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Lettera di una mamma a Papa Francesco

LETTERA DI UNA MAMMA
A PAPA FRANCESCO

“Santo Padre,
sono una donna, moglie e madre ‘normale’.
Mi presento così perché vorrei che, leggendo questa mia lettera – se gliela faranno leggere personalmente – pensasse alla sua mamma, la quale certamente sarà stata anche lei una donna, moglie e madre ‘normale’.
Non sono dunque una lesbica (una donna che ama un’altra donna) desiderosa di avere un figlio, né una divorziata risposata.
Sono una … ‘normale’.
Forse, sarà per questo motivo che ho il timore che non mi degnerà di una risposta?
Ma, Le chiedo, non risponderebbe neppure a sua mamma?
Come donna, moglie e madre ‘normale’, dunque, non posso tacerLe tutto il dolore che provo per quanto vedo accadere in questo inizio di terzo millennio, nel mondo, nella famiglia e … soprattutto nella Chiesa!
Ho contratto matrimonio con l’unico uomo al cui fianco so di dover invecchiare, nella buona ma, anche, nella cattiva sorte!
Ho avuto in dono due figlie, oggi maggiorenni, che abbiamo cercato di far crescere soprattutto nel rispetto di valori veri e cristiani, che non ammettono interpretazioni e discussione che, con tanta difficoltà al giorno d’oggi, cerco assieme a mio marito di difendere, nonostante tutto, in loro e per loro!
Le cito solo un ultimissimo episodio per renderLe subito l’idea di ciò cui mi riferisco.
Le mie figlie sentono in tv dalla Sua bocca che “evitare la gravidanza in certi casi non è un male assoluto” e ne nasce una discussione in casa.
Ovviamente, per le mie figlie a tirare le conseguenze è bastato un attimo: “Dunque, anche la contraccezione (la precauzione per non avere figli) non è un male; dunque commettere atti impuri (avere rapporti sessuali fuori del matrimonio, convivere, ecc.) – che per noi sono atti di amore (proprio cosí, dicono le mie figlie, quindi, per loro, non sono piú atti di piacere egoistici, come la Chiesa ha sempre insegnato) – non è un male, purché evitiamo una gravidanza”.
Ecco il punto.
E questo è un solo esempio; ma Le potrei fare mille altri, ormai quotidiani.
So quanto ha dovuto lottare un povero prete per convincere un ragazzo che compiere atti omosessuali è peccato; e che doveva chiedere perdono confessandosi; mentre il ragazzo insisteva dicendo che il Papa ha detto, ha detto, ha detto..…
Ormai sono scenari di tutti i giorni e per tutti i problemi: da una parte si esalta la libertà, la gioia, il Papa, ridicolizzando il peccato; dall’altra parte stanno quei poveri preti che, nel silenzio della preghiera, lottano contro il peccato con enorme fatica, anche perché non sentono vicino a sé, in questa lotta, proprio Lei, Santitá, Vicario di Cristo!
E’ pazzesco!
Io mi rendo perfettamente conto del ‘peso’ che può essere, per un semplice uomo benché assistito dalla Grazia, il guidare ‘la barca di Pietro’, (facendo il Papa).
Ma Lei, Santo Padre, si rende conto del ‘peso’ che ha ogni Sua parola e del male che essa sta producendo – all’anima più che al corpo! – di chi La ascolta?
Io voglio sperare che tutto ciò non sia fatto per “puro calcolo voluto” (di voler creare problemi nella Chiesa), ma sia solo frutto di una Sua eccessiva, ingenua – anche se orrenda – spontaneità!
Perché, se si trattasse di “calcolo voluto”, mi sentirei totalmente ‘tradita’ da Lei, Santo Padre, che ha ricevuto da Gesù il compito di ‘confermare’ nella fede, non di insinuare dubbi e di distruggerla!
Per finire vorrei chiederLe dunque, e concludo: secondo Lei, la sua mamma, che di certo La starà osservando dal Cielo e conosce ormai ‘tutta intera’ la Verità, oggi sarà contenta di Lei?
Nel garantirLe il ricordo della Sua persona nelle mie povere preghiere, La ringrazio per il tempo che avrà voluto dedicare a questo mio scritto, sperando che L’aiuti in una scelta di conversione.
Con le lacrime agli occhi, Le porgo, Santità, i miei filiali saluti”.

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Ultimissima novitá!

RICONOSCIUTA MEDJUGORJE”

“Miracolo a Medjugorje: il Papa si converte”.
Egli ha autorizzato il culto
e dice di sí ai pellegrinaggi
organizzati da Sacerdoti, Vescovi e Cardinali.

Una svolta storica, passata quasi sotto silenzio, senza troppi clamori. Il culto di Medjugorje è autorizzato ufficialmente e da oggi tutte le diocesi e istituzioni del mondo potranno organizzare pellegrinaggi verso la piccola città della Bosnia-Erzegovina dove dal 1981 la Madonna appare ai sei veggenti, finiti spesso nella bufera per i loro raduni che da anni attirano milioni di persone da tutto il mondo. A dare l'annuncio è stato monsignor Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Varsavia-Praga, inviato da Papa Francesco a Medjugorje per avere più approfondite conoscenze della situazione pastorale e sulle esigenze dei fedeli che arrivano, proponendo miglioramenti.
Il documento della Conferenza Episcopale della Jugoslavia di un tempo, che sconsigliava che i vescovi organizzassero pellegrinaggi a Medjugorie, non è più in atto. Papa Francesco ha recentemente chiesto a un cardinale albanese di dare la sua benedizione ai fedeli presenti a Medjugorje. Segno questo che il «disgelo» tra la Chiesa e Medjugorie è ormai praticamente in atto. Finalmente dopo 37 anni la verita è venuta a galla, dice Paolo Brosio: oggi arriva un arcivescovo mandato dal Papa che ha voluto fare piena luce sulla verità. Ed è meraviglioso. Aspettiamo adesso che anche il Papa vada a Medjugorie, anche lui in pellegrinaggio, ai piedi della Regina della pace. E questo succederá certamente dopo che saranno finite le apparizioni e dopo che la Madonna dará un segno, come ha promesso, cosí come successe a Fatima 100 anni fa.
Lo stesso Papa Francesco, di ritorno dal viaggio papale a Fatima, lo scorso maggio, parló chiaramente di Medjugorje e del lavoro della commissione vaticana con a capo il Card. Ruini, dicendo: «La commissione ha fatto un lavoro molto, molto buono. Nel santuario bosniaco ci sono molte conversioni e bisogna provvedere pastoralmente ai fedeli».

 

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