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Un'Ostia consacrata diventa carne e sangue
30 Luglio 2017

LA MISSIONE CATTOLICA ITALIANA DI
VILLINGEN-SINGEN

AUGURA A TUTTI VOI
SERENE, RIPOSANTI, RILASSANTI E GIOIOSE
FERIE
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UN’OSTIA CONSACRATA
DIVENTA CARNE E SANGUE

Alle 7 di sera del 18 agosto del 1996, padre Alessandro stava celebrando la Santa Messa in una chiesa cattolica nel centro commerciale di Buenos Aires. Mentre stava finendo di distribuire la Santa Comunione, si avvicinò una donna per dirgli che aveva trovato un’Ostia su un candelabro, dietro la chiesa. Recatosi sul posto indicato, padre Alessandro vide l’Ostia profanata. Dal momento che non poteva consumarla, fece come dice la Chiesa in queste circostanze: mise l’Ostia in un bicchiere pieno d’acqua e conservó il bicchiere con l’Ostia nel tabernacolo della cappella del Santissimo Sacramento.
8 giorni dopo, lunedì, 26 agosto, all’apertura del tabernacolo, vide con meraviglia che l’Ostia si era trasformata in una sostanza piena di sangue. Informò subito il Cardinale Jorge Bergoglio, l’attuale Papa Francesco, il quale diede istruzioni perché l’Ostia fosse fotografata da un fotografo professionista.
Le foto furono scattate il 6 settembre 1996. Esse mostrarono chiaramente che l’Ostia era diventata un pezzo di carne insanguinata ed era cresciuta di dimensioni.
Per 3 anni, fino al 1999, l’Ostia rimase nel tabernacolo e su tutta la vicenda fu mantenuto un rigoroso segreto. Dal momento che l’Ostia non subiva alcuna visibile decomposizione, dopo il terzo anno, l'allora Cardinale Bergoglio decise che fosse analizzata scientificamente.
Il 5 ottobre 1999, alla presenza dei rappresentanti del Cardinale, il Dott. Castañon prese un pezzettino del frammento insanguinato e lo mandó a New York per farlo analizzare da un gruppo di scienziati. Per non influenzare l’esame, egli decise di non dire niente agli scienziati della provenienza del pezzettino di carne.
Uno di questi scienziati era il dottor Frederic Zugibe, ben noto cardiologo e medico legale. Questi stabilì che la sostanza analizzata era realmente carne e sangue, contenente DNA umano.
Ecco la relazione che spedí al Cardinale Bergoglio: “Il materiale analizzato è un frammento di muscolo cardiaco della parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore. Si tenga presente che il ventricolo cardiaco sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco è infiammato e contiene un gran numero di globuli bianchi. Questo indica che il cuore era vivo al momento del prelievo del campione. La mia tesi è che il cuore era vivo, visto che i globuli bianchi muoiono al di fuori di un organismo vivente. Hanno bisogno di un organismo vivente, per sostenersi. Così, la loro presenza indica che il cuore era vivo quando è stato prelevato il campione. Per di più, questi globuli bianchi avevano penetrato il tessuto, il che indica inoltre che il cuore era stato sottoposto ad un forte stress, come se il suo possessore fosse stato picchiato duramente sul petto.
Due australiani, il giornalista Michele Willesee e l’avvocato Ronaldo Tesoriero, assistettero a questi esami. Sapendo da dove proveniva il campione, rimasero sbalorditi dalla testimonianza del Dott. Zugibe.
Michele Willesee chiese allo scienziato quanto tempo i globuli bianchi potrebbero rimanere in vita, in un tessuto umano che era stato tenuto in acqua.  E il Dott. Zugibe rispose subito che i globuli bianchi sarebbero morti dopo pochi minuti. A quel punto, il giornalista riveló al medico che il campione proveniva da una sostanza che era stata tenuta per un mese in acqua normale e successivamente, per altri tre anni, in un contenitore di acqua distillata; solo allora era stato prelevato il campione per l’analisi. Il Dott. Zugibe rispose che non era in grado di spiegare un fatto del genere: non c’era modo di spiegarlo scientificamente.
Fu a quel punto che Michele Willesee informò il Dott. Zugibe che il campione analizzato proveniva da un’Ostia consacrata (pane bianco azzimo), che si era misteriosamente trasformata in carne umana sanguinante.
Stupito da questa informazione, il Dott. Zugibe rispose: “Come e perché un’Ostia consacrata avrebbe cambiato la sua sostanza e sarebbe diventata carne e sangue umani viventi, rimarrà un mistero inspiegabile per la scienza, un mistero totalmente al di là delle sue competenze.

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Con questo miracolo Gesú ci ricorda
che egli è realmente presente, vivo, nel mistero dell’Eucaristia;
che la Sua Presenza viva è REALE e non simbolica.
Solo con gli occhi della fede Lo vediamo
sotto le apparenze del pane e del vino consacrati.
Non lo vediamo con gli occhi del corpo
perché Egli è presente con la sua umanità glorificata.
Nell’Eucaristia Gesù ci vede, ci ama e desidera salvarci.

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Questo miracolo recentissimo,
quasi nessuno lo conosce;
è stato tenuto segreto,
non é stato divulgato.
PERCHÉ?
Probabilmente
per non offendere i numerosi

GRUPPI PENTECOSTALI
e i PROTESTANTI,
molto diffusi in Argentina
e in tutto il sud America,
i quali
NON CREDONO
alla PRESENZA REALE VIVA DI GESÚ
nell'Ostia Consacrata.
Oggi é di moda, no?
Non offendere gli altri,
in nome di un accanimento ecumenico,
calpestando o rinnegando o nascondendo
i nostri veri valori cristiani!

 

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