidente che negli Angeli vi è libertá perfetta.

Per S. Tommaso, gli Angeli hanno un compito speciale, che riguarda l’uomo. Il loro compito principale è quello di essere custodi dell’uomo, difenderlo dalle aggressioni del demonio e di aiutarlo a conseguire la salvezza eterna. Però gli Angeli non possono piegare la volontà umana, perché ciò è esclusivo di Dio. Gli Angeli possono guidare gli uomini con la persuasione e, come possono fare gli stessi uomini, possono muovere la volontà agendo sui sentimenti e sulle emozioni. Infatti la volontà è soggetta soltanto a Dio, e Dio solo può operare in essa, perché ne è l’oggetto principale quale ultimo fine" ("Somma Teologia, q.57, a.4).

L’ANGELO CUSTODE

Una breve parola bisogna dire sull’Angelo Custode nella Teologia Cattolica, poiché l’argomento ci tocca da vicino.
Secondo la Tradizione ecclesiale, gli Angeli hanno come ufficio proprio quello di assistere, proteggere, guidare l’umanità perché possa conseguire la salvezza eterna. Alcuni sono preposti a custodire la famiglie, altri le città, altri le nazioni, altri tutte le nature corporee; altri sono preposti alla custodia delle singole persone: a questi si riserva il titolo di "Angeli Custodi".
A questa realtà allude Gesù quando, parlando dei fanciulli, accenna ai loro Angeli (cfr. Mt 18,10).
Già nei primi anni del cristianesimo tale veritá era accettata e ferma, tanto da indurre i fedeli nel cenacolo a ritenere naturale che l’Angelo Custode di san Pietro l’avesse liberato dalla prigionia (cfr. At 12, 45).
San Tommaso raccogliendo la Tradizione della Chiesa orientale e occidentale, ha dedicato una lunga questione della "Somma Teologia" (q.113 della Prima Parte) al chiarimento di quali siano gli uffici dell’Angelo Custode.
Egli affronta la questione dibattuta, già dai tempo di Origene, se l’Angelo Custode sia concesso a tutti o soltanto ai battezzati: e conclude che l’Angelo Custode è concesso a tutti e non soltanto ai battezzati. L’Angelo Custode anche ai non battezzati dona sempre illuminazioni e spinte verso la salvezza, sebbene trovi ostacoli dallo spirito del male, che lo avversa.
Dopo la morte "l’uomo non avrà più un Angelo Custode, ma avrà in cielo un Angelo "con regnante", o all’inferno un demonio tormentatore".

CONCLUSIONE

Qualunque sia questo mondo celeste, esso è inserito nel piano divino della creazione e nel disegno di salvezza di Cristo. La credenza nell’esistenza degli Angeli e nel loro ruolo presso gli uomini è un elemento dogmatico della fede cristiana. Essi hanno un posto indispensabile nell’insieme del mistero della fede (1Tm 3,16).

Tutto l’insegnamento della Chiesa sugli Angeli è sintetizzato nel Catechismo della Chiesa Cattolica

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma l’esistenza degli Angeli, come "verità di fede", testimoniata dalla Scrittura e dalla Tradizione (CCC n.328). La loro creazione avvenne dal nulla, secondo l’insegnamento del Concilio Lateranense IV del 1215 (CCC n.327; cf. anche Paolo VI: "Credo del popolo di Dio", 8).
Sempre il CCC specifica inoltre l’identità degli Angeli: sono creature spirituali, dotate di intelligenza, volontà e libertá e sono superiori alle creature visibili (CCC n.330). La missione degli Angeli consiste nell’essere servitori e messaggeri di Dio e potenti esecutori dei suoi comandi (CCC n.329).
Particolarmente accentuata è la relazione degli Angeli con il mistero di Cristo: "Cristo è il centro del mondo angelico" (CCC n.331). Questa centralità ha due motivazioni: gli Angeli, insieme all’intera creazione, sono stati creati per mezzo di Lui e in vista di Lui, e inoltre, essi sono messaggeri del suo disegno di salvezza (CCC n.331).
Il CCC delinea una catechesi biblica sugli angeli e sulla loro missione nell’AT e nel NT. I pochi episodi scelti dall’AT (CCC n.332) menzionano i cherubini che, dopo la cacciata dell’uomo, custodiscono il giardino dell’Eden e l’albero della vita (Gn 3,24); gli Angeli che proteggono Lot (Gn 19); l’Angelo che salva Agar e il suo bambino assetati e smarriti nel deserto (Gn 21,17); quello che ferma la mano di Abramo in procinto di immolare Isacco (Gn 22,11-12); l’Angelo che guida il popolo nel deserto (Es 23,20-23); quello che annuncia la nascita di Sansone (Gdc 13); l’Angelo che annunzia la vocazione di Gedeone (Gdc 6,11-24); l’Angelo che assiste Elia in fuga e impaurito, con una focaccia e un orcio d’acqua (1Re 19,5-7).
Gli episodi scelti dal NT menzionano, anzitutto, Gabriele che annuncia la nascita del Battista e di Gesù (CCC n332). Si ricordano poi gli interventi degli Angeli che cantano l’inno di lode per la nascita del Salvatore, ne proteggono l’infanzia, lo servono nel deserto, lo confortano nell’agonia, annunciano la buona novella della resurrezione, lo serviranno nell’ultimo giudizio (CCC n.333).
Si deve dire, contrariamente a una certa cultura moderna, che l’esistenza degli Angeli, sia nel mondo biblico, sia nella cultura pagana e cristiana dei primi secoli della Chiesa, era una verità creduta e posseduta pacificamente da tutti. Il pericolo, talvolta, proveniva dall’esagerazione e dall’esasperazione del mondo angelico, come succedeva, ad esempio, con l’eresia cátara.
Nel 1215 il Concilio Lateranense IV si pronunciò contro l’eresia cátara. I cátari ritenevano Satana essere il Dio dell’AT e creatore del mondo e grande avversario del Dio buono manifestatosi nel NT.
Consideravano Gesù un Angelo inviato dal Dio buono per istruire gli uomini sulla loro patria perduta. Per i cátari il mondo materiale era intrinsecamente cattivo, per cui veniva proibito, ad esempio, il matrimonio, l’esercizio della sessualità, il lavoro. I cátari contrapponevano al monoteismo cristiano un dualismo: il Dio cattivo (Satana) e il Dio buono (il Dio di Gesú Cristo). Contro l’eresia cátara, il Lateranense IV riassume la coscienza di fede biblica ed ecclesiale sull’esistenza e sulla natura degli Angeli.
Oggi molti non credono alle presenze spirituali; le ritengonosuperflue e appartenenti ad una mentalitá e ad una cultura ritenuta superata.
Bisogna tener conto di due motivazioni teologiche per una certa marginalizzazione degli Angeli:

1) la gerarchia delle verità di fede pone il mondo angelico non al centro, bensì alla periferia della fede cristiana;

2) la rivalutazione teologica della funzione mediatrice di Maria sembra aver sostituito del tutto la presenza altrettanto protettrice e benefica degli Angeli.
Ai nn. 391-395 si parla della caduta di alcuni angeli, di un loro peccato (2 Pe 2,4): “tale 'caduta' consiste nell'avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno... A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta... La Scrittura attesta la negativa e dannosa influenza di colui che Gesù chiama 'omicida fin dal principio'... La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l'edificazione del regno di Dio”. Che Dio permetta l'attività diabolica è un grande mistero, anche se sappiamo che in tutte le cose Dio interviene per il bene di coloro che lo amano (n. 394-395).
Nella nuova riforma liturgica, la Chiesa ha raccolto la dottrina tradizionale sugli angeli e il diavolo: si mantengono la festa degli arcangeli (29 settembre) e quella degli angeli custodi (2 ottobre), così come la Messa votiva dei Santi Angeli. È la prima volta, dopo Trento, che si include nel Messale Romano un prefazio che ringrazia Dio per la creazione degli angeli, e nella prima e quarta preghiera eucaristica sono i protagonisti.

GLI ANGELI NELLA VITA DEI SANTI

“Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore o pastore, per condurlo alla vita”. san Basilio di Cesarea “I più grandi santi e gli uomini di Dio hanno vissuto nella familiarità degli angeli. Nella vita dei mistici e dei santi gli “incontri angelici” sono frequenti. Ecco alcuni esempi significativi:

SAN FRANCESCO D’ASSISI (1182-1226) La devozione di San Francesco per gli angeli è descritta da san Bonaventura in questi termini: “Con inseparabile vincolo d ‘amore era unito agli angeli, a questi spiriti che ardono d’un fuoco meraviglioso e, con esso, penetrano in Dio e infiammano le anime degli eletti. Per devozione verso di loro, a cominciare dalla festa dell ‘Assunzione della Vergine santissima, digiunava per quaranta giorni, dedicandosi continuamente alla preghiera. Era particolarmente devoto a san Michele arcangelo”.

SAN TOMMASO D ‘AQUINO (1225-1274) Durante le sua vita ebbe numerose visioni e comunicazioni con gli angeli, oltre a dedicare loro particolare attenzione nella sua Summa teologica (S Th. I, q.50-64). Ne parlò con così tanta acutezza e penetrazione e seppe esprimersi nella sua opera in maniera così convincente e suggestiva, che già i suoi contemporanei lo definirono “Doctor Angelicus”, Dottore Angelico. Esseri di natura puramente immateriale e spirituale, di numero incalcolabile, diversi per saggezza e perfezione, suddivisi in gerarchie, gli angeli, per lui, sono esistiti da sempre; ma furono creati da Dio, forse prima del mondo materiale e dell’uomo. Ogni uomo, sia esso cristiano o non cristiano, ha un angelo custode che non lo abbandona mai, neppure se è un grandissimo peccatore. Gli angeli custodi non impediscono che l’uomo faccia uso della sua libertà anche per compiere il male, tuttavia operano su di lui illuminandolo e ispirandogli buoni sentimenti.

BEATA ANGELA DA FOLIGNO (1248-1309) Affermò di essere stata inondata di gioia immensa alla vista degli angeli: “Se non l’avessi sentita, non avrei creduto che la vista degli angeli fosse capace di dare una tale gioia”. Angela, sposa e madre, si era convertita nel 1285; dopo una vita dissoluta, aveva iniziato un cammino mistico che l’aveva portata a divenire perfetta sposa di Cristo che le era apparso più volte insieme agli angeli.

SANTA FRANCESCA ROMANA (1384-1440) La santa più conosciuta e amata dai romani. Bella e intelligente, avrebbe voluto essere sposa di Cristo, ma per obbedire al padre acconsentì al matrimonio con un patrizio romano e fu madre e sposa esemplare. Rimasta vedova si dedicò completamente alla vocazione religiosa. È fondatrice delle Oblate di Maria. Tutta la vita di questa santa è accompagnata da figure angeliche, in particolare sentiva e vedeva accanto a sé sempre un ‘angelo. Il primo intervento dell’angelo è del 1399 salvando Francesca e sua cognata che erano cadute nel Tevere. L’angelo si presentava come un bambino di 10 anni con i capelli lunghi, gli occhi splendenti, vestito di una tunica bianca; fu soprattutto vicino a Francesca nelle numerose e violente lotte che ella dovette sostenere con il diavolo. Questo angelo fanciullo rimase accanto alla santa per 24 anni, poi fu sostituito da un altro molto più risplendente del primo, di gerarchia superiore, che restò con lei fino alla morte. Francesca fu amatissima dal popolo di Roma per la straordinaria carità e le guarigioni che otteneva.

PADRE PIO DA PIETRELCINA (1887-1968) Devotissimo all ‘angelo. Nelle battaglie numerose e durissime che dovette sostenere con il maligno, un personaggio luminoso, certo un angelo, gli fu sempre vicino per aiutarlo e dargli forza. “Che l’angelo ti accompagni” diceva a chi gli chiedeva la benedizione. Una volta disse: “Pare impossibile quanto siano obbedienti gli angeli!”.

TERESA NEUMANN (1898-1962) Nel caso di un’altra grande mistica del nostro tempo, Teresa Neumann, contemporanea di Padre Pio, troviamo un contatto quotidiano e sereno con gli angeli. Essa nacque nel paesino di Konnersreuch in Baviera nel 1898 e qui morì nel 1962. Il suo desiderio sarebbe stato quello di farsi suora missionaria, ma ne fu impedita da una grave malattia, conseguenza di un incidente, che la rese cieca e paralizzata. Per anni rimase a letto, sopportando serenamente la propria infermità e fu poi improvvisamente guarita prima dalla cecità poi dalla paralisi, per l’intervento di Santa Teresa di Lisieux di cui la Neumann era devota. Ben presto incominciarono le visioni della passione di Cristo che accompagnarono Teresa per tutta la vita ripetendosi ogni venerdì, in più, gradualmente, si manifestarono le stigmate. In seguito Teresa avverti sempre meno il bisogno di nutrirsi, poi smise completamente di mangiare e di bere. Il suo digiuno totale, controllato da apposite commissioni nominate dal vescovo di Ratisbona, durò ben 36 anni. Riceveva quotidianamente solo l’Eucaristia. Più di una volta le visioni di Teresa ebbero come oggetto il mondo angelico. Del proprio angelo custode percepiva la presenza: lo vedeva alla propria destra e vedeva anche l’angelo dei suoi visitatori. Teresa riteneva che il suo angelo la proteggesse dal demonio, la sostituisse nei casi di bilocazione (ella fu vista spesso contemporaneamente in due luoghi) e l’aiutasse nelle difficoltà.

Molti altri santi hanno vissuto episodi significativi legati a questi messaggeri celesti tra cui: san Felice di Nola, Santa Margherita da Cortona, San Filippo Neri, Santa Rosa da Lima, Santa Angela Merici, Santa Caterina da Siena, Guglielmo di Narbona, Benedetta la veggente del Laus ecc.

NATUZZA EVOLO E GLI ANGELI

NATUZZA (1924 – 2009), mistica di Paravati, in provincia di Catanzaro. Ella sin dal 1939 manifestò sudorazioni di sangue, con comparsa di piaghe, soprattutto il mercoledì santo, il giovedì santo ed il venerdì santo. Tali fenomeni, tenuti nascosti fino al 1965, sono poi venuti a conoscenza di molte migliaia di persone. Si attribuiscono a Natuzza varie potenzialità: dalla bilocazione alla morte apparente, dalla trance al dialogo con i defunti, dall’esorcismo al canto angelico. Di quest’ultimo sono offerte varie testimonianze: 1) “Natuzza cadde in estasi, ed improvvisamente sentimmo un suono lontano, indescrivibile, una musica talmente melodiosa, come un coro di dieci, venti voci intrecciate. Io mi impressionai moltissimo: era come un canto angelico lontano lontano, non sembrava venire dalla bocca di Natuzza”.

2) “Ho udito in quell’epoca il canto angelico proveniente da Natuzza in estasi. Questo canto fu udito da molte persone di Paravati, qualche volta, eccezionalmente, fu udito dai figli di Natuzza, mentre ella non era in estasi ma del tutto sveglia, proveniente in questo caso non da lei, ma dall’esterno”. Natuzza minimizzò la cosa, dicendo che il canto proveniva dalla radio. 
Il fenomeno Natuzza si è protratto nel tempo senza che siano sorti molti dubbi sulla veridicità delle sue affermazioni e sulla singolarità degli eventi che l’hanno accompagnata nel corso della sua lunga esistenza. La sua tenuta nel tempo ha destato sorpresa anche in studiosi ben rigorosi e per nulla propensi a dar credito a fatti soprannaturali.
Sta di fatto che numerosi testimoni riferiscono situazioni inconsuete legate alla figura di Natuzza. Uno straordinario carisma posseduto da Natuzza è la visione continua del proprio angelo custode e di quello delle persone con le quali viene a contatto. Il suo angelo custode, veduto da lei fin dalla fanciullezza, la guida, la ammonisce, la assiste nel suo lavoro di conversione, le dà particolari consigli. È il suo angelo custode ma più spesso l’angelo custode dei visitatori che suggerisce a Natuzza la risposta o il consiglio da dare, così asserisce candidamente Natuzza, ecco perché le sue risposte sono solitamente infallibili, e penetrano nell’intimo delle persone, perché sono suggerite dagli Angeli, creature di intelligenza e conoscenza superiore a quella umana. 
Utile risulta quest’altra informazione: Natuzza vede gli Angeli nelle sembianze di bambini bellissimi con i piedi sollevati da terra, dall’età apparente di 8-10 anni, alla destra delle persone laiche, ed alla sinistra dei sacerdoti. Vede loro muovere le labbra e sente, provenienti dalle loro labbra, le risposte da dare alla gente con la quale è in colloquio. Gli angeli custodi dei sacerdoti li accompagnano dando loro la destra, dice Natuzza, perché riconoscono in loro il rappresentante del loro e nostro Signore Gesù Cristo, mentre lo spirito delle persone laiche dà la destra all’Angelo, creatura superiore nella scala spirituale. 
Una simile spiegazione rientra pienamente in una concezione popolare della figura del sacerdote come inviato divino, dotato di poteri particolari.

Si stabilisce quindi una sorta di gerarchia che vede la gente comune al livello iniziale, poi gli angeli e un po’ più in alto i sacerdoti.
Del resto la stessa Natuzza pare giustificare ulteriormente un tale punto di vista in quanto “è stata sempre molto decisa nell’affermare e sostenere che gli angeli da lei visti, chiamati da lei il più delle volte ‘gli angioletti’, per la loro sembianza di bambini, sono delle creature reali, del tutto indipendenti e diverse sia dalle persone vive che dai defunti, create da Dio direttamente nello stato angelico e mai passati attraverso la natura umana
Sempre secondo Natuzza Evolo “gli Angeli Custodi assistono gli uomini non solo durante tutta la vita, ma anche nel Purgatorio, fino all’ingresso in Paradiso”.
Sembra proprio che la donna di Paravati abbia avuto una particolare dimestichezza con gli angeli, della cui esistenza ne ha dimostrato ampiamente la veridicità.
 Un’altra volta, mentre Natuzza era a colloquio con i suoi visitatori, un sacerdote, nel salone-cappella, faceva dell’ironia con le persone presenti sulla facoltà della donna di parlare con gli angeli. Natuzza, avvertita dal suo angelo, uscì sull’uscio, rivolgendogli una frase di ammonizione in lingua latina. Il sacerdote rimase confuso. Quiando poi entró da natuzza la rimproveró per averlo richiamato davanti a tutti. Poi Natuzza disse “Quel sacerdote non credeva che c’è l’angelo, e invece c’è, c’è! E poi mi rimproverò per il rimprovero in latino, ma nessuno dei presenti aveva capito cosa avevo detto!”.
La mistica di Paravati ha sempre affermato che la profondità delle sue risposte e dei suoi consigli provenivano non dalle proprie capacità ma dall’essere in contatto con gli angeli di Dio. La signora Luciana Paparatti di Rosarno dichiara: “Tempo fa mio zio Livio, il farmacista, stava facendo una cura contro il colesterolo. Un giorno, andando da Natuzza, portai con me zia Pina, la moglie di zio Livio. Quando fummo ricevute, la zia le disse: “Sono venuta per mio marito, vorrei sapere se le medicine sono giuste, se ci siamo affidati ad un buon medico…”. Natuzza la interruppe, dicendo: “Signora, ve ne state preoccupando troppo. C’è solo un po’ di colesterolo!”. Mia zia diventò tutta rossa e Natuzza, come per scusarsi, le disse: “L’angioletto me lo sta dicendo!”. La zia non le aveva parlato di colesterolo, aveva solo chiesto se la terapia era giusta e il medico bravo”.
Il professor Valerio Marinelli, docente universitario di ingegneria, da tutti riconosciuto come il maggior biografo della mistica calabrese dichiara: In numerosissime occasioni ho personalmente constatato come Natuzza, dopo che le si è posto un quesito, attenda qualche attimo prima di rispondere, fissando spesso lo sguardo non sulla persona che le parla, ma su un punto vicino ad essa, ma soprattutto ho riscontrato come davvero ella è capace di dare immediatamente risposte illuminanti su questioni complesse e difficili sulle quali chi la interroga spesso non sa nulla, ed alle quali sarebbe arduo rispondere anche dopo lunghe riflessioni. Natuzza centra immediatamente il problema e ne suggerisce la soluzione, quando vi è una soluzione; moltissime volte ho potuto poi verificare, certe volte non subito ma dopo un intervallo più o meno lungo di tempo, come davvero lei aveva ragione ed aveva risposto ottimamente. Questa velocità di giudizio su problemi di cui lei, obiettivamente, non possiede, dal punto di vista umano, gli elementi di giudizio, l’acutezza, l’intelligenza, la sinteticità e semplicità delle sue risposte, sono, a mio parere, del tutto eccezionali e superumane, tanto che credo esse possano costituire una valida prova della sua reale capacità di colloquiare con gli angeli, spiriti puri ai quali sempre i Dottori della Chiesa hanno attribuito intelligenza superiore, potenza e santità. 
Infine c’è da dire che la stessa Natuzza così si esprimeva: “Sì è vero, la Madonna mi appare spesso. Vedo anche il mio angelo custode e gli spiriti dei morti. Li vedo come se fossero ancora abitanti di questo mondo. Mi parlano, mi sorridono, sono vestiti come noi. A volte non riesco proprio a distinguere i vivi dai defunti. Sono cinquant’anni che mi capitano simili fenomeni, ma non so ancora dare loro una spiegazione”. E poi aggiunge: “Io sono niente, sono solo una povera donna che ripete ciò che dice l’angelo. Quando una persona viene a chiedermi consigli per un problema, io guardo il mio angelo custode. Se lui parla, io riferisco; se sta zitto, non posso dire niente perché sono ignorante”. Ed ancora: “L’angelo custode. Lo vedo continuamente. È lui che mi suggerisce ciò che devo dire alle persone. Ha l’aspetto di un bambino di circa otto anni, è biondo, con i capelli ricci. È sempre avvolto da una luce fortissima. Anche in questo momento vedo l’angelo. È qui, alla mia destra. È così luminoso che mi fa lacrimare gli occhi”.
Molti altri episodi – molti dei quali a noi probabilmente sconosciuti – si potrebbero aggiungere ma quel che resta chiaro è il profondo rapporto che Natuzza aveva con gli spiriti celesti, del quale si serviva ampiamente per aiutare la tanta gente che la voleva incontrare per cercare conforto da lei.
La signora Mercuri di Rosarno testimonia: “Una volta, mentre mi recavo a Mileto, passai da Natuzza, assieme a mia figlia Cinzia, che aveva allora otto anni. chiesi a Natuzza: “Natuzza, vedete qualcosa?” e lei: “Sì., vedo l’angelo della bambina”. “Sì?”, dico io e lei rivolgendosi a mia figlia: “Senti, ma perché tu rispondi male a mamma tua?”. Ed io: “Sì, talvolta mi risponde in un modo così sgarbato che sembra un diavoletto!”. E Natuzza: “Non c’è bisogno che me lo diciate voi, me lo sta dicendo l’angelo. Tu non devi rispondere così a tua mamma, devi essere più gentile!”. Una settimana dopo, di mattina, verso le dieci, mentre eravamo a casa, Cinzia, non ricordo più per quale motivo, mi diede una risposta sgarbata. Io le dissi: “Ma perché fai così, se ora ci fosse qui Natuzza, ti direbbe che al posto dell’angelo, hai il diavolo!”. Cinzia, arrabbiata, mi rispose: “La smetti con Natuzza!” ed io: “Vuoi vedere che ora la chiamo e mi risponde?”. Cinzia, di scatto, disse: “Chiamala!” ed io: “Natuzza, vedi come fa Cinzia, dai un segno nel bagno!”. Di colpo, qualche istante dopo, sentiamo provenire dal lavandino del bagno un rumore violento, secco e forte, tale da metterci addosso una grande paura. Qualche tempo dopo tornai da Natuzza, ma non pensavo minimamente a quel fatto. Natuzza mi disse: “Signora, prima mi chiamate e poi vi impaurite!”. “Ma quando, Natuzza?”. E lei: “Non vi ricordate? Quando mi avete chiamato per la bambina, per l’angelo! Io ero presente!”. La signora Rosa Galeso di Gioia Tauro ha raccontato: “Quando ero ragazza, fui bocciata all’esame di licenza media. Mi ritirai e l’anno seguente mi presentai all’esame come esterna. Mi ero preparata, ma ero molto preoccupata per la matematica, di cui sapevo ben poco. La prova scritta mi fu passata da una compagna, ma poi venne il momento degli orali. La professoressa mi diede una espressione da sviluppare, ma io non sapevo da dove incominciare. Ad un certo punto mi sentii come prendere la mano da qualcuno e svolsi perfettamente l’intero esercizio. Io, mentre ciò avveniva, mi feci tutta rossa dalle vergogna perché pensavo che mia mamma mi doveva aver raccodandato con la professoressa e che lei, prendendomi la mano con la sua, mi stava aiutando in quel modo così strano. Ma non appena l’intero esercizio fu svolto, mi accorsi che la professoressa era intenta a parlare con una sua collega e non badava affatto a me. Venni promossa grazie a quell’aiuto misterioso. A distanza di molti anni, raccontai questo episodio a Natuzza, e lei mi speigò: “E’ stato il vostro angelo custode. Pregate sempre l’angelo custode, perché non lo pregate mai?”. La signora Anna Suriano di Vibo Valentia ha narrato: “Una sera ero disperata perché mio figlio stava molto male, con delle difficoltà respiratorie. Mi misi ad invocare Natuzza dicendole: “Natuzza, tu tutti aiuti, prega anche per mio figlio, manda l’angioletto per aiutarlo!”. Poi mi addormentai, ma, nel corso della notte, mi svegliai e vidi proprio in un angolo della stanza, un bambino meraviglioso, vestito di bianco, più bello di tutti i bambini belli che avessi mai visto, scendere lentamente verso il basso, come se galleggiasse in aria. Aveva le ali ed una candela accesa nelle mani. Io esclamai: “Aiuta, aiuta il bambino mio!”. E lui subito sparì. In seguito Natuzza mi spiegò che era l’angioletto di mio figlio che si era fatto vedere per tranquillizzarmi”.
Fra le pagine rinvenute di Don Giovanni Capelluto, confessore di Natuzza, abbiamo questa testimonianza sul rapporto della donna con gli spiriti celesti: “Natuzza mi ha detto: “Sabato sera 22 giugno 1946 ho visto la Madonna e le domandai di darmi una risposta. Mi rispose: “Fra un momento ti manderò l’angelo custode e ti riferirà quello che io ho detto a lui”. Poi le domandai perché non mi diceva più niente e mi rispose che se ne doveva andare. Le domandai perché non mi dava la benedizione come le altre volte e se il motivo era dovuto a qualche peccato e mi rispose di mantenermi sempre nello stesso modo che mi avrebbe sempre dato la santa benedizione. Poi scomparve. Era sollevata qualche mezzo metro in mezzo alla camera ed io ero vicino alla finestra. Dopo un poco è apparso l’angelo. Appena l’ho visto mi sono spaventata e lui mi disse: “Calmati, non aver paura. Io sono l’angelo custode. Tu vuoi bene a Gesù?”. “Sì”, ho risposto. “Tu vuoi bene alla Madonna?” “Sì”, ho risposto. “Anche loro ti hanno voluto e ti vogliono bene”, poi, in riferimento alle domande di un giovane mi disse: “Nessuno meglio di me può leggere il suo pensiero. Il suo ideale a tutti noi piace, ma è un giovane molto complicato”. La Madonna ha detto riguardo a questo giovane: “Vuole essere fedele con la Madonna e con Gesù, ma deve offrire realmente il suo cuore. Che preghi, dia buoni esempi, sia umile e caritatevole, dimostrando così di essere figlio fedele a Dio e alla Madonna”. Poi l’angelo mi disse ancora: “Vi sono in Cielo più padri e madri che non zitelle. I santi si possono fare pure nelle grotte”. Poi a me disse: “Sii sempre buona, umile e caritatevole”. Io ho risposto: “Se sono povera come posso fare la carità?” e l’angelo, sorridendo, mi rispose così: “E’ meglio essere povera di ricchezze terrene e non di animo e di fede. Prega per tutto il mondo. E’ la migliore carità. Diglielo a tutti i fedeli di Maria che preghino se vogliono che il divino Re salvatore dia soddisfazione ai loro cuori”. Poi gli domandai quale angelo era e mi rispose che era l’angelo custode del giovane e scomparve”.  Una volta un padre gesuita volle conoscere Natuzza e si recò da lei in incognito, indossando degli abiti civili. Parlò di vari argomenti e poi, dopo averle detto che stava per sposarsi, le chiese un consiglio ed un parere sulle sue imminenti nozze. Natuzza allora si alzò in piedi e, inchinandosi, gli baciò la mano. Il gesuita, stupito per quel gesto, chiese spiegazioni e Natuzza gli rispose: “Voi siete un sacerdote”. Il prete replicò che non era vero ma Natuzza aggiunse: “Vi ripeto che siete un sacerdote, un sacerdote di Cristo; lo so perché quando siete entrato ho visto che l’angelo vi dava la destra. Mentre con tutti gli altri l’angelo è alla sinistra”.

La signora Carmela D’Amato di Vibo Valentia ha dichiarato: “Domenica 11 dicembre 1988 Natuzza mi diede una lettera chiusa, pregandomi di leggergliela. La aprii e vidi che si trattava di una lettera in francese, che le avevano mandato da un monastero del Carmelo. Io lessi il testo ad alta voce, e, con mia grande meraviglia, ebbi a constatare che Natuzza, come un’interprete simultaneo, subito dopo la mia lettura di ogni singola frase, dava la traduzione italiana perfetta, senza omettere alcuna parola. La signora in questione riporta il testo francese di tale lettera e indubbiamente si notano alcune parole difficili da tradurre senza dizionario, anche per chi ha studiato bene il francese a scuola. Natuzza, come è noto, era analfabeta e a stento parlava la lingua italiana, figurarsi il francese! Sempre il professor Marinelli afferma: “Il 25 – 6 – 1985 Natuzza ci ha detto: “Io vedo l’angelo custode di quasi tutte le persone che vengono da me. Di alcuni non lo vedo, o non lo vedo sempre, ma questo non vuol dire che l’angelo non c’è, ma per motivi che non conosco non si fa vedere da me. Io ripeto solo quello che l’angelo mi dice. Ad esempio se una mamma mi chiede talvolta: “Di che è morto mio figlio?”, e dice questo per provarmi, l’angelo mi risponde: “Lei lo sa già!”, ed io dico a quella persona: “Voi lo sapete”. Natuzza afferma di vedere gli angeli sotto forma di bambini bellissimi, luminosi, sollevati da terra. Questa visione è molto simile all’angelo come, già abbiamo visto, veniva descritto da santa Francesca Romana. Inoltre Natuzza, come faceva anche Padre Pio, esorta le persone che a lei si rivolgono, di chiedere il suo aiuto e le sue preghiere tramite il proprio angelo custode.

La professoressa Tita La Badessa di Vibo Valentia a questo riguardo ricorda: “Un giorno io ero preoccupatissima perché mia madre, che era ammalata, si trovava a Milano presso un mio cugino ed io non riuscivo a telefonarle: il telefono risultava sempre occupato. Temetti che forse avevano ricoverato d’urgenza in ospedale mia mamma. Natuzza si trovava in vacanza e non era ancora rientrata a Paravati. Allora io pregai il mio angelo custode: “Diglielo tu a Natuzza che sono disperata!”. Dopo un po’ mi sentii pervadere da una tranquillità interiore, come se vi fosse qualcuno a dirmi: “Stai calma”, e mi venne in mente che forse il telefono di mio cugino era semplicemente fuori posto. Dopo cinque minuti mi telefonarono i miei parenti da Milano e mi spiegarono che il loro telefono, a loro insaputa, era fuori posto, e non era accaduto nulla di grave. Quando poi vidi Natuzza le dissi: “L’altro giorno vi ha chiamato l’angioletto?”. E lei: “Sì, mi ha detto: “Tita ti invoca, è preoccupata!”. Hai visto che si è sistemato tutto! C’è bisogno che ogni volta ti agiti tanto?”. Sempre la professoressa La Badessa: “Una notte rimasi sola a casa e, poiché era la prima volta che dormivo sola, ero inquieta. Non sapevo cosa fare e accendevo la luce e la spegnevo. Poi decisi di mettermi a letto, ma poichè non riuscivo ad addormentarmi, presi le carte e mi misi a giocare da sola, ma l’inquietudine non voleva andarsene. Ad un certo punto, oltre la mezzanotte, dissi al mio angelo custode: “Angioletto, vai a dire a Natuzza, che non ce la faccio più!”. Poco dopo, di colpo, mi sentii serena ed anzi mi sembrò di percepire la presenza di Natuzza. Mi sembrò anche se non la vedevo con gli occhi che lei si fosse seduta sopra la poltroncina accanto al mio letto e che avesse i piedi incrociati, come usa lei, e con le braccia conserte. Mi rilassai ed a poco a poco mi addormentai. Quando poi incontrai Natuzza in carne ed ossa, le chiesi se fosse veramente venuta da me, ed ella mi rispose: “L’angelo mi ha svegliato mentre dormivo. Svegliati, svegliati, Tita ha bisogno di te e t’invoca”, così sono venuta da voi e vi ho fatto compagnia, finchè non vi siete addormentata”. “Ma eravate seduta sulla poltroncina?”. “Sì”.

Il dottor Salvatore Nofri di Roma testimonia: “Ero nella mia abitazione di Roma, inchiodato a letto da diversi giorni a causa di una lombosciatalgia che non mi consentiva di camminare. Depresso ed amareggiato per essere impossibilitato di andare a trovare mia madre, ricoverata in ospedale, la sera del 25 settembre 1981, alle ore ventuno e trenta, dopo aver recitato il Rosario, pregai il mio angelo custode di andare da Natuzza. Mi rivolsi a lei con queste precise parole: “Ti prego, vai a Paravati da Natuzza, dille di pregare per mia mamma e di darmi, con un segno a suo piacere, la conferma che tu mi hai obbedito”. Non erano trascorsi cinque minuti dall’invio dell’angelo che percepii un meraviglioso, indefinibile profumo. Ero solo, nella camera non c’erano fiori, ma io, per oltre un minuto, respirai profumo: come se una persona, vicino al mio letto, dalla destra, alitasse profumo verso di me. Commosso ringraziai l’angelo e Natuzza con cinque Gloria”.

La signora Silvana Palmieri di Nicastro asserisce: “Conoscevo Natuzza da qualche anno e sapevo ormai che ogni qualvolta avessi bisogno della sua intercessione per una grazia, potevo rivolgermi a lei con fiducia. Nel 1968, mentre eravamo a Baronissi (SA) in villeggiatura, durante la notte mia figlia Roberta venne colta da un improvviso malore. Preoccupata mi rivolsi al mio angelo custode affinchè potesse avvisare Natuzza. Dopo circa venti minuti la bimba stette già meglio. Al nostro ritorno dalla villeggiatura andammo a trovare, come è nostra abitudine, Natuzza. Lei stessa, ad un certo punto disse, specificandomi l’ora, di aver ricevuto la mia chiamata tramite l’angioletto. Tante altre volte questo si è verificato, ed ogni volta che ci siamo riviste, è stata sempre lei a dirmi di aver ricevuto i miei pensieri per lei”.

In conclusione

Gli angeli sono creature di Dio. La loro missione fondamentale è lodare Dio e favorire la salvezza degli uomini. Nella Bibbia appaiono come messaggeri di Dio per aiutare gli uomini.
 

 



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