Pensa bene di tutti · Parla bene di tutti · Fai del bene a tutti!
 

La porta verde

LA MISSIONE
CATTOLICA ITALIANA di
VILLINGEN-SINGEN
AUGURA A TUTTI
PIACEVOLI, RIPOSANTI, RILASSANTI
BUONE FERIE

##############################

LA PORTA VERDE

Tutto cominció quando Giovanni aveva 6 anni. La sua mamma era morta quando lui aveva soltanto 2 anni, ed era stato affidato alle cure di una baby sitter piuttosto distratta. Suo padre era un industriale molto serio, famoso e importante, sempre stressato, preso da mille affari, tanto che non aveva mai tempo di occuparsi del suo bambino. Cosí Giovanni aveva preso l’abitudine di stare sempre fuori casa e girovagare per la cittá. Un giorno di ottobre curiosava per un viale sconosciuto. Sulla sua destra, il viale era fiancheggiato da un lungo muro, bianchissimo. Sul marciapiede cominciavano ad ammucchiarsi foglie di grandi alberi di castagno che abbellivano il lungo viale. Giovanni aveva una castagna in mano e, mentre camminava, la strisciava contro il muro. Improvvisamente, al centro del muro, vide una porta verde, con una maniglia dorata. Sentí un forte desiderio di aprirla ed entrare. Peró, tiró dritto ancora un po’, fischiettando, fino alla fine del muro e del viale. Lí, riprendeva la strada con tanti negozi e case. Travolto da una curiositá irrefrenabile, Giovanni tornó indietro all’improvviso e di corsa, aprí la porta verde ed entró. Si trovó di colpo nel giardino piú bello che avesse mai immaginato. Anche l'aria era cambiata: non era piú quell'aria fredda, triste, inquinata e pesante della cittá. C’era nell'aria un profumo meraviglioso; tutto profumava; tutto dava la sensazione di leggerezza, di benessere, di pace, di felicitá. E poi tanti bellissimi colori, incredibilmente vividi, perfetti, luminosi. Giovanni sentiva di respirare gioia, pace, felicitá. Vide due leoni enormi, dal manto biondo vellutato. Non provó nessuna paura. Uno dei due animali gli venne vicino e si lasció accarezzare dalla manina di Giovanni. Il bambino era affascinato dalle cose meravigliose che vedeva. Quello era un altro mondo. Una ragazza alta e bionda con un dolcissimo sorriso, comparve sul viale e gli venne incontro. Lo bació e lo prese tra le sue braccia con una tenerezza mai avvertita. Giovanni non si era mai sentito cosí bene. La ragazza lo prese per mano e lo portó a visitare il giardino. Gli fece visitare un palazzo stupendo, pieno di belle fontane, di cose splendide, pieno di tutto ció che si puó desiderare e sognare. Giovanni trovó anche dei meravigliosi compagni di giochi, che gli vollero subito bene. Poi, all’improvviso, arrivó una donna vestita di scuro che mostró a Giovanni un grande libro. Lo prese a sfogliare, indicando al bambino le pagine. Sbalordito, Giovanni vide nel libro la sua storia: tutto ció che gli era successo da quando era nato. Vide la morte della sua mamma, il papá, la sua stanza. Finché si trovó sotto gli occhi, se stesso, incerto davanti alla porta verde nel lungo muro bianco. Giovanni fece per voltare pagina, ma la donna glielo impedí. Sentí piano piano le voci sempre piú deboli di quei bravissimi compagni di gioco che gridavano: “Torna da noi, torna da noi”, e si ritrovó nel lungo viale grigio, nell’ora fredda del pomeriggio, prima che si accendessero le luci dei lampioni. Nel muro, bianco e screpolato, non c’era piú nessuna porta. Il bambino tornó a casa. Raccontó alla zia e al papá quello che gli era successo, ma fu punito…, perché, dicevano, "non doveva raccontare bugie". Giovanni raccontava la sua storia solo al cuscino del suo letto. E ogni sera, dopo le preghiere normali, aggiungeva sempre una affettuosa preghiera personale: “Mio Dio, ti prego, fammi sognare quel giardino. Riportami al mio giardino!”. Ma per quanto girasse per le strade, non riusciva piú a trovare il muro bianco con la porta verde.
Dieci anni dopo, Giovanni era diventato uno studente bravo, studioso e impegnato: un vero modello. Una mattina, mentre si affrettava verso la scuola, si trovó davanti all’improvviso il lungo muro bianco e la porta verde che dava sul giardino incantato. L’aveva tanto cercata… Ma non pensó neppure per un istante ad entrare. Era preoccupato solo di non arrivare a scuola in ritardo. “Torneró nel pomeriggio”, pensó. Ma aveva giá molti altri impegni, nel pomeriggio, e cosí rimandó. Tornó il giorno dopo, ma non trovó piú neanche il muro bianco. Chiese informazioni a qualche passante, ma nessuno aveva mai sentito parlare di un muro bianco e di una porta verde, da quelle parti.  Non rivide piú la porta verde, fino all'etá di 22 anni, proprio il giorno in cui doveva sostenere l’esame piú importante dell’Universitá. Guidava la sua piccola 500 con molto nervosismo, guardando spesso l’orologio. Ad un certo punto dopo aver svoltato un angolo, se la trovó improvvisamente davanti: la porta verde, con la sua dolce sensazione di qualcosa di indimenticabile e ancora raggiungibile. Giacomo frenó, si fermó. Combattuto tra due opposte volontá: entrare nel giardino o affrettarsi per dare il suo esame? Rimase in dubbio un attimo, poi, scrolló le spalle e ripartí verso l’Universitá. Si laureó e cominció una brillante carriera di avvocato. “Quella porta, pensó Giovanni, era sí molto bella ma è molto lontana. Il mio interesse ora si sta concentrando sul mondo. Ne vedo un’altra di porta aperta: la porta… della mia carriera”.
E non ci pensó piú.
Giovanni, peró, rivide altre 3 volte la porta verde e il muro bianco. La prima volta stava correndo all’appuntamento con la ragazza che sarebbe diventata sua moglie. Quella sera non poteva pensare certo ai 2 leoni. La seconda volta, dopo tanti altri anni. La porta gli si presentó davanti, illuminata dalla luce dei fari della sua Mercedes. Giovanni sentí come un dolore acuto al petto. Era come se il mondo improvvisamente avesse perso ogni attrattiva. Desiderava rivedere piú che mai il giardino della felicitá. Ma proprio quella sera aveva un incontro importantissimo con un famoso personaggio politico che gli aveva promesso un posto sicuro nelle prossime votazioni. E non si fermó. La terza volta (era ormai diventato un famoso senatore) Giovanni vide la porta con la coda dell’occhio. Stava passeggiando con un ministro dell'Arabia. “Siamo passati davanti a quella porta, continuando a chiacchierare. Io l’ho quasi sfiorata la porta…, ricordava Giovanni; non potevo certo sparire in quel momento. Mi avrebbero preso per matto. E poi figuratevi i giornali”. Passarono altri anni. La nostalgia del giardino incantato si faceva sempre piú forte. Giovanni rimpiangeva le volte che non aveva avuto il coraggio di fermarsi ed entrare nella porta verde. “La prossima volta entreró di sicuro. La prossima volta, qualunque cosa accada, mi fermeró”, continuava a ripetere. Voleva a tutti i costi sentire di nuovo l'aria pura, la tenerezza, la dolcezza del giardino e dei suoi abitanti. Girava e rigirava per la cittá. Ogni volta che intravvedeva un muro bianco, il suo cuore raddoppiava i battiti. Ormai viveva soltanto per ritrovare quella porta verde.
Ma non la ritrovó piú.

**************************

Giovanni aveva trovato la porta della felicitá:
ma prima da giovane e poi da grande,
non si seppe decidere ad attraversarla.
Brució tutte le sue possibilitá, attraversando altre porte:
quella del piacere, quella della carriera,
quella del successo, quella del potere.
Tutte porte illusorie.
Quando capí ed era deciso, ormai era troppo tardi.
Passa la scena di questo mondo.
Deciditi in tempo!
Non ti lasciar sfuggire la porta della tua felicitá:
aprila e attravérsala.

vai all'archivio »